Pizze Buitoni contaminate da Escherichia coli, Nestlé a processo dopo la morte di due bambini

Nestlé Francia è al centro di un'inchiesta riguardante le pizze Buitoni contaminate, sospettate di aver causato la morte di due bambini

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Nestlé Francia è stata incriminata nell’ambito dell’inchiesta sullo scandalo delle pizze Buitoni contaminate dal batterio Escherichia coli, sospettate di aver causato la morte di due bambini. Lo ha annunciato la stessa azienda, che aveva chiuso il suo stabilimento di Caudry, nel Nord della Francia, proprio in seguito all’apertura dell’indagine. Il comunicato stampa di Nestlé non specifica i capi d’accusa di cui dovrà rispondere. Non sono stati resi noti i capi d’accusa, ma si ipotizza l’omicidio colposo, lesioni involontarie, immissione sul mercato di un prodotto pericoloso per la salute e messa in pericolo altrui.

L’allarme delle autorità sanitarie francesi

Il caso risale all’inizio del 2022, quando le autorità sanitarie francesi furono allertate per una serie di casi di insufficienza renale tra decine di bambini in tutto il Paese: due di loro morirono e altri 56 riportarono lesioni ai reni. Le indagini successive rivelarono che tutti i bambini coinvolti avevano consumato, poche ore prima della comparsa dei sintomi, pizze della gamma “Fraîch’Up” della Buitoni, tutte prodotte nello stesso stabilimento di Caudry, nel nord della Francia. Tali pizze risultarono contaminate dal batterio Escherichia coli.

A marzo dello stesso anno, le autorità sanitarie hanno stabilito un legame diretto tra il consumo di quelle pizze e i vari casi di contaminazione che hanno coinvolto decine di bambini. La produzione di pizze nella fabbrica di Caudry è stata interrotta, e Nestlé ha successivamente venduto lo stabilimento alla società italiana Italpizza.

Cosa rischia Nestlé

Il comunicato stampa di Nestlé non specifica i capi d’accusa di cui dovrà rispondere, ma l’inchiesta giudiziaria ipotizza reati gravissimi come omicidio colposo, lesioni involontarie, immissione sul mercato di un prodotto pericoloso per la salute e messa in pericolo altrui. Questo scandalo ha avuto un impatto devastante sulla reputazione di Nestlé e ha sollevato serie preoccupazioni sulla sicurezza alimentare.

La contaminazione da Escherichia coli è un problema serio che può causare gravi malattie e, in casi estremi, la morte, come purtroppo avvenuto in questo caso. È un batterio che vive normalmente nell’intestino degli esseri umani e degli animali. Sebbene la maggior parte dei ceppi di E. coli sia innocua, alcuni possono causare gravi intossicazioni alimentari. I sintomi dell’infezione da E. coli includono:

  • Diarrea (che può essere sanguinolenta);
  • Dolori addominali e crampi;
  • Nausea e vomito;
  • Febbre.

Nei casi più gravi, l’infezione da E. coli può portare a insufficienza renale, nota come sindrome emolitico-uremica,  che può essere fatale, soprattutto nei bambini e negli anziani.

Le conseguenze in Italia

Essendo Buitoni un marchio italiano, in tanti temono che le pizze incriminate siano arrivate anche in Italia. Ma dal 2022 a oggi non è stato segnalato alcun caso di pazienti con E. coli; inoltre, al centro dello scandalo sono finite le pizze Fraich’Up, prodotte solo in Francia e non in Italia. La stessa Nestlé Italia nel 2022 fece uscire un comunicato dove affermava che il richiamo delle pizze surgelate non riguardava i prodotti a marchio Buitoni venduti in Italia.

“Confermiamo pertanto che tutti i nostri prodotti venduti in Italia – spiegano dal gruppo – sono sicuri e adatti al consumo. Precisiamo che il richiamo delle pizze surgelate Fraîch’Up in corso riguarda esclusivamente le referenze di questa gamma prodotte e commercializzate in Francia. Le pizze a marchio Buitoni prodotte nello stabilimento di Benevento vendute nel nostro Paese non hanno alcuna attinenza con questo richiamo”.