Spesa farmaceutica troppo elevata, il ministro Schillaci scrive ad Aifa: le cifre

Il Servizio Sanitario Nazionale ha speso 2,85 miliardi di euro in più del previsto per l'acquisto di farmaci, il Ministero chiede spiegazioni

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Mirko Ledda

Editor e fact checker

Scrive sul web dal 2005, come ghost writer e debunker di fake news. Si occupa di pop economy, tecnologia e mondo digitale, alimentazione e salute.

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La spesa farmaceutica finisce sotto osservazione. Con una lettera datata 4 febbraio 2026, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha chiesto all’Aifa chiarimenti urgenti sull’andamento dei costi nel biennio 2024-2025, segnalando criticità che avrebbero già generato tensioni tra l’Agenzia e le Regioni. Con tono formale ma deciso, dall’ufficio di Lungotevere Ripa è arrivata la richiesta di maggiore trasparenza sui dati e l’elaborazione di un piano per evitare che la spesa farmaceutica diventi un problema strutturale per i conti del Servizio Sanitario Nazionale.

Nella missiva si fa riferimento ai dati del Rapporto OsMed 2024 e alle più recenti comunicazioni del Consiglio direttivo dell’Aifa di gennaio 2026. Il quadro descritto dai documenti è quello di una pressione crescente sui conti, in un contesto già complesso, caratterizzato da due dinamiche che non è possibile sottovalutare:

  • l’invecchiamento della popolazione che aumenta la domanda di cure;
  • l’arrivo sul mercato di farmaci innovativi ad alto costo.

Le richieste del Ministero della Salute all’Aifa

La lettera parla apertamente di divergenze interpretative tra Aifa e Regioni sulla sostenibilità della spesa e sottolinea come le polemiche interne abbiano inciso sulla credibilità complessiva della governance sanitaria nazionale.

Il Ministero chiede ora una documentazione metodologica completa sui criteri con cui viene valutata la spesa farmaceutica, con un focus sulla composizione dei costi e sulle procedure autorizzative adottate

Particolare attenzione viene chiesta anche sulle evidenze di valutazione delle tecnologie sanitarie (health technology assessment) che hanno supportato ogni scelta e sui benefici attesi in termini clinici ed economici. Il nodo è il rapporto tra costo e valore: quanto pesano i nuovi farmaci sui conti pubblici e quali risultati sono già riscontrabili tra i pazienti.

Nuovo rapporto bimestrale

Tra le richieste più rilevanti di Orazio Schillaci c’è l’introduzione di un rapporto bimestrale. A partire dal 30 aprile, l’Aifa dovrà fornire un’analisi dettagliata dell’andamento della spesa, individuare le criticità e indicare azioni misurabili per ridurla, accompagnate da una roadmap e da indicatori di monitoraggio.

Inoltre, ogni variazione significativa dovrà essere comunicata tempestivamente al Ministero, anche per fermare sul nascere divergenze tra istituzioni ed enti.

A quanto ammonta la spesa per i farmaci in Italia

La spesa farmaceutica è uno dei capitoli più delicati del bilancio sanitario. Quando supera i tetti programmati, il sistema deve compensare altrove o intervenire con correttivi. Ma la situazione è davvero grave come sembra dalla fotografia di Orazio Schillaci?

I numeri più aggiornati disponibili arrivano dal Monitoraggio della spesa farmaceutica nazionale e regionale gennaio-settembre 2025, presentato al Cda dell’Aifa il mese scorso.

Nei primi nove mesi del 2025 la spesa complessiva per farmaci, sommando acquisti diretti e convenzionati, ha raggiunto 18 miliardi e 420 milioni di euro, con uno scostamento dal tetto programmato pari a 2,85 miliardi.

Le dichiarazioni del presidente dell’Aifa

Come dichiarato da Robert Nisticò, presidente dell’Aifa, a margine della presentazione del rapporto:

Per garantire una migliore governance della spesa, l’Agenzia sta (…) mettendo a punto una clausola di salvaguardia per gestire l’accesso alla rimborsabilità di nuovi medicinali ad alto costo e innovativi.

Perché spendiamo così tanto in medicinali

Pierluigi Russo, direttore tecnico scientifico, ha spiegato che:

L’andamento della spesa farmaceutica pubblica è influenzato da molteplici fattori, tra i quali l’introduzione di farmaci innovativi e l’invecchiamento della popolazione, che in Italia presenta un trend di spesa crescente negli ultimi 20 anni, simile a quello registrato in altri Paesi sviluppati e con un sistema sanitario pubblico.

Ha poi evidenziato che:

La crescita della spesa per acquisti diretti di farmaci di ogni classe di rimborsabilità da parte delle strutture sanitarie pubbliche è stata del +4,9% attualmente (settembre 2025) mentre era del +9,1% a settembre 2024 e del +15% ad aprile 2024. Nel 2025 registriamo una rilevante riduzione della spesa per farmaci innovativi a seguito della scadenza dei 36 mesi della patente di innovatività, prevista per legge, riversandone l’onere sul tetto degli acquisti diretti, che presenta una spesa da oltre 10 anni superiore ai livelli programmati.