Superbonus 110%, novità: esteso a caserme e ospedali, esclusi gli hotel

Superbonus più facile per i condomini, ma niente estensione agli alberghi. È una della novità contenute negli ultimi ritocchi al decreto per il Recovery.

Superbonus più facile per i condomini, ma niente estensione agli alberghi. È la novità contenuta negli ultimi ritocchi al decreto per il Recovery. Il dl contiene le semplificazioni per accelerare la realizzazione dei progetti e la governance dell’intero Piano di ripresa e Resilienza.

Le regole per l’accesso finora hanno rallentato la richiesta dello sconto fiscale (2 miliardi su 18 stanziati) e una semplificazione era attesa da proprietari e professionisti. Per fare partire i lavori basterà quindi la comunicazione di inizio lavori (Cila), come per le ristrutturazioni straordinarie, e non servirà più la doppia conformità. Niente da fare invece per gli alberghi, misura troppo costosa, almeno in questa fase. Una estensione arriva invece per case di cura, caserme, ospedali e ospizi.

Superbonus 110% esteso a caserme e ospedali

Il decreto prevede che potranno essere agevolati con il superbonus i lavori in collegi e convitti, ospizi, conventi e seminari, caserme, case di cura e ospedali con e senza fine di lucro (categorie catastali B/1, B/2 e D/4).

I lavori realizzati su questi immobili potranno fruire del superbonus 110% a patto che i titolari svolgano attività di prestazione di servizi socio-sanitari e assistenziali, e i cui membri del Consiglio di Amministrazione non percepiscano alcun compenso o indennità di carica.

Per queste categorie di edifici, il limite di spesa previsto per le singole unità immobiliari, è moltiplicato per il rapporto tra la superficie complessiva dell’immobile oggetto degli interventi di efficientamento energetico, di miglioramento o di adeguamento antisismico e la superficie media di una unità abitativa immobiliare.

Superbonus 110%, esclusi gli alberghi

Il superbonus salta per “gli immobili rientranti nella categoria catastale D/2”, ossia per la categoria in cui rientrano gli alberghi e pensioni (con fine di lucro): una misura troppo costosa, almeno in questa fase.

Una decisione contestata duramente da Federalberghi.”Una grande delusione per essere stati esclusi dal superbonus”, ha dichiarato all’Adnkronos il presidente di Federalberghi,Bernabò Bocca. Quest’ultimo ha ricordato che nella bozza “gli alberghi erano ricompresi, ma poi di fatto sono stati esclusi. Sono, invece, entrati i collegi e le case di cura private”.

“Noi ci contavamo molto su questa misura –ha aggiunto- perché i nostri alberghi, ormai fermi da oltre un anno, hanno bisogno di manutenzione e riqualificazione. È una grande delusione, ma combatteremo al fianco dei ministri, come Garavaglia, che ci sono battuti per introdurre questa misura”. “Speriamo che in fase di conversione si possa rimediare. Stiamo spendendo centinaia di migliaia di euro per ristrutturare in termini impiantistici le nostre strutture ricettive. Il superbonus per gli alberghi è indispensabile“, ha concluso Bocca.

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