Spread tra Btp e Bund ancora stabile a 83 punti base, rendimenti al 4,11%

La settimana dello spread si apre con un'altra giornata di stabilità per il differenziale, ma con rendimenti in netto aumento a livelli record da anni

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Aggiornato: 3 min di lettura

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Le prime ore della settimana sono state caratterizzate dalla stabilità dello spread tra Btp italiani e Bund tedeschi, che si conferma a 83 punti base. Continuano però a crescere i rendimenti medi dei Btp a 10 anni benchmark, che hanno raggiunto il 4,11%, uno dei picchi più alti degli ultimi anni.

È un dato in linea con i risultati delle aste dei titoli a medio e lungo termine, dove i Btp decennali hanno fatto segnare un rendimento del 4,10%, nonostante il rapporto di copertura più che accettabile, che ha dimostrato un interesse significativo da parte degli investitori.

Spread stabile, ma continua la corsa dei rendimenti

Per la terza apertura consecutiva lo spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi non si è mosso. Il differenziale è rimasto a 83 punti base, uno dei livelli più alti degli ultimi mesi. Questa stabilità si spiega con lo stallo di tutti i fattori che determinano le variazioni dello spread, dalla politica interna, che deve ancora riprendere a pieno regime dalla pausa estiva, all’instabilità internazionale, con la guerra in Medio Oriente che non sta facendo significativi passi avanti.

Cosa sta succedendo ai rendimenti dei titoli di Stato italiani

Non sono stabili invece i rendimenti dei titoli di Stato italiani. Nella mattinata di lunedì 31 agosto sono infatti tornati a crescere, arrivando al 4,11%. Si tratta di uno dei risultati più alti degli ultimi anni: era da dicembre 2023 che i Btp benchmark a 10 anni non raggiungevano un tasso di interesse medio simile.

Gli investitori sono preoccupati da una serie di fattori che stanno mettendo pressione al debito pubblico italiano:

  • il Governo sembra intenzionato a fare deficit, seppur con strumenti concessi dall’Ue, e questo aggraverà il debito pubblico;
  • la Bce starebbe per aumentare nuovamente i tassi di interesse nella riunione sulla politica monetaria di settembre;
  • l’economia italiana rimane debole, soprattutto per quanto riguarda la crescita, ora che è finito l’effetto del Pnrr.

Le aste avevano anticipato l’apertura

Un primo segnale di questo aumento dei rendimenti era arrivato venerdì 28 agosto, quando si erano concluse le aste dei titoli di Stato a medio e lungo termine e il Tesoro aveva reso pubblici i risultati. Se i Btp  5 anni e i CctEu avevano mantenuto rendimenti sotto al 3,50%, i Btp a 10 anni avevano anticipato quello che sarebbe accaduto in apertura lunedì.

I rendimenti di questi titoli erano arrivati infatti al 4,10%, nonostante una domanda molto sostenuta, con un rapporto di copertura di 1,62. Per il Tesoro si tratta di una notizia non del tutto positiva. Rendimenti così alti fanno aumentare il costo del debito e riducono le risorse a disposizione in vista della Manovra per il 2027.

Non si ferma la crisi della Francia

Anche gli altri Paesi europei più importanti stanno soffrendo delle condizioni di pressione sui debiti pubblici e dell’incertezza a livello internazionale. La Spagna mantiene i propri Bonos a 45 punti dai Bund, con rendimenti in crescita.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 31 agosto 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,28%
Btp italiani 4,11% 83
Oat francesi 4,14% 86
Bonos spagnoli 3,73% 45

È la Francia però a far segnare le difficoltà maggiori, con uno spread in continua crescita che ha raggiunto gli 86 punti base. Il Paese potrebbe sostituire l’Italia come quello con il debito pubblico che suscita le maggiori preoccupazioni in Europa.

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