Conviene investire 5.000 euro in conti deposito o buoni fruttiferi postali?

È meglio investire 5.000 euro nei conti deposito o nei buoni fruttiferi postali? Sono strumenti scelti da risparmiatori che cercano sicurezza

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Alessandra Di Bartolomeo

Giornalista di economia

Giornalista esperta di risparmio, ha maturato una vasta esperienza nella divulgazione di questioni economiche.

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Chi ha da parte una piccola somma, come 5.000 euro, e vuole investire in modo sicuro per proteggere i propri risparmi e ottenere un rendimento anche modesto nel tempo può orientarsi sui conti deposito o sui buoni fruttiferi postali. Entrambe, infatti, sono considerate tra le soluzioni più prudenti per far crescere i risparmi senza esporsi ai rischi elevati.

Scegliere l’una o l’altra dipende però da tre fattori chiave:

  • quanto tempo si è disposti ad attendere;
  • quale rendimento netto si desidera ottenere;
  • qual è la facilità di riavere i soldi.

Cosa sono i buoni fruttiferi postali

I buoni postali sono dei prodotti di risparmio e investimento collocati sul mercato da Poste Italiane ed emessi da Cassa Depositi e Prestiti, l’istituto controllato dallo Stato che utilizza i fondi per finanziare opere pubbliche e lo sviluppo del Paese. Sono tra gli strumenti preferiti dagli italiani perché sicuri e a capitale garantito.

Offrono la garanzia che alla scadenza l’intero capitale investito verrà restituito insieme agli interessi maturati. Si tratta di prodotti molto apprezzati anche perché sono semplici da utilizzare: si possono sottoscrivere negli uffici postali o online (dal sito delle Poste o dall’app) se si è titolari di un libretto di risparmio Smart abilitato.

Quali sono i punti di forza dei Bfp

I Bfp non hanno costi di gestione e la tassazione applicata agli interessi è agevolata rispetto ad altri strumenti finanziari, al 12,5%.

Un altro punto di forza è che sono garantiti dallo Stato Italiano. Significa che, indipendentemente dall’andamento dei mercati, il risparmiatore ha la certezza che non perderà il capitale investito.Queste protezione li rende quindi un porto sicuro del risparmio nazionale insieme ai Btp e ai Bot.

Quanto durano i buoni fruttiferi postali

A oggi esistono diverse soluzioni di buoni fruttiferi postali in cui investire il proprio denaro. Ci sono quelle pensate per orizzonti temporali lunghi, che possono arrivare anche a 20 anni, e quelle per orizzonti brevi, anche 4 anni.

In questo modo, il risparmiatore può scegliere il buono fruttifero postale più adatto alle proprie esigenze decidendo se privilegiare un rendimento più alto nel lungo periodo o se mantenere una maggiore flessibilità.

Che sono i conti deposito

I conti deposito sono dei prodotti bancari che permettono di depositare denaro in cambio di interessi. A differenza dei conti correnti tradizionali, non permettono di effettuare molte operazioni quotidiane come pagamenti o bonifici frequenti.

Lo scopo principale è infatti quello di conservare denaro e ottenere un rendimento – riconosciuto in base alle condizioni offerte dalla banca e che varia a seconda della durata dell’investimento e alla tipologia di deposito scelto.

Esistono infatti due principali tipologie di conto:

  • non vincolati, che consentono di ritirare le somme in qualsiasi momento (ma di solito i tassi offerti sono bassi);
  • vincolati, che prevedono che il denaro resti bloccato per un determinato periodo di tempo, che può arrivare anche a diversi anni in cambio di un tasso di interesse più elevato.

Perché i conti deposito convengono

Il vantaggio principale dei conti deposito è che godono della garanzia del Fitd, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

È un fondo al quale aderiscono obbligatoriamente gli istituti di credito italiani e che protegge i risparmiatori nel caso di crisi della banca. In caso di fallimento, il fondo restituirà il capitale fino a un massimo di 100.000 euro a depositante e banca.

