Gli ultimi sondaggi elettorali mostrano il netto calo di Fratelli d’Italia: il partito della premier Giorgia Meloni perde quasi un punto (-0,9%), scendendo al 27,9%.
Guadagnano consenso, invece, le forze politiche sul secondo e terzo gradino del podio: il Partito Democratico di Elly Schlein incassa il +0,4% portandosi al 22%; e il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte guadagna il +0,5% andando al 12,9%.
Indice
Chi sale e chi scende nei sondaggi politici
Qui di seguito le rilevazioni dei sondaggi elettorali che mostrano chi guadagna e chi perde consenso nel confronto tra i partiti politici guidati dai vari leader, ovvero: Giorgia Meloni (FdI), Matteo Salvini (Lega), Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5S), Antonio Tajani (FI), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs), Matteo Renzi (Italia Viva), Roberto Vannacci (Futuro Nazionale), Riccardo Magi (+Europa), Carlo Calenda (Azione) e Maurizio Lupi (Noi Moderati).
Qui l’ultima Supermedia Youtrend per Agi dei sondaggi sulle intenzioni di voto (con variazione rispetto al 5 marzo):
- Fratelli d’Italia – 27,9% (-0,9%);
- Partito Democratico – 22% (+0,4%);
- Movimento 5 Stelle – 12,9% (+0,5%);
- Forza Italia – 9% (+0,3%);
- Lega – 6,9% (+0,4%);
- Alleanza Verdi e Sinistra – 6,4% (-0,3%);
- Futuro Nazionale – 3,3% (+0,1%);
- Azione – 3,1% (-0,2%);
- Italia Viva – 2,3% (+0,1%);
- +Europa – 1,5% (-0,1%);
- Noi Moderati – 1% (-0,1%).
Questa è la situazione delle coalizioni (che ipotizza Futuro Nazionale di Roberto Vannacci fuori dall’asse conservatore):
- campo largo – 45,2% (+0,7%);
- centro-destra – 44,8% (-0,3%);
- Futuro Nazionale – 3,3% (+0,1%);
- Azione – 3,1% (-0,2%);
- altri – 3,6% (-0,3%).
La situazione alle elezioni europee dell’8 e del 9 giugno 2024:
- centro-destra – 46,4%;
- centro-sinistra – 32,1%;
- Movimento 5 Stelle – 9,8%;
- Terzo Polo – 7,1%;
- altri – 4,7%.
Alle elezioni politiche del 25 settembre 2022:
- centro-destra – 43,8%;
- centro-sinistra – 26,1%;
- Movimento 5 Stelle – 15,4%;
- Terzo Polo – 7,8%;
- altri – 6,9%.
Il campo largo
Nel post referendum, e in vista delle elezioni politiche del 2027, la maggior parte dei partiti d’opposizione mette in atto prove tecniche di campo largo. L’eventuale unione di PD, AVS, M5S e IV produrrebbe un soggetto politico in grado di incassare il 45,2% delle preferenze.
Il centro-destra, invece, è dato oggi al 44,8%. Sulla carta le forze progressiste potrebbero guidare il Paese dopo le prossime elezioni. Ma, come vedremo, rimane un’incognita all’orizzonte. E rimane inoltre aperta la questione della leadership.
Chi potrebbe essere il leader del campo largo:
- Elly Schlein del PD è alla guida del partito di centro-sinistra più pesante sotto il profilo elettorale, dunque potrebbe vantare una sorta di diritto naturale;
- Giuseppe Conte del M5S sorpassa Elly Schlein per gradimento nei sondaggi;
- c’è poi l’ipotesi di un leader scelto con eventuali primarie, che però non piacciono alla sindaca di Genova Silvia Salis;
- e avanza l’idea di un federatore terzo che possa fare da mediatore fra le varie forze in campo.
Ogni ipotesi sulla leadership progressista, al momento, rimane aperta.
Il fattore Vannacci
La Supermedia dà il centro-destra al 44,8% (quindi sotto il peso specifico del campo largo che vale il 45,2%), ma solo se Roberto Vannacci si tiene fuori dalla coalizione. Attualmente l’ex generale sta valutando se aderire o no alla coalizione conservatrice. Il requisito richiesto è che venga condiviso un programma comune ispirato ai valori della destra. Con Vannacci a bordo la coalizione guidata da Giorgia Meloni varrebbe il 48,1%. Il campo largo, in tal caso, verrebbe battuto.
Partiti che potrebbero rimanere fuori dal Parlamento
A meno che il Governo Meloni non riesca effettivamente a trovare la quadra sullo Stabilicum, la legge elettorale valida per le elezioni politiche 2027 sarà il Rosatellum.
Entrambe le leggi elettorali, in ogni caso, fissano una soglia di sbarramento al 3% che lascerebbe i piccoli partiti fuori da Camera e Senato (a meno di alleanze).
Se si votasse oggi, resterebbero fuori dal Parlamento:
- Italia Viva di Matteo Renzi (2,3%);
- +Europa di Riccardo Magi (1,5%);
- Noi Moderati di Maurizio Lupi (1%).
Fuori dal Parlamento anche tutti i piccoli partiti inclusi nella voce “altri”: Partito Liberaldemocratico, Democrazia Sovrana Popolare, Partito della Rifondazione Comunista, Movimento Drin Drin e Potere al Popolo, tra gli altri.