Musk vs OpenAI, arriva il verdetto: perché Musk ha perso la causa da 180 miliardi

La giuria ha stabilito che le richieste di risarcimento erano state presentate oltre i termini

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Redazione

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È Elon Musk ad uscire perdente da una battaglia che ha stregato il mondo tech, mettendo in contrapposizione due delle figure più emblematiche nell’intelligenza artificiale. Una giuria federale di Oakland, in California, ha infatti stabilito che il fondatore di Tesla, SpaceX e OpenAI ha aspettato troppo a lungo prima di citare in giudizio OpenAI e il suo CEO Sam Altman per presunta violazione di un accordo che prevedeva la gestione della loro impresa di intelligenza artificiale esclusivamente come organizzazione no-profit a scopo benefico.

Le accuse

Al centro del contenzioso c’erano le accuse di Musk contro il nemico Altman che lo avrebbe manipolato e indotto a contribuire a suon di milioni al lancio di OpenAI per sviluppare un’intelligenza artificiale a beneficio dell’umanità. Una promessa rivelatasi poi falsa con Altman che si è trasformato nell’architetto della trasformazione della startup in un’impresa a scopo di lucro. “Sono stato uno sciocco” ad aver contribuito con 38 milioni, ha ammesso Musk nel corso del processo, durante il quale ha chiesto danni per 180 miliardi di dollari e la rimozione di Altman e il presidente di OpenAI Greg Brockman dai loro ruoli.

I legali del CEO di ChatGPT hanno respinto le accuse, sostenendo che Musk fosse a conoscenza del piano per la creazione di una società a scopo di lucro e di averlo sostenuto. L’uomo più ricco del mondo avrebbe cercato di assumere il controllo dell’iniziativa e fatto causa solo dopo essere stato respinto. Musk è “uno spettacolo di ipocrisia”, hanno detto gli avvocati di Altman.

Il giudizio

Il verdetto della giuria consultiva, giunto dopo meno di due ore di deliberazione, è stato immediatamente ratificato dal giudice distrettuale Yvonne Gonzalez Rogers.

Il tribunale non si è pronunciato sulla validità delle accuse di Musk relative alla “violazione del vincolo fiduciario di beneficenza”, ma ha stabilito che tali accuse erano prescritte entro i tre anni previsti dalla legge.

La risposta di Musk

Elon Musk ha già fatto sapere che farà appello contro il verdetto della giuria. “Il giudice e la giuria non si sono pronunciati sul merito del caso, ma su un tecnicismo“, ha scritto Musk su X.

“Per chiunque segua il caso nel dettaglio, non vi è alcun dubbio che Sam Altman e Greg Brockman si siano effettivamente arricchiti appropriandosi indebitamente di un ente di beneficenza. Presenterò ricorso presso il Nono Circuito, poiché creare un precedente che consenta di saccheggiare gli enti di beneficenza è deleterio per la filantropia”, ha messo in evidenza Musk.

I risvolti

La sconfitta di Musk incombe sulle quotazioni multi miliardarie di SpaceX e della stessa OpenAI attese nei prossimi mesi. Per la startup di Altman la vittoria rappresenta invece una schiarita in vista dell’IPO, sulla quale Musk pesava come un macigno. Per Musk e la sua xAI, che si è di recente unita con SpaceX, il verdetto è invece un pesante schiaffo, anche se il miliardario può rivendicare di essere stato sconfitto non nel merito ma solo per ragioni di statuto.