La Borsa del 20 aprile, Milano chiude a -1,36% tra tensioni in Iran e stacco dei dividendi

Le borse europee attendono un lunedì in rosso a causa delle tensioni USA-Iran. Stacco cedole per Piazza Affari, che inciderà per meno dell'1%

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Le ultime notizie della Borsa italiana e internazionale.

  1. Bene i titoli energetici

    Sul fronte di Piazza Affari, si mettono in luce i titoli energetici, favoriti dal rialzo del greggio: Tenaris (+3,9%), Saipem (+3,2%) ed Eni (+1,5%). Bene anche Nexi (+3,8%), in recupero dai minimi storici, con un progresso di circa il 31% nell’ultimo mese anche grazie al cambio al vertice.

    Tra i ribassi spicca UniCredit (-3%), penalizzata anche dall’effetto dividendi, proprio nel giorno in cui ha illustrato la strategia e i possibili obiettivi finanziari legati a un’integrazione con Commerzbank (+1,2% a Francoforte). In fondo al listino anche Lottomatica (-4,7%) e Buzzi (-2,9%).

  2. Milano giù tra incertezza geopolitica e dividendi

    Le Borse europee chiudono in territorio negativo, appesantite dall’incertezza legata ai colloqui tra Stati Uniti e Iran e dalle tensioni nello Stretto di Hormuz, ancora bloccato, che continuano a sostenere i prezzi del petrolio. Il tutto mentre si avvicina la scadenza della tregua tra Teheran e Washington.

    A Milano, Piazza Affari termina la seduta in calo dell’1,36%, arretrando dopo il massimo raggiunto venerdì scorso e scontando anche un effetto tecnico dello 0,62% legato allo stacco dei dividendi di otto società del Ftse Mib. In ribasso di oltre un punto percentuale anche gli altri principali listini europei.

  3. I titoli migliori e peggiori a Piazza Affari

    A Piazza Affari, il rialzo del greggio sostiene i titoli oil, con Eni in testa a +3,1%.  Il titolo beneficia anche della scoperta di un nuovo giacimento di gas in Indonesia.  Acquisti anche su Saipem (+0,85%), che ha ottenuto il contratto da Eni per la costruzione di una nuova bioraffineria a Priolo, del valore di 700 milioni di euro.  In rialzo anche Tenaris (+1,5%).  Bene Nexi (+2%) e le utility, con Italgas in testa (+1,4%).

    In calo UniCredit (-2,1%) nel giorno in cui distribuisce il dividendo.  Il CEO Andrea Orcel ha presentato in mattinata il piano “Commerzbank Unlocked”, volto a trasformare la banca e potenzialmente a portarla verso un’aggregazione.

    Al contrario, Commerzbank sostiene il piano e a Francoforte sale dell’1,1%.  In coda Buzzi (-3,3%) e Stellantis (-2,9%).

  4. Europa in rosso

    Le Borse europee restano in calo a metà seduta, mentre continua il confronto tra Stati Uniti e Iran sulla partecipazione della delegazione di Teheran a un secondo round di negoziati a Islamabad. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che l’Iran non ha ancora deciso se partecipare al nuovo ciclo di colloqui, dopo che gli Stati Uniti hanno sequestrato una nave battente bandiera iraniana nel Golfo.

    L’intensificarsi delle tensioni in Medio Oriente si riflette sui listini europei, con il Ftse Mib di Milano in calo dell’1,4%. Tuttavia, lo stacco delle cedole di otto società incide per lo 0,62% sull’indice. Anche il Cac di Parigi (-1,1%), il Dax di Francoforte (-1,4%), l’Aex di Amsterdam (-0,6%), l’Ibex di Madrid (-1,3%) e il Ftse 100 di Londra (-0,6%) sono in rosso.

  5. Le aziende che staccano le cedole

    A Piazza Affari lo stacco delle cedole di otto blue chip avrà un impatto sull'indice Ftse Mib intorno allo 0,77%. Si tratta di:

    • Banca Mediolanum (saldo di 0,65 euro per azione);
    • Banco Bpm (saldo di 0,54 euro per azione);
    • Campari (0,1 euro per azione);
    • Ferrari (3,615 euro per azione);
    • Iveco (dividendo straordinario di 5,8216);
    • Mediobanca (0,63 euro sul su bilancio di sei mesi);
    • Prysmian (0,9 euro per azione);
    • Unicredit (saldo di 1,7208 euro per azione).

