Prezzi delle sigarette in aumento il 27 gennaio, quali marchi costeranno di più

Dal 27 gennaio aumentano i prezzi delle Camel. Lo Stato incassa milioni, ma gli oncologi chiedono rincari più pesanti con una petizione

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Dalla prossima settimana, i fumatori italiani vedranno aumentare il prezzo delle sigarette. Si tratta della seconda tranche di aumenti previsti dalla legge di Bilancio, misure che hanno un impatto diretto sulle entrate erariali. Ma secondo molti esperti, sono ancora troppo blande per incidere significativamente sulle abitudini dei consumatori.

Gli aumenti per le Camel

Dopo l’aumento di 30 centesimi del 16 gennaio, tocca ora alle Camel subire un analogo rincaro, che le porterà a circa 6,30 euro a pacchetto. Di seguito, ecco come cambieranno i prezzi il 27 gennaio:

  • Camel Activate – 6,30 euro;
  • Camel Blue – 6,30 euro;
  • Camel Blue (cartoccio) – 5,80 euro;
  • Camel Blue 100S – 6,30 euro;
  • Camel Compact – 6,00 euro;
  • Camel Essential Blue – 6,00 euro;
  • Camel Orange – 6,30 euro;
  • Camel Senso Gold – 5,80 euro;
  • Camel Silver – 6,30 euro;
  • Camel White – 6,30 euro;
  • Camel Yellow – 6,30 euro;
  • Camel Yellow (cartoccio) – 5,80 euro;
  • Camel Yellow 100S – 6,30 euro.

Quanto incassa lo Stato

Gli aumenti, come previsto dalla Legge di Bilancio, proseguiranno anche nel 2027 e 2028. Il gettito atteso per quest’anno è di circa 900 milioni. La manovra prevede un aumento progressivo dell’importo minimo fisso delle accise su sigarette, sigaretti e tabacco trinciato. Spiega il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso:

Secondo le previsioni del governo l’aumento dei prezzi al pubblico di sigarette e tabacco garantirà un maggiore gettito da 1,47 miliardi di euro nel triennio: 213 milioni di euro per l’anno 2026, 465,8 milioni per l’anno 2027 e 796,9 milioni per l’anno 2028. È bene ricordare che la tassazione sul tabacco porta ogni anno nelle casse dello Stato la bellezza di 15 miliardi di euro.

L’accisa sui tabacchi lavorati ha visto un aumento; da 29,50 euro per 1.000 sigarette del 2025 si passa a:

  • 32 euro nel 2026;
  • 35,50 euro nel 2027;
  • 38,50 euro nel 2028.

Cambia anche la soglia minima dell’accisa sui sigaretti, da 37 a 47 euro per l’anno 2026, a 49 euro per l’anno 2027.

La proposta delle associazioni oncologiche

Nonostante ciò, questi aumenti sono stati giudicati troppo blandi e non soddisfacenti. Per Francesco Perrone, presidente Fondazione Aiom, l’aumento di 30 centesimi è una misura per fare cassa, ma non un deterrente contro il fumo:

i consumatori non smetteranno certo di acquistare sigarette per un aumento così esiguo. Bisogna invece metterli davanti ad una scelta drastica per la loro salute, che solo un aumento significativo può indurre.

Per questo, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica, insieme ad Airc e alla Fondazione Veronesi, ha lanciato una raccolta firme per un referendum dal nome inequivocabile: 5eurocontroilfumo.it. L’obiettivo è aumentare di 5 euro il prezzo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, incluse sigarette elettroniche e tabacco riscaldato.

La raccolta, partita il 23 gennaio, ha raggiunto oltre 8.000 firme nelle prime 24 ore, circa il 16% del quorum necessario (50.000) per presentare la proposta in Parlamento. I cittadini maggiorenni possono firmare digitalmente attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia, utilizzando Spid, Cie o Cns.