Meloni porta la figlia al G20, scoppia la polemica

Critiche alla premier per aver viaggiato con la figlia di 6 anni, il mondo della politica esprime solidarietà dopo gli attacchi subiti

Il primo G20 di Giorgia Meloni da presidente del Consiglio è stato un vero successo, con la leader di Fratelli d’Italia che torna a Roma soddisfatta per il lavoro di questi giorni e, soprattutto, entusiasta per i colloqui avuti in Indonesia con gli uomini più potenti del globo. Ma dal viaggio a Bali la 45enne romana rientra in Italia con un carico di polemiche aperto da alcune testate giornalistiche che hanno puntato il dito contro di lei per una scelta fatta in occasione degli incontri in Indonesia (qui vi abbiamo parlato della generosità italiana al G20).

Alla premier, infatti, non è stato “perdonato” il fatto di essersi fatta accompagnare nel suo viaggio dalla piccola Ginevra, la figlia di 6 anni che aveva fatto il suo debutto il giorno del giuramento del Governo al Quirinale. Ma Meloni, come ha sempre abituato negli ultimi mesi, non ci sta e risponde alle polemiche.

Meloni criticata per la figlia al G20, la risposta

Il caos sarebbe partito da un commento apparso sul quotidiano La Stampa dal titolo “Se mamma Giorgia va a Bali con Ginevra”. In un passaggio del pezzo, firmato dalla giornalista Assia Neumann Dayan si legge infatti che “l operaie non si portano le figlie in fabbrica” e quindi nasce spontanea la domanda del perché la premier abbia scelto di portare con sé la figlia di sei anni. “Certo io se fossi in lei mi farei questi tre giorni a Bali tra adulti, figlia mia scusami ma mamma sta salvando l’Italia, se hai bisogno chiedi a papà, torno presto, lavati i denti” ha scritto la giornalista.

Le fa eco anche La Repubblica, che in un pezzo a firma di Claudia De Lillo sottolinea: “Perché in questi quattro giorni che richiedono ogni energia mentale, fisica ed emotiva di un capo di Stato, Giorgia Meloni ha scelto di prende su di sé il carico – gratificante, inevitabile, pesantissimo – di una figlia al seguito?”. La risposta è chiara: “Probabilmente lei ritiene che la vicinanza alla figlia sia prioritaria anche quando lo Stato chiede 48 ore di coinvolgimento e attenzione assoluti”.

Al rientro da Bali non è mancata la risposta della diretta interessata che in un lungo posto sui social ha risposto a tono agli articoli pubblicati nelle ore precedenti: “La domanda che ho da fare agli animatori di questa appassionante discussione è: quindi ritenete che come debba crescere mia figlia sia materia che vi riguarda? Perché vi do una notizia: non lo è”. La premier ha quindi sottolineato: “Ho il diritto di fare la madre come ritengo e ho diritto di fare tutto quello che posso per questa Nazione senza per questo privare Ginevra di una madre” (qui vi abbiamo parlato del passo falso di Meloni).

Il mondo della politica solidale con Meloni

Le polemiche che si sono alzate dopo la decisione di Giorgia Meloni di avere al suo fianco la piccola Ginevra non sono di certo passate inosservate al mondo della politica che ha voluto esprimere la massima solidarietà alla premier. Sul tema è intervenuta Mara Carfagna, che in un tweet ha ricordato la sua esperienza: “Anche io ho portato mia figlia a congressi e appuntamenti politici. Nessuno giudichi le scelte delle madri”.

Anche Raffaella Paita, senatrice di Azione-IV, ha sottolinea che “montare un caso per una mamma che sceglie di portare sua figlia in un viaggio di lavoro è semplicemente ridicolo e assurdo”. A dire la sua anche il leader M5s Giuseppe Conte: “Su questo episodio sto dalla sua parte, senza se e senza ma”.

Intanto Italo Farnetani, pediatra sentito da Adnkronos, scagiona Meloni: “Approvo la scelta della premier. Ritengo che, con l’esempio dato, possa essere ottima testimonial per la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”,