Caro carburante ed energia, Italia tra razionamenti e lockdown: la strategia di Salvini

Il vicepremier apre all'import dalla Russia solo a guerra finita e smentisce piani di razionamento, puntando sul nucleare per il futuro

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini è intervenuto nella conferenza stampa presso la sede della Stampa estera su diversi temi caldi: dal caro energia all’ipotesi del gas russo, fino al prezzo del carburante e ai piani di razionamento o lockdown energetico. Il vicepremier ha escluso alcune ipotesi, come il ricorrere allo smart working o il ritorno alla dad.

In merito agli sviluppi nella guerra tra Stati Uniti e Iran, il ministro ammette di aver tirato un sospiro di sollievo, anche se momentaneo “perché ogni giorno le cose cambiano”. Lascia poi l’argomento per tornare sul tema dei rincari e spiega di aver parlato con i ministri Giorgetti e Urso in merito ai prezzi del carburante. Questo purtroppo ci mette poco ad aumentare, ma molto più tempo a scendere. Salvini si augura che ci sia una diminuzione altrettanto rapida alla pompa, perché ormai il prezzo del gasolio, nonostante il taglio delle accise che il governo italiano ha prorogato, è vicino ai 2,2-2,3 euro al litro.

Gas russo solo a conflitto concluso

Tra i tanti temi toccati dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, c’è quello della possibilità di tornare a commerciare con la Russia. Dopo lo stop, arriva la proposta di Vladimir Putin sulla vendita di gas e petrolio, ma la risposta di Europa e Italia è ancora piuttosto mite. Si cerca di capire cosa potrebbe accadere rispetto a questa apertura, come ad esempio una frattura all’interno della Nato.

Anche il vicepremier non si sbilancia, restando nella stessa posizione di prudenza di altre voci del governo. Dichiara:

Riprendere le forniture energetiche e segnatamente di gas dalla Russia spero possa essere una prospettiva ad armi deposte fra Kiev e Mosca.

Aggiunge che al momento parlare di business con una guerra in corso è complicato e l’Italia difficilmente può scegliere da sola nel contesto europeo.

Priorità energia: l’Italia e il nucleare

Sul tema del caro energia (che ha portato alla riapertura delle centrali a carbone), Salvini si fa portavoce del Governo quando dichiara che la priorità resta quella di aiutare imprese e famiglie in difficoltà, superando il patto di stabilità. Questo è definito una “camicia di forza”, ma Salvini si dice anche fiducioso e pensa che l’Italia e la Germania possano diventare maggioranza.

Aggiunge:

Chiediamo che il patto possa essere derogato per aiutare imprese e famiglie su riscaldamento, luce e gas, così come avviene per comprare armi.

Sempre all’interno del macro tema dell’energia c’è la possibilità di tornare a guardare al nucleare. Per Salvini l’Italia dovrebbe investire di più sull’energia pulita e sicura, e il nucleare è una di queste.

Carburante: no a dad, smart working e razionamento

Salvini ha sottolineato come il costo del carburante sia direttamente legato a quanto sta accadendo in Medio Oriente e per questo la tregua ha fatto immediatamente abbassare il costo di petrolio e gas.

In merito all’abbassamento del prezzo anche alla pompa di benzina, ha spiegato di aver sentito il ministro Giorgetti e il ministro Urso per capire quanto velocemente i prezzi caleranno. Perché la regola è questa: i prezzi si alzano velocemente, ma per calare si deve attendere la vendita del carburante acquistato al prezzo più alto.

L’auspicio è quello di vedere una riduzione rapida dei prezzi, perché:

Ci si avvicina ai 2,20 euro al litro del gasolio nonostante lo sconto che il governo italiano, uno dei pochi in Europa, ha messo di 0,25 euro al litro; senza quello sconto saremmo vicini ai 2,50 euro.

A fronte della carenza e dell’aumento di prezzo, comunque Salvini si dice sicuro nell’affermare che non c’è nessun piano di razionamento di carburante in vista, neanche di cherosene per gli aerei di cui si è tanto discusso.

Inoltre, a differenza delle voci di un ipotetico lockdown energetico, Salvini afferma:

Non c’è allo studio nessun piano sul razionamento di carburante, né sulla chiusura di scuole, uffici, fabbriche e negozi. Lo smart working non è da prendere in considerazione.