Pensione e riscatto laurea: anche il praticantato entra nel conto

Il periodo da praticante incrementa l’anzianità contributiva e l’assegno futuro nelle singole Casse con modalità diverse

Anche il periodo di praticantato, per quanto riguarda i liberi professionisti, entra nel conto dell’anzianità contributiva insieme al riscatto della laurea.

Le diverse modalità
L’incremento dell’anzianità contributiva e dell’assegno nelle ha modalità diverse nelle diverse Casse. Nel caso dei consulenti del lavoro, l’Enpacl (l’ente di previdenza della categoria) ha previsto, all’articolo 44 del regolamento, la possibilità di riscattare, in tutto o in parte, il periodo di praticantato non superiore al periodo previsto dalla legge tempo per tempo (oggi 18 mesi). Nel caso della Cassa commercialisti (Cnpadc) l’onere è contributivo e la durata massima del periodo riscattabile è di 3 anni.

I costi del riscatto
Il riscatto prevede il pagamento di un onere che, nel caso dell’Enpacl, si differenzia a seconda della collocazione dei periodi di pratica. Fino al 2012, infatti, l’onere è calcolato con il criterio della riserva matematica, mentre per i periodi collocati a partire dal 2013, l’onere è pari, per ogni anno, al contributo soggettivo minimo con una rateizzazione massima del pagamento di 60 mesi senza interessi.

Lo stesso vale per gli avvocati e la relativa Cassa forense, che prevede la possibilità – non solo per gli iscritti ma anche per i superstiti – di riscattare anche il periodo di praticantato, in tutto o in parte, nel limite di tre anni, a condizione che gli anni non siano coincidenti con altra contribuzione obbligatoria anche esterna alla Cassa.

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