Buono fruttifero 4 anni Premium con tasso al 3%, rendimenti e come investire

Come sottoscrivere il nuovo buono fruttifero postale 4 anni Premium che permette di investire in sicurezza e con un rendimento fisso

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Alessandra Di Bartolomeo

Giornalista di economia

Giornalista esperta di risparmio, ha maturato una vasta esperienza nella divulgazione di questioni economiche.

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L’8 aprile 2026 è tornato disponibile uno dei buoni fruttiferi postali più interessi se si vuole investire nel breve periodo. Si tratta del Premium 4 anni, soluzione semplice e adatta anche per chi ha poca esperienza negli investimenti. Non è però accessibile a tutti perché può essere sottoscritto soltanto da chi apporta nuova liquidità.

Ecco dunque come funziona, che tasso di interesse offre, quali sono le sue principali caratteristiche e quando può convenire davvero.

Le caratteristiche dei buoni postali 4 anni Premium

I buoni postali 4 anni Premium sono disponibili soltanto in forma digitale, significa che non viene rilasciato un documento cartaceo e tutto viene registrato sul libretto postale. Per sottoscriverli è quindi necessario avere un libretto, anche cointestato fino a un massimo di quattro persone (ma non tra maggiorenni e minorenni).

La durata è, come è intuibile, di 4 anni ed il rendimento è fisso, viene infatti pagato per intero alla scadenza. Come tutti gli altri Bfp, poi, sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti, garantiti dallo Stato e collocati sul mercato da Poste Italiane.

La cifra minima da investire è 50 euro e può arrivare fino a un massimo di 1 milione di euro al giorno, sempre entro i limiti della nuova liquidità versata.

Al termine dei 4 anni, dopo la scadenza, inizia il periodo entro il quale è possibile riscuotere lil capitale investito e gli interessi.

Per quanto riguarda il collocamento, è previsto fino al 7 maggio 2026, anche se può essere interrotto in anticipo.

Il requisito del libretto di risparmio

I buoni fruttiferi postali 4 anni Premium sono dedicati ai titolari di di libretto di risparmio Smart oppure ordinario che apportano nuova liquidità.

Con questo termine si intendono tutte le somme di denaro che aumentano il saldo del libretto o del conto corrente BancoPosta al netto di eventuali prelievi dall’8 aprile ed entro il 7 maggio 2026 (salvo chiusura anticipata), nei seguenti modi:

  • con bonifico bancario;
  • mediante il versamento di assegni bancari o circolari;
  • con accredito dello stipendio o della pensione.

Nel caso in cui la nuova liquidità dovesse essere versata su conti correnti BancoPosta o su altri libretti postali, dovrà essere trasferita sul libretto Smart per acquistare il buono postale solo mediante girofondo.

Come si acquistano

I buoni postali 4 anni Premium si possono acquistare solo in forma dematerializzata per importi uguali a 50 euro e multipli di questa cifra presso l’ufficio postale se si è titolari di un libretto Smart oppure ordinario non abilitati ai servizi dispositivi online portando con sé la carta di identità o un altro documento di riconoscimento in corso di validità e il codice fiscale.

Nel caso si voglia risparmiare tempo per evitare file allo sportello, si può prenotare l’appuntamento sul sito ufficiale dell’azienda o dalla app Poste Italiane.

In alternativa si può acquistare online o da app se si possiede un libretto Smart abilitato ai servizi dispositivi online.

Il tasso di interesse e la prescrizione

Il buono postale 4 anni Premium riconosce un tasso fisso alla scadenza del 3% annuo lordo. Gli interessi vengono calcolati su base annuale e corrisposti insieme alla cifra investita solo al termine dei quattro anni. Dopo tale periodo, i buoni diventano infruttiferi: non producono più interessi.

Si può chiedere il rimborso di questi Bfp solo fino al termine di prescrizione, che avviene 10 anni dopo la scadenza del buono cartaceo. In tal caso non è più possibile riscuotere né il capitale investito e nemmeno gli interessi maturati in quanto l’importo confluisce nel fondo istituto presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze per:

  • indennizzare le vittime di danno ingiusto non risarcito;
  • indennizzare le vittime di frodi finanziarie.

Proprio per questo Poste Italiane invita la clientela sempre a controllare la data di scadenza dei titoli cartacei. Nel caso in cui quest’ultima non dovesse essere visibile sul titolo per avere informazioni ci si potrà rivolgere:

  • agli uffici postali;
  • consultare ile ito ufficiale di Poste;
  • chiamare il numero verde gratuito 800.003322.

Con il buono 4 anni Premium però non si rischia la prescrizione in quanto alla scadenza il montante liquidato viene accreditato sul conto di regolamento che può essere un conto corrente BancoPosta o un libretto di risparmio postale.

Il titolo deve avere però la medesima intestazione del conto che quindi non può essere estinto in presenza di buoni in essere. Nel caso si abbiano dei Bfp dematerializzati è possibile anche indicare un diverso conto di regolamento condizione che esso abbia la stessa intestazione di quello originario.

Quanto rendono i Bfp 4 anni Premium

Ecco un esempio di rendimento:

Nel caso si sottoscriva un buono 4 anni Premium del valore di 3.000 euro, dal calcolatore messo a disposizione da Poste Italiane, si evince che il valore di rimborso netto alla scadenza sarà di 3.329,46 euro. In tale calcolo però non è considerata l’imposta di bollo che viene calcolata in base alla normativa vigente e al momento del rimborso.

Qual è il regime fiscale per i buoni fruttiferi

Se si decide di investire denaro nei buoni fruttiferi postali è importante anche capire come vengono tassati. Prevedono un regime fiscale molto chiaro e vantaggioso, pensato per tutelare il risparmiatore e semplificare la gestione dei redditi che derivano dall’investimento.

Gli interessi maturati sono soggetti a un’imposta sostitutiva del 12,50%, la stessa aliquota prevista per i titoli di Stato come Bot, Btp, CTtz secondo quanto prevede il decreto legislativo 239/1996. I soggetti che non risiedono in Italia, però, se ricorrono le condizioni di legge, non pagano tale imposta.

I buoni sono poi esenti dall’imposta di successione e sono soggetti all’imposta di bollo solo se il loro valore complessivo supera i 5.000 euro.

Infine, insieme ai titoli di Stato e ai libretti di risparmio sono esclusi dal patrimonio mobiliare ai fini del calcolo Isee fino ma un limite complessivo di 50.000 euro a nucleo familiare. In questo modo non incidono sul calcolo delle prestazioni sociali.

Le indicazioni contenute in questo articolo hanno uno scopo esclusivamente informativo, possono essere modificate in qualsiasi momento e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza finanziaria con figure professionali specializzate. QuiFinanza non offre servizi di consulenza finanziaria, di advisory o di intermediazione e non si assume alcuna responsabilità in relazione a ogni utilizzo delle informazioni qui riportate.