Bonus pc e internet, flop e rifinanziamento: il punto sul voucher

Il governo starebbe riconsiderando il contributo da 500 euro richiesto soltanto per la metà delle risorse

Il bonus pc e internet sembra essersi arenato e il governo per questo starebbe pensando a una fase di rilancio della misura finanziata per 200 milioni di euro, dei quali solo la metà sono stati sfruttati. I fondi rimasti potrebbero sommati a nuove risorse e convogliati per le piccole-medie imprese.

Bonus pc e internet, flop e rifinanziamento: le risorse impiegate

Il voucher varato dal governo Conte II prevedeva un contributo da 500 euro per la sottoscrizione di un abbonamento internet, insieme all’acquisto di un pc o un tablet. La misura era stata pensata per le fasce di reddito medio-basse con l’obiettivo di ridurre il divario digitale tra la popolazione. Un fine non riuscito del tutto (un primo bilancio l’avevamo fatto in questo articolo).

A fare il punto sullo stato della misura è stata Infratel, la società del ministero Sviluppo economico delegata alla gestione delle sovvenzioni: “A dieci mesi dall’avvio della misura, le risorse impegnate ammontano a oltre 99 milioni di euro, pari al 49,5% dei fondi disponibili” scrivono dalla società.

“Complessivamente, dal 9 novembre 2020, giorno a partire dal quale i cittadini interessati potevano richiedere il Voucher agli operatori che hanno presentato offerte valide, sono stati attivati oltre 187.000 Voucher in tutta Italia, per un totale di oltre 91,5 milioni di euro erogati”, si legge in una nota aggiornata ai dati di ottobre.

Bonus pc e internet, flop e rifinanziamento: le risorse impiegate

Lo sconto scaduto a ottobre prevedeva il riconoscimento, fino a esaurimento dei fonti, di 200 euro per la stipula di un contratto della durata minima di 12 mesi o il potenziamento della connessione internet e 300 euro per l’acquisto di un tablet o di un pc (questi i requisiti).

Proprio la condizione indispensabile della spesa in un computer o un dispositivo sarebbe stato il fattore che, a giudizio degli attori coinvolti tra Antitrust, associazioni di consumatori, parlamentari e operatori telefonici, avrebbe compromesso la buona riuscita del contributo (ne avevamo parlato qui).

I 100 milioni di euro rimasti potrebbero essere adesso aggiunti ad altri 500 milioni circa, da destinare però alle aziende, per le quali sarebbero previste tre fasce di incentivi: 1.300 euro, 1.000 euro e 2.500 euro

“Da quanto si apprende da fonti governative, il valore dei voucher della seconda fase sarà compreso tra i 300 e i 2.500 euro, variabili in base alla prestazione (da 30 mega fino a 1 Giga) e alla dimensione aziendale”, ha spiegato Massimiliano Capitanio, deputato della Lega impegnato sulla misura sin dall’inizio.

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