Il piano per isolare Putin e i suoi piani di espansione

L'Unione Europea intraprende ulteriori azioni per isolare la Russia e bloccare l'avanzata di Putin

Continua il braccio di ferro tra Europa e Russia. L’avanzata di Putin in Ucraina non si ferma, non per ora, così l’Unione ha annunciato ulteriori azioni volte a isolare lo zar e a bloccare ogni suo piano di espansione. Dalle sanzioni finanziarie al blocco dei voli, l’Ue sta cercando di agire su più fronti, con l’unico scopo di ridimensionare le pretese del Cremlino, che di contro non ha preso bene la cosa, minacciando di ricorrere al nucleare. Ma può farlo? (Qui le armi davvero a sua disposizione).

Chiuso in Ue lo spazio aereo per la Russia: quali saranno le conseguenze

L’Unione europea ha annunciato domenica 27 febbraio di voler chiudere lo spazio aereo alla Russia. Lo ha affermato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: “Stiamo proponendo un divieto su tutti gli aerei di proprietà russa, registrati dalla Russia e controllati dalla Russia. Questi velivoli non potranno più atterrare, decollare o sorvolare il territorio dell’Unione europea. Questo si applicherà a qualsiasi aereo”, ha detto.

“Il nostro spazio aereo sarà chiuso a tutti gli aerei russi. E questo include anche i jet privati ​​degli oligarchi”, ha poi aggiunto.

Von der Leyen ha anche confermato che l’Ue – per la prima volta – fornirà finanziamenti per l’acquisto di armi all’Ucraina, schierandosi in questo modo ufficialmente contro il Cremlino.

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Non solo armi, il piano per isolare Putin punta a indebolire l’economia russa

Le azioni intraprese dall’Unione Europea e i suoi alleati non riguardano solo armi e contatti aerei. A partire dal blocco del sistema SWIFT (cos’è, come funziona e perché sarebbe dannoso per la Russia ve ne abbiamo parlato qui), il passo successivo all’isolamento militare prevede l’attacco diretto alle finanze. L’obiettivo, quindi, è indebolire l’economia russa.

La Russia sarà infatti colpita dalle sanzioni tecnologiche da parte di Stati Uniti, Europa e Giappone nel tentativo di ridurre la sua capacità economica e impedirle di possedere armi avanzate. L’Ue, nello specifico, intensificherà le restrizioni sui beni e le tecnologie a duplice uso che potrebbero essere utilizzati per scopi militari da Putin.

“Vogliamo isolare l’industria russa dalle tecnologie oggi disperatamente necessarie per costruire il suo futuro”, ha affermato Ursula von der Leyen in un discorso tenuto il 24 febbraio, il giorno dopo che anche gli Stati Uniti avevano annunciato pesanti sanzioni sulle tecnologie.

La Russia, come fatto sapere dalla Casa Bianca, dovrà fare pertanto i conti con restrizioni che andranno a colpire semiconduttori, telecomunicazioni, sicurezza della crittografia, laser, sensori, navigazione, avionica e tecnologie marittime. In una conferenza stampa del 24 febbraio, Daleep Singh, il vice consigliere per la sicurezza nazionale USA, ha affermato che “in totale, gli Stati Uniti e i partner degli americani taglieranno effettivamente più della metà di tutte le importazioni di alta tecnologia in entrata in Russia. Ciò include la limitazione dell’accesso della Russia ai semiconduttori avanzati e ad altre tecnologie fondamentali di cui ha bisogno per diversificare e modernizzare la sua economia”.

Nel corso del tempo, ha affermato Singh al briefing della Casa Bianca, le sanzioni tecnologiche “atrofizzeranno la capacità della Russia di diversificare al di fuori del solo petrolio e gas, e di modernizzare i settori strategici che Putin stesso ha affermato di voler sviluppare: aerospaziale, difesa, IT, laser, sensori. Questi settori dipendono tutti dalle tecnologie fondamentali progettate e prodotte dall’Occidente”.

Le restrizioni bloccano anche il commercio

Anche gli alleati occidentali in Asia cercheranno di isolare la Russia. Taiwan, per esempio, ha annunciato che si sarebbe “unito alle sanzioni economiche internazionali contro la Russia”. Secondo quanto riferito, il primo ministro giapponese Fumio Kishida ha anche affermato che il suo paese interromperà le esportazioni di beni “per uso generale”. E in una dimostrazione di sostegno all’Ucraina, il Mobile World Congress venerdì ha cancellato il padiglione russo e vietato a una manciata di aziende di partecipare al raduno che dovrebbe riunire fino a 60.000 persone a Barcellona la prossima settimana.

Ne risentirà parecchio anche il commercio in Russia, e più della metà delle riserve della banca centrale russa sarà bloccata nell’ambito delle nuove sanzioni contro il paese, hanno spiegato gli esperti.

Dall’Italia a Stoccolma, le divisioni interne dell’Europa su come reagire all’aggressione di Putin sono svanite negli ultimi giorni. È chiaro, ormai, che le preoccupazioni delle capitali nazionali sull’impatto locale di misure più severe ha lasciato il posto a una determinazione condivisa di fare tutto il necessario per fermare Putin.