SpaceX da record: supera Amazon e insidia il podio di Microsoft

Le opzioni accendono il rally e portano la valutazione della società neo quotata di Elon Musk oltre i 2.650 miliardi di dollari

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Redazione

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SpaceX ha compiuto un nuovo balzo nella classifica delle società più capitalizzate al mondo, superando Amazon e arrivando temporaneamente oltre Microsoft. A sostenere l’ascesa del titolo è stata una giornata di contrattazioni estremamente volatile, caratterizzata da un’intensa attività sui contratti di opzione appena lanciati.

SpaceX supera Amazon e punta ai primi posti

Le azioni SpaceX sono salite del 4,8%, chiudendo a 201,80 dollari. La società di Elon Musk ha così raggiunto una valutazione di circa 2.655 miliardi di dollari, circa 800 miliardi in più rispetto al valore registrato durante la sua IPO record della scorsa settimana e circa 10 miliardi oltre la capitalizzazione di Amazon, che fino a martedì occupava il quinto posto tra le società quotate statunitensi per valore di mercato. Nelle prime ore della seduta il titolo aveva registrato rialzi ancora più marcati, sostenuto dagli investitori che hanno puntato sull’impero industriale di Musk, che spazia dai razzi all’intelligenza artificiale, nonostante la valutazione dell’azienda risulti superiore a quella di altre società da oltre mille miliardi di dollari.

Il titolo dovrebbe beneficiare di ulteriore domanda nelle prossime settimane grazie all’ingresso nei principali indici azionari. Tuttavia, nel corso del pomeriggio si sono intensificate le vendite e le azioni hanno restituito gran parte dei guadagni accumulati, dopo aver toccato un massimo intraday di 225,64 dollari.

Volumi di scambio eccezionali

I volumi di negoziazione delle azioni SpaceX sono stati enormi. Il controvalore degli scambi sul titolo della società aerospaziale ha raggiunto i 61 miliardi di dollari, il livello più elevato tra le grandi società quotate negli Stati Uniti durante la giornata.
L’ultimo rialzo di SpaceX è arrivato in una seduta in cui, al contrario, il settore tecnologico mostrava debolezza. L’indice dei semiconduttori SOX ha perso il 3%, mentre il Nasdaq Composite è sceso dello 0,5%.

Tra i titoli in calo figuravano anche quelli di Cboe Global Markets, in ribasso del 9%, e del concorrente CME Group, in calo del 2%. Il movimento riflette le crescenti preoccupazioni degli investitori riguardo all’ascesa dei futures perpetui, contratti privi di scadenza che consentono di scommettere sui movimenti dei prezzi senza possedere direttamente le attività sottostanti.

Volatilità attesa e prospettive future

Analisti e gestori di portafoglio ritengono che gli investitori debbano prepararsi a una volatilità elevata, dovuta sia alla quantità relativamente limitata di azioni disponibili sul mercato sia all’elevata valutazione della società.

SpaceX ha registrato lo scorso anno ricavi per 18,67 miliardi di dollari e una perdita netta di 4,94 miliardi di dollari dopo la fusione con xAI, anch’essa in perdita. Il dato contrasta con i risultati di molte delle principali società tecnologiche di Wall Street, che hanno invece registrato profitti consistenti.

Nella seduta di ieri, martedì 16 giugno, la capitalizzazione di SpaceX ha superato quella di Amazon, pari a 2.646 miliardi di dollari, e per breve tempo ha oltrepassato anche quella di Microsoft, pari a 2.920 miliardi.

Nella classifica delle società più capitalizzate restano davanti Apple, Alphabet e Nvidia, tutte con una valutazione superiore ai 4.000 miliardi di dollari.

Secondo gli analisti, il rally potrebbe proseguire grazie all’imminente inclusione accelerata di SpaceX nel Nasdaq 100, che la renderà una partecipazione significativa per i fondi passivi e gli ETF che replicano l’indice, creando una nuova fonte di domanda per il titolo.

Anche FTSE Russell e MSCI inseriranno il titolo nei rispettivi indici il 26 e il 29 giugno.

Aumentano i proventi dell’IPO

SpaceX ha inoltre comunicato a inizio settimana che le banche collocatrici hanno esercitato integralmente l’opzione “greenshoe” per acquistare ulteriori azioni. Di conseguenza, i proventi complessivi dell’offerta pubblica iniziale sono saliti a 85,7 miliardi di dollari rispetto ai 75 miliardi raccolti durante il collocamento della settimana precedente.