Arriva il vortice polare: dove torna la grande neve e a cosa prepararsi

Le temperature iniziano ad abbassarsi in tutta Italia mentre pioggia e neve trovano continuità al Nord: l'inverno è arrivato

Il vero freddo è ormai arrivato anche in Italia: se ai primi di novembre le temperature risultavano ancora miti, lo scenario è adesso cambiato bruscamente tornando alle medie caratteristiche del periodo. Il mese di dicembre è iniziato all’insegna di un diffuso maltempo e la tendenza, secondo le previsioni, dovrebbe protrarsi almeno fino al Ponte dell’Immacolata. Nei prossimi giorni, già a partire dall’inizio della settimana, si farà sentire particolarmente il vortice polare che si è spostato verso il Paese portando masse di aria fredda particolarmente marcata nelle regioni settentrionali.

Il vortice polare

Le stagioni invernali vengono spesso innescate dai vortici polari, capaci di far abbassare in modo drastico le temperature. La struttura ciclonica di bassa pressione ha infatti al suo interno l’aria fredda che viene prodotta continuamente sulla calotta artica, e che poi trova il suo sfogo proprio dirigendosi verso Sud.

Il fenomeno atmosferico non si comporta tuttavia sempre allo stesso modo. Quando risulta compatto resta confinato al Polo Nord, ma se va in crisi può iniziare a spostarsi, dividendosi talvolta in più parti. E ogni volta che si “scinde” aumentano le probabilità che le ondate di gelo possano raggiungere l’Italia.

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Le previsioni del fine settimana: neve tra Alpi e Appennino

Tra sabato 3 e domenica 4 dicembre sono attese precipitazioni abbondanti su gran parte d’Italia, che dovrebbero essere persistenti al Centro-Nord. Secondo gli esperti di 3BMeteo arrivano nevicate da deboli fino a moderate sulle Alpi oltre i 600-800 metri.

Non è escluso però che la neve possa scendere anche fino a 300-400 metri tra Cuneese, Alessandrino e zone interne del Savonese e del Genovesato di Ponente(qui abbiamo parlato dell’obbligo delle gomme invernali). Possibili bufere tra Piemonte e Liguria, mentre sulle aree dell’Appennino Centro-Settentrionale la quota delle nevicate dovrebbe restare ancora alta, sopra i 1100-1400 metri.

Attesi invece forti temporali su bassa Toscana, Lazio, Sardegna Sud-Orientale e Puglia. Occasionali piovaschi sul restante Meridione, tempo più asciutto sulla Sicilia occidentale, in cui sono attese ampie schiarite. Tra Nord e Sud dovrebbe registrarsi una importante differenza termica, con massime non superiori ai 9-10°C sulle pianure settentrionali, e oltre i 19-20°C sulla Sicilia.

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Cosa aspettarsi fino all’Immacolata

Il maltempo al Nord e su parte del Centro Italia proseguirà anche nei giorni successivi. Stando alle previsioni di 3BMeteo già nelle ultime ore di domenica una nuova perturbazione pilotata dall’area depressionaria sull’Europa Centro-Occidentale raggiungerà il Settentrione determinando una recrudescenza delle precipitazioni.

Lunedì 5 dicembre il fronte provocherà piogge e rovesci a tratti intensi sul settore lombardo-veneto. La neve cadrà sulle Alpi mediamente oltre i 1000/1300m, ma nel corso della giornata i fenomeni si attenueranno al Nordovest, dove subentreranno alcune schiarite. Instabilità in Toscana, Umbria e Marche, dove però la neve cadrà solo a quote elevate, dai 1700 metri. Prevalenza di sole al Centro-Sud, salvo qualche annuvolamento e piovasco locale.

Martedì 6 e mercoledì 7 dicembre la perturbazione dovrebbe allontanarsi determinando soltanto una residua variabilità su parte delle regioni centrali, in attesa però di un nuovo fronte freddo che si dovrebbe abbattere sul Nord-Ovest: il vortice polare. La nuova ondata di freddo si estenderà in tutto il Settentrione, distribuendo piogge e nevicate sulle Alpi. Condizioni ancora abbastanza stabili invece sul resto d’Italia, anche se con temperature in discesa.

Per giovedì 8 dicembre e il Ponte dell’Immacolata, stando alle attuali previsioni, le correnti fredde continueranno a scorrere al Nord e sulle tirreniche Centro-Settentrionali, insieme alle piogge. Potrebbero verificarsi abbondanti nevicate sulle Alpi, ma non si esclude che i fiocchi possano di tanto in tanto cadere fino a quote basse o collinari, dove è più semplice che si conservi un cuscinetto di aria ghiacciata sul suolo.