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La Borsa del 18 agosto, Piazza Affari ancora in rosso con le banche e il tech
L’Iran modifica la propria politica da difensiva a "pienamente offensiva" visto lo stallo dei negoziati con gli Stati Uniti, secondo Reuters
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Milano resta in rosso
L'indice Ftse Mib accentua il rosso, cedendo lo 0,42% e scendendo a 53.359 punti alle ore 14:45. A pesare sul listino milanese sono soprattutto Stmicroelectronics, che sprofonda del 5%, Prysmian (-2,8%) e il comparto bancario, colpito da vendite generalizzate. Controcorrente rispetto al trend negativo si muovono invece i titoli petroliferi, Nexi (+1,67%) e alcune utility come Snam (+1,12%), che riescono a contenere o addirittura ribaltare le pressioni ribassiste.
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Giù StM e le banche
Sul versante opposto, la maglia nera va a Stmicroelectronics, che cede il 2,84% a 47,645 euro, penalizzata insieme a Prysmian (-2,10%) da un avvio di giornata poco favorevole per il comparto tecnologico-industriale. Pesanti anche le vendite su Generali (-1,14%), che arretra nonostante il recente taglio di rating solo parziale da parte di JP Morgan, e su Banco Bpm (-1,12%), ancora sotto i riflettori dopo le novità sul Cet1 ratio comunicate in mattinata. Seguono Bper Banca, Poste Italiane, Avio, Ferrari, Italgas e Buzzi, tutte in calo ma con flessioni più moderate, comprese tra lo 0,47% e lo 0,83%.
Nome Valore Var % Stmicroelectronics 47,645 -2,84 Prysmian 128,30 -2,10 Generali 43,21 -1,14 Banco Bpm 16,70 -1,12 Bper Banca 14,38 -0,83 Poste Italiane 27,21 -0,66 Avio 33,30 -0,66 Ferrari 359,75 -0,53 Italgas 8,63 -0,51 Buzzi 40,38 -0,47 -
Bene Nexi
Seduta all'insegna della cautela per il listino milanese, con un andamento contrastante tra i titoli in portafoglio. Sul fronte dei rialzi si distingue Nexi, che guida la classifica con un progresso del 2,09% a 4,145 euro, seguita da Saipem (+1,01% a 4,60 euro) ed Eni (+0,93% a 23,995 euro), sostenuta probabilmente anche dal rialzo delle quotazioni petrolifere legato alle tensioni in Medio Oriente. Bene anche Leonardo (+0,37%) e Snam (+0,28%), mentre chiudono il gruppo dei migliori Recordati, Intesa Sanpaolo, Brunello Cucinelli, Stellantis e Amplifon, tutti con variazioni positive contenute sotto lo 0,2%.
Nome Valore Var % Nexi 4,145 +2,09 Saipem 4,60 +1,01 Eni 23,995 +0,93 Leonardo 59,93 +0,37 Snam 5,71 +0,28 Recordati Ord 52,60 +0,19 Intesa Sanpaolo 6,896 +0,16 Brunello Cucinelli 87,58 +0,14 Stellantis 4,436 +0,14 Amplifon 12,505 +0,12 -
Come aprono i mercati
Le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente hanno aperto la seduta di oggi con andamenti contrastanti. Londra è l'unica a muoversi in territorio positivo, con un rialzo dello 0,06% nei primi scambi.
Segno negativo invece per le altre borse: Francoforte cede lo 0,22%, Parigi arretra dello 0,19% e Milano apre in flessione dello 0,20%. L'avvio riflette quindi un clima di cautela diffuso tra gli investitori europei, con l'eccezione del listino londinese che riesce a mantenersi in leggero attivo.
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Occhi su banche e Stellantis
Sul listino milanese l'attenzione è puntata su Banco Bpm, che ha rinunciato a presentare alla Bce la richiesta di autorizzazione per includere l'utile del primo semestre 2026 nel capitale primario di classe 1. Di conseguenza, il Cet1 ratio a fine giugno si ferma al 14,02%, con un incremento di 44 punti base sul dato di fine 2025 e un margine di 449 punti base sopra la soglia minima richiesta dalla Bce.
Mps ha comunicato che il 5 settembre procederà al rimborso anticipato e integrale di un'obbligazione senior da 500 milioni di euro, originariamente in scadenza a settembre 2027, dopo aver ricevuto l'autorizzazione del Single Resolution Board.
Nel settore automobilistico, Stellantis ha avviato un richiamo globale di 955.000 veicoli: un difetto nel software della radio rischia di compromettere il funzionamento delle telecamere per la retromarcia.
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Europa in rosso
Le Borse europee si preparano ad avviare la seduta in territorio negativo, con i future sull'Eurostoxx50 che segnano un calo dello 0,58%. Pesa sui mercati l'impasse che continua a caratterizzare la situazione in Medio Oriente, con conseguenze dirette sui prezzi del petrolio: il future sul Brent sale dello 0,85% a 91,65 dollari al barile, mentre quello sul Wti guadagna lo 0,94%, portandosi a 84,5 dollari al barile.