Il secondo punto di forza numero è che a differenza di investimenti in borsa come gli Etf o le azioni, il conto deposito offre un tasso di interesse fisso. Questo permette di conoscere esattamente il proprio guadagno fin dal momento dell’apertura del conto.

Tasse, canone e imposta di bollo

La tassazione sugli interessi è invece come quella degli strumenti finanziari ovvero del 26%. Infine, nella stragrande maggioranza dei casi, i conti deposito non hanno costi di gestione o di canone annuale. In più sono semplici da aprire, gestire e monitorare.

È importante considerare annualmente si paga un’imposta di bollo dello 0,20% sulla somma depositata. S

e il tasso offerto dalla banca fosse molto basso, teoricamente tale imposta potrebbe superare il guadagno portando a una lievissima riduzione del capitale iniziale. Molte banche però offrono tassi di interesse che coprono ampiamente tale spesa.

Meglio scegliere i buoni postali o i conti deposito?

Se si cerca un rendimento massimo nel breve periodo è più conveniente scegliere i conti deposito.

Offrono tassi lordi superiori ai buoni postali e spesso permettono di incassare gli interessi con cedole trimestrali o anticipate. Nel caso si scelga la formula vincolata, è importante non toccare la somma fino alla scadenza. Prelevare il denaro con anticipo, infatti, può comportare la perdita degli interessi maturati o delle penali.

I buoni postali convengono invece per investimenti di lungo periodo in quanto gli interessi sono spesso crescenti. Significa che ritirandoli dopo 1 o 2 anni il guadagno sarebbe minimo o nullo. Per diverse tipologie di buoni, poi, è necessario attendere un determinato periodo per poter ricevere anche gli interessi accumulati.

Quanto rendono 5mila euro

Uno dei buoni fruttiferi postali che tutti possono sottoscrivere è il 4 anni Plus che come si evince dal nome dura 4 anni. Offre un rendimento annuo alla fine di tale periodo del 1,40% ma se il rimborso viene chiesto prima dei 4 anni si ottiene solo il capitale investito.

Investendo 5.000 euro in questo titolo, come si evince dal calcolatore messo a disposizione da Poste Italiane, il valore di rimborso netto a scadenza è di 5250,20 euro. Nel calcolo però non è considerata l’imposta di bollo.

Per investimenti di lungi periodo, il 3×4 è la soluzione ideale. Tale titolo dura 12 anni e offre i seguenti tassi di interesse:

  • 1% dopo 3 anni;
  • 1,50% dopo 6 anni;
  • 2,25% dopo 9 anni;
  • 3% dopo 12 anni.

Volendo investire 5.000 euro in questo titolo, dal calcolatore messo a disposizione da Poste si evince che al termine del periodo si ottengono 6.862,70 euro. Nel calcolo però non è stata considerata l’imposta di bollo.

Tra i migliori conti deposito di marzo 2026 c’è quello di Cherry Bank vincolato che offre i seguenti tassi di interesse:

  • 2,20% dopo 6-12-18-24 mesi;
  • 2,40% dopo 36 mesi;
  • 3,50% dopo 48 e 60 mesi.

Investendo 5.000 euro in questo conto, dopo 48 mesi dal calcolatore messo a disposizione dalla banca si evince che il guadagno netto sarà di 5.518 euro mentre dopo 60 mesi 5.647,5 euro. Anche in questo calcolo non è stata considerata l’imposta di bollo.

C’è poi il SiConto vincolato di banca Sistema che offre i seguenti rendimenti annui lordi: 2,20% dopo 3 mesi fino ad arrivare al 3,50% dopo 120 mesi.

Investendo 5.000 euro in questo prodotto, dal calcolatore messo a disposizione dalla banca si evince che al termine del vincolo il montante netto sarà di 6.295,00 euro. In tale calcolo non è però stata considerata l’imposta di bollo.

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