Statistico e data scientist: le professioni più richieste del XXI secolo

Saper lavorare coi numeri assicura un lavoro entro 5 anni al 90% dei laureati

Tra i vari corsi di laurea che assicurano maggiori possibilità di sbocchi professionali, si stanno ritagliando uno spazio sempre più appetibile quelle relative all’analisi dei numeri. A confermarlo sono gli ultimi dati di AlmaLaurea, che individuano nella statistica (insieme all’economia) il quarto ambito disciplinare che offre agli studenti maggiori opportunità lavorative e di reddito. In particolare, per i laureati in queste discipline, si segnala un tasso di occupazione del 90% a cinque anni dal conseguimento del titolo, con un guadagno mensile netto di 1.487 euro.

PUNTO DI FORZA – Il vero punto di forza della formazione statistica è l’acquisizione di saperi diversi e competenze trasversali che – come afferma Bruno Scarpa, Professore associato di statistica al dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Padova – “da un lato danno una forma mentis scientifica, dall’altra forniscono strumenti operativi per il problem solving e il data science”.

DATA SCIENTIST – Ma la vera professione del futuro, definita anzi dall’Harvard Business Review come “il lavoro più sexy del XXI secolo”, è quella del ‘data scientist’, colui che è in grado di comprendere ed estrarre valore dai dati, trasformandoli in una leva che aumenti l’efficacia del business (e i relativi profitti). Gli stessi professionisti possono limitarsi a mansioni di routine o spingere su frontiere in evoluzione come l’analisi degli sleeping data, i dati dormienti dissotterrati dagli archivi come strumento di analisi per calibrare il posizionamento sul web e sul mercato. La crescente domanda di laureati e professionisti, a livello internazionale, nel campo della data science, viene confermata da un recente studio condotto da LinkedIn, da cui è emerso un vero e proprio boom della categoria nelle ricerche da social network: dalle 142 del 2008 alle 4.326 attuali.

OFFLINE – Si è parlato fin qui delle diverse opportunità nel mondo dell’online, benchè le occasioni non manchino anche nel mercato offline. I laureati in statistica sono assunti in gruppi assicurativi, banche, catene della Gdo, reparti marketing, istituti di ricerca. Senza scordare le porte aperte dell’Europa, mercato più attrattivo per la ricerca. “L’alternativa è l’estero: c’è una richiesta di lavoro fortissima, e i nostri laureati sono richiesti – fa notare Scarpa – .Spesso si presenta loro l’opportunità di lavorare come “statistici” nel senso stretto del termine, cosa che magari qui non è garantita. E devono fare una scelta”.

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