I sondaggi sul referendum Giustizia restituiscono l’immagine di un Paese sostanzialmente spaccato a metà: la previsione, di volta in volta, della vittoria del SÌ o della vittoria del NO non è affatto netta, ma solo di misura.
Un altro dato da segnalare è che la minore affluenza avvantaggia il NO, mentre all’aumentare della partecipazione cresce la quota di elettori del SÌ.
Indice
Il referendum Giustizia 2026 in breve
Il 22 e 23 marzo si vota per confermare la riforma della Giustizia o, meglio, la riforma dell’ordinamento giudiziario.
Si vota per:
- la riforma del Csm;
- l’equa valutazione dei magistrati;
- la separazione delle carriere dei magistrati;
- il limite alla custodia cautelare;
- l’abolizione del decreto Severino.
Qui proponiamo una guida al referendum sulla Giustizia, con la spiegazione dei quesiti e cosa cambierebbe con il SÌ e con il NO.
Gli ultimi sondaggi sul referendum Giustizia
Di seguito due sondaggi sul referendum Giustizia del 22 e 23 marzo 2026.
La Supermedia Youtrend
Il primo sondaggio proposto è la Supermedia Youtrend per Agi dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto al referendum costituzionale sulla Giustizia:
- SÌ – 50,4%;
- NO – 49,6%.
La Supermedia Youtrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna è stata effettuata il giorno 12 febbraio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Emg (data di pubblicazione 12 febbraio), Eumetra (12 febbraio), Ipsos (14 febbraio), Only Numbers (17 febbraio), Piepoli (13 febbraio), Swg (9 e 16 febbraio), Tecnè (14 febbraio) e Youtrend (11 febbraio). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale sondaggipoliticoelettorali.it.
La Supermedia ricorda un dato degno di interesse: il consenso per il SÌ è andato crescendo con il passare del tempo e, presumibilmente, con l’aumentare della copertura mediatica sul referendum costituzionale. Nella rilevazione di novembre 2025 i SÌ erano in testa con un netto distacco rispetto ai NO. Questo l’andamento delle rilevazioni Youtrend/Agi col passare dei mesi
- novembre 2025 = SÌ 56,1% | NO 43,9%;
- gennaio 2026 = SÌ 58,9% | NO 41,1%;
- febbraio 2026 = SÌ 52,9% | NO 47,1%;
- marzo 2026 = SÌ 50,4% | NO 49,6%.
Si ricorda, in ogni caso, che i dati di ciascuna Supermedia sono ancorati ai risultati delle rilevazioni delle due settimane precedenti.
Il sondaggio Ipsos
Il 5 marzo il Corriere della Sera ha pubblicato l’ultimo sondaggio Ipsos, commentato dal decano dei sondaggisti Nando Pagnoncelli.
Prima di affrontare i voti per il SÌ o per il NO, riportiamo qualche altro dato. Il referendum sembra suscitare scarso interesse tra gli elettori: solo poco più del 50% degli italiani si considera almeno abbastanza informato sulla riforma; i cittadini che si definiscono “molto informati” restano appena il 10%; il 58% ritiene la riforma importante ma il dato è in calo rispetto alle settimane precedenti; anche l’attenzione alla campagna referendaria è ridotta dal momento che circa il 40% segue il dibattito con una certa attenzione e solo il 9% con molto interesse.
Se il referendum confermativo si tenesse oggi, ecco come voterebbero gli intervistati in uno scenario con affluenza al 42%:
- SÌ = 47,6%;
- NO = 52,4%;
- indecisi = 7,3%.
Ed ecco come voterebbero gli intervistati in uno scenario con affluenza al 49%:
- SÌ = 50,2%;
- NO = 49,8%;
- indecisi = 9,2%.
C’è poi una domanda sull’esito atteso: “Indipendentemente dalle sue opinioni, secondo lei alla fine, quale sarà il risultato di questo referendum?”.
- vincerà il SÌ = 30%;
- vincerà il NO = 20%;
- non saprei = 50%.
Qui, per fare un confronto, i risultati dei sondaggi sul referendum Giustizia della settimana precedente.