Petrolio a 76 dollari, speranze per la riapertura di Hormuz: perché benzina e diesel non scendono

Gli ultimi annunci di Trump hanno rassicurato i mercati e il petrolio è sceso ampiamente sotto gli 80 dollari al barile, ma diesel e benzina hanno ancora bisogno degli sconti sulle accise

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato nella notte che un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe essere raggiunto già nella giornata di oggi, 5 agosto, o al massimo domani. Una dichiarazione che ha rassicurato i mercati e ha fatto scendere il prezzo del petrolio, con il Brent che è arrivato a calare al di sotto degli 80 dollari al barile.

Nonostante questo, i carburanti in Italia continuano a rimanere stabilmente sopra la soglia dei due euro al litro. Il governo, nella serata di ieri 4 agosto, ha confermato che lo sconto di 17 centesimi sulle accise del gasolio sarà prorogato fino al 25 del mese.

Il prezzo del petrolio e la situazione in Iran

I colloqui tra Iran e Stati Uniti, mediati dai Paesi del Golfo e dall’Oman, sembrano essere al momento orientati alla riapertura, almeno parziale, dello Stretto di Hormuz, e non alla soluzione del conflitto, quindi a un blocco del programma nucleare iraniano. Sia Trump, sia il segretario di Stato Marco Rubio, sia quello al Tesoro Scott Bessent, hanno chiesto una riapertura rapida del traffico marittimo.

L’Iran continua a sostenere di non stare negoziando in nessun modo con gli Stati Uniti. Il regime starebbe interloquendo esclusivamente con l’Oman, l’altro Stato che si affaccia sullo stretto di Hormuz, per stabilire nuove rotte sicure che permettano a Teheran di riscuotere i pedaggi che vuole imporre sulle navi di passaggio, ma anche di aumentare i volumi di traffico.

Le dichiarazioni di Trump

La posizione di Trump sembra però molto diversa. In un’intervista a Fox News, il presidente degli Usa ha parlato di “ottimi colloqui” e ha auspicato una riapertura totale e immediata dello Stretto di Hormuz. In caso contrario, ha minacciato Trump, sarebbe in arrivo un nuovo importante attacco contro l’Iran.

Il prezzo del petrolio non era così basso da tre settimane

Questa situazione ha però spinto il petrolio ad alcuni dei livelli più bassi degli ultimi giorni:

  • il Wti è sceso a 76 dollari al barile;
  • il Brent è calato sotto gli 80 dollari al barile.

Si tratta dei dati più bassi delle ultime settimane. Il nuovo calo del prezzo del greggio testimonia la fiducia dei mercati nei colloqui in corso e la speranza di una soluzione rapida al conflitto in Medio Oriente.

Perché se il petrolio cala, benzina e diesel sono ancora così cari

Nonostante ciò, in Italia il prezzo dei carburanti sono ancora stabili rispetto ai giorni scorsi. In media, alla pompa si pagano:

  • 2,003 euro per la benzina;
  • 2,100 euro per il diesel;
  • 0,770 euro per il gpl;
  • 1,636 euro per il metano.

Questo è dovuto soprattutto al fatto che i prezzi “alla pompa” sono il riflesso non soltanto del costo del greggio, ma anche l’ultimo passaggio di una filiera molto lunga. Il petrolio utilizzato per produrre la benzina e il diesel che vengono venduti in questi giorni è stato venduto quando i prezzi erano molto più alti di quanto non siano oggi.

Per la benzina in particolare, la mancata riduzione dei prezzi ha anche un’origine “politica”. Il Governo ha infatti deciso di intervenire sulle accise mobili soltanto per il diesel. Il prezzo della benzina è quindi influenzato da tasse molto più alte, e lo resterà almeno fino al 25 agosto.