Adinolfi ai domiciliari, l’accusa è truffa e abusivismo finanziario: come funziona Scommessa Collettiva

Sotto la lente della Finanza il circuito privato Scommessa Collettiva di Adinolfi, attualmente ai domiciliari a Roma

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Mario Adinolfi, giornalista e leader politico del movimento Il Popolo della Famiglia, è agli arresti domiciliari a Roma, in relazione ai reati ipotizzati di truffa aggravata, evasione fiscale, esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio e abusivismo finanziario.

Il provvedimento cautelare eseguito dalla Guardia di Finanza accende nuovamente i riflettori sui rischi legati ai circuiti non regolamentati di investimento e sulla tutela del risparmio privato.

Scommessa Collettiva: come funzionava l’impresa di Adinolfi

Al centro dell’indagine della Procura di Roma si trova Scommessa Collettiva, un circuito privato promosso negli ultimi anni dallo stesso Adinolfi. Attraverso questo canale, l’ex giocatore di poker professionista raccoglieva capitali da privati cittadini promettendo in cambio rendimenti elevati e la garanzia della restituzione del capitale iniziale. I fondi, secondo quanto prospettato, avrebbero dovuto fruttare grazie a un sistema scientifico di scommesse sportive gestito da Adinolfi.

I riflettori mediatici sul caso si erano accesi nel 2025, in seguito a un’inchiesta de Le Iene che aveva portato alla luce le prime testimonianze dei sottoscrittori e i dettagli del meccanismo di raccolta fondi. Proprio a seguito del dibattito mediatico e delle successive denunce presentate dai partecipanti sono nate le indagini dei militari delle Fiamme Gialle. Secondo l’ipotesi accusatoria, il sistema sarebbe stato privo di reali coperture finanziarie e i finti interessi promessi ai vecchi iscritti sarebbero stati periodicamente pagati solo grazie alle quote d’ingresso versate dai nuovi sottoscrittori.

Il reato di abusivismo finanziario: cosa dice la legge italiana

Al di là dell’ipotesi di truffa, il nodo tecnico e normativo più stringente per gli inquirenti riguarda l’esercizio abusivo delle attività finanziarie. In Italia, la raccolta del risparmio tra il pubblico e l’offerta di investimenti con la promessa di rendimenti o interessi sono attività severamente regolamentate dal Testo Unico Bancario e dal Testo Unico della Finanza.

Nello specifico si evidenzia che

  • solo le banche e gli intermediari finanziari regolarmente iscritti agli albi di Banca d’Italia e Consob possono raccogliere denaro dal pubblico ed esercitare professionalmente servizi di investimento;
  • l’articolo 166 del TUF, norma che tutela l’ordine pubblico economico impedendo che soggetti non sottoposti a vigilanza dalle autorità gestiscano risparmi privati senza garanzie, punisce l’abusivismo finanziario con la reclusione fino a un massimo di 8 anni.

Perché lo Schema Ponzi è un rischio per i risparmiatori

Il sistema ipotizzato dagli inquirenti nel caso Adinolfi ricalca le dinamiche del classico Schema Ponzi, una tipologia di truffa finanziaria ad alto rischio che ciclicamente torna a colpire i risparmiatori.

Questo genere di strutture si basa su una vulnerabilità intrinseca, ovvero la totale dipendenza dal continuo ingresso di nuovi capitali. Nel caso di Adinolfi, il betting sportivo, secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, non sarebbe stato in grado di produrre una redditività reale o costante in grado di coprire i tassi d’interesse promessi, per cui il sistema sarebbe destinato a collassare non appena il flusso di nuovi clienti si riduce o quando un numero elevato di investitori richiede contemporaneamente la restituzione del proprio capitale.

La vicenda rimarca l’importanza, per i risparmiatori, di verificare sempre l’iscrizione dei consulenti o delle piattaforme agli albi ufficiali della Consob prima di affidare i propri capitali, diffidando sistematicamente da proposte di investimento che associano rendimenti fuori mercato alla promessa di un rischio azzerato.