Ferragosto 2026, oltre 6 milioni di italiani restano a casa per motivi economici

Quasi 6,7 milioni di italiani non partono e 4,4 milioni rinunciano per motivi economici alle vacanze. Quanto incide il caro prezzi

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Sono 13 milioni gli italiani in vacanza nel periodo di Ferragosto, mentre altri 4,5 milioni hanno scelto una gita in giornata senza pernottamento. Accanto a chi parte, però, cresce il numero di persone che rinunciano alle ferie: quasi 6,7 milioni di italiani non faranno alcuna vacanza e per oltre 4,4 milioni la causa è di natura economica. Il quadro emerge da due indagini differenti. Da una parte l’Osservatorio longitudinale sulla propensione turistica di Confturismo-Confcommercio e SWG, che analizza le nuove abitudini dei viaggiatori. Dall’altra, una rilevazione commissionata da Facile.it a EMG, dedicata alle ragioni che spingono una parte della popolazione a non partire. Il costo delle vacanze e l’aumento generale dei prezzi rappresentano alcuni dei principali ostacoli.

Ferragosto 2026, oltre 4,4 milioni rinunciano alle vacanze

Tra i quasi 6,7 milioni di italiani che non partiranno, il 66,4% indica motivazioni economiche. Si tratta di oltre 4,4 milioni di persone. Il fattore principale è il carovita. Circa 2,2 milioni di italiani spiegano di essere stati scoraggiati dall’aumento generale dei prezzi registrato nell’ultimo anno. Più di un milione di persone indica invece direttamente l’incremento dei costi necessari per organizzare il viaggio, dalle tariffe dei voli ai prezzi delle strutture ricettive.

A questi si aggiungono circa 900 mila italiani che non possono permettersi una vacanza a causa di una difficoltà economica provocata da un imprevisto. Il lavoro rappresenta un altro elemento rilevante: oltre 1,4 milioni di persone collegano la mancata partenza a problemi o necessità professionali.

Niente ferie per motivi personali o familiari

Non tutti quelli che restano a casa non possono permettersi le ferie. L’11,3% di chi non partirà ha semplicemente scelto di viaggiare in un altro momento dell’anno. Una percentuale identica non dispone invece di giorni di ferie sufficienti. Ci sono poi esigenze familiari e personali. Quasi 740 mila persone resteranno a casa per occuparsi di un animale domestico, mentre oltre 618 mila italiani hanno rinunciato alle ferie per assistere una persona anziana. Più di 243 mila intervistati hanno indicato tra le ragioni anche le preoccupazioni collegate al conflitto in Iran.

Chi parte spende fino a 1.389 euro a persona

L’indagine di Confturismo-Confcommercio e SWG evidenzia anche un cambiamento nelle modalità di viaggio. L’estate viene sempre più spesso suddivisa tra soggiorni brevi, weekend e periodi di vacanza in momenti differenti. Tra i profili individuati dall’analisi ci sono i cosiddetti “digital”, una platea stimata in circa 18 milioni di viaggiatori. Si tratta di persone che utilizzano con maggiore frequenza web e social network per scegliere mete, strutture e attività. Recensioni, contenuti pubblicati dai travel blogger e immagini condivise online possono incidere sulle decisioni di viaggio. Questo gruppo presenta anche il budget medio più elevato: 1.389 euro a persona.