    Tra le mid cap:

    • Anima (0,5 euro per azione);
    • Maire (0,585 euro per azione);
    • Star Fine Foods (0,16 euro per azione);
    • GeneralFinance (1,36 euro per azione).
  6. Giù Buzzi e Stellantis

    Sul versante opposto, Buzzi guida i ribassi con una perdita del 3,40% a 48,63 euro, seguita da Stellantis che cede il 2,80% a 7,233 euro. In rosso anche Intesa Sanpaolo (-1,82% a 5,815 euro), Fincantieri (-1,71% a 13,53 euro) e Lottomatica Group (-1,69% a 27,30 euro).

    Nome Valore Var %
    Buzzi 48,63 -3,40%
    Stellantis 7,233 -2,80%
    Intesa Sanpaolo 5,815 -1,82%
    Fincantieri 13,53 -1,71%
    Lottomatica Group 27,30 -1,69%
    Finecobank 22,08 -1,56%
    Banca Mediolanum 18,675 -1,50%
    Azimut 36,89 -1,42%
    Prysmian 119,10 -1,37%
    Unicredit 69,15 -1,34%
  7. Spiccano i titoli energetici

    Tra i migliori titoli del Ftse Mib, svetta ENI con un rialzo del 3,06% a 22,425 euro, trainata dal recupero del prezzo del petrolio. Bene anche Saipem, che avanza dell'1,81% a 3,943 euro, e Tenaris, in guadagno dell'1,52% a 24,79 euro. Più modesti i progressi di Snam (+0,89% a 6,586 euro) e A2A (+0,67% a 2,41 euro).

    Nome Valore Var %
    Eni 22,425 +3,06%
    Saipem 3,943 +1,81%
    Tenaris 24,79 +1,52%
    Snam 6,586 +0,89%
    A2A 2,41 +0,67%
    Italgas 10,41 +0,63%
    Terna 10,03 +0,42%
    Enel 9,757 +0,31%
    Iveco Group 13,925 +0,25%
    Hera 4,104 +0,24%
  8. Europa in rosso

    Avvio in rosso per le principali Borse europee. Piazza Affari segna la flessione più marcata con il Ftse Mib in calo dell'1,38% in apertura, seguita da Parigi (-1,32%) e Francoforte (-1,28%). Più contenuto il ribasso di Londra, dove il Ftse 100 cede lo 0,47%.

     

  9. Emma Marcegaglia nuova presidente di Eni? Cosa si sa

    Nel frattempo, Stefano Cappiello, membro del cda di Terna, si è dimesso con effetto dal 5 maggio dopo essere stato nominato membro del cda di Eni. Giuseppina Di Foggia, indicata dal governo alla presidenza di Eni, non vuole rinunciare alla buonuscita da 7,3 milioni di euro come ad di Terna, che sarebbe incompatibile con il suo nuovo ruolo. Se la situazione non si risolve, Emma Marcegaglia, sostenuta dalla lista di minoranza, potrebbe essere designata alla presidenza di Eni.

  10. Occhi sulle banche

    Sul listino milanese, Unicredit è da tenere d’occhio. Oggi, 20 aprile, presenterà i dettagli di un piano volto a creare valore per Commerzbank. Unicredit intravede un potenziale di crescita e riduzione dei rischi significativo per la banca tedesca, oltre a quello offerto dalla sua attuale strategia momentum, che potrebbe generare ulteriore valore.

    L’attenzione rimane focalizzata su Mps, con i consiglieri eletti nella lista del consiglio uscente pronti ad appoggiare il rinnovo del mandato di Luigi Lovaglio come amministratore delegato. In cambio, vorrebbero che venisse eletto alla presidenza il loro candidato, Nicola Maione, secondo Il Messaggero.

     

  11. Lunedì nero per i mercati europei

    Le borse europee sono destinate a un lunedì nero, con il future sull’Eurostoxx50 in calo dell’1,33%. Questo andamento rispecchia quello dei futures statunitensi, con il Dow Jones in calo dello 0,64% e l’S&P500 in calo dello 0,60%.

    La causa principale di questa flessione è l’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. L’Iran ha respinto l’offerta di nuovi colloqui di pace con gli Stati Uniti, poche ore dopo che il presidente Donald Trump aveva annunciato l’invio di emissari per i negoziati in Pakistan. Trump ha però precisato di essere pronto a lanciare nuovi attacchi se Teheran non dovesse accettare le sue condizioni.