Inps, errore nelle Cu 2026 per 270mila pensionati: cosa fare ora con il 730

Nuovo errore Inps sulle Cu 2026, coinvolti 270mila pensionati. Certificazioni da ricontrollare, come correggere il 730 le le scadenze

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Ancora problemi per l’Inps sul fronte delle Certificazioni Uniche 2026. Dopo il caso che ha coinvolto circa due milioni di percettori di Naspi, cassa integrazione e altre indennità, emerge un nuovo errore che riguarda questa volta i pensionati. In circa 270mila Cu, infatti, l’Istituto ha omesso l’indicazione dell’addizionale comunale. Si tratta di una voce fiscale trattenuta mensilmente sugli assegni pensionistici, ma non riportata nei documenti usati per la dichiarazione dei redditi.

L’Istituto ha fatto sapere di aver aggiornato le Certificazioni Uniche trasmesse all’Agenzia delle Entrate, la quale sta provvedendo a integrare i dati nelle dichiarazioni precompilate. Nei prossimi giorni, dunque, i contribuenti dovrebbero trovare le informazioni corrette nei propri documenti fiscali

L’errore dell’Inps

Secondo quanto comunicato dall’Inps, gli importi non indicati sarebbero nella maggior parte dei casi molto contenuti, spesso inferiori ai 12 euro, soglia sotto la quale generalmente non scattano richieste di pagamento da parte del Fisco.

Il problema però resta, visto che una parte dei contribuenti potrebbe aver già utilizzato la Certificazione Unica errata per compilare e inviare il modello 730. In questi casi, sarà necessario verificare la correttezza dei dati e, se necessario, procedere con una modifica. Inoltre, una quota significativa dei soggetti coinvolti potrebbe essere composta da pensionati deceduti nel 2025. In questi casi, gli eredi devono gestire la dichiarazione e potrebbero trovarsi di fronte a dati incompleti.

Le correzioni da fare

L’Inps ha chiarito che i contribuenti dovranno fare riferimento esclusivamente all’ultima Certificazione Unica disponibile. Chi ha già scaricato il documento è quindi invitato a controllare che sia aggiornato.

Sul piano operativo, i Caf stanno ricevendo gli elenchi dei contribuenti interessati e provvederanno a informarli. Le tempistiche sono le seguenti:

  • dal 19 maggio è possibile annullare il 730 già inviato, ma una sola volta;
  • la nuova dichiarazione può essere ripresentata entro il 22 giugno tramite Caf;
  • chi ha inviato autonomamente il 730 potrà correggere i dati con il modello Redditi entro ottobre, perdendo però i benefici previsti dalla procedura ordinaria.

Per questo motivo, gli operatori consigliano di rivolgersi ai Caf per gestire eventuali correzioni in modo sicuro.

L’errore di inizio maggio

Non è l’unico errore fatto dall’Inps in tema Cu. A inizio maggio era emerso un errore nelle Certificazioni relative a circa due milioni di beneficiari di prestazioni come Naspi e maternità. In quel caso, il problema era un codice errato nella casella 718, che rischiava di compromettere l’accesso ai benefici fiscali.

Ancora prima, a marzo, l’Istituto aveva erogato importi maggiorati fino a mille euro a circa 15mila-20mila pensionati, applicando in modo improprio una detrazione fiscale destinata ai lavoratori dipendenti. Anche in quel caso è stato necessario avviare un recupero delle somme, in alcuni casi rateizzato fino a otto mesi.

Alla luce dei problemi segnalati negli ultimi mesi, per i cittadini alle prese con la dichiarazione dei redditi è consigliabile controllare attentamente ogni Cu e, se necessario, rivolgersi a un Caf per correggere eventuali anomalie in tempo.