Conto corrente gratis con ISEE sotto 11.600 euro, Bankitalia alle banche: “Va proposto anche senza richiesta”

A fine 2025 i conti di base attivi erano appena 180mila, nonostante oltre 7 milioni di residenti possano averli gratis. Banca d’Italia chiede agli intermediari di proporli attivamente ai clienti che ne hanno diritto e di rimuovere gli ostacoli all’apertura.

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Donatella Maisto

Esperta in digital trasformation

Dopo 20 anni nel legal e hr, si occupa di informazione, ricerca e sviluppo. Esperta in digital transformation, tecnologie emergenti e standard internazionali per la sostenibilità, segue l’Innovation Hub della Camera di Commercio italiana per la Svizzera. MIT Alumni.

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Chi ha un ISEE inferiore a 11.600 euro può avere un conto di base senza canone e senza pagare l’imposta di bollo, ma la novità più importante dell’intervento della Banca d’Italia riguarda il comportamento delle banche: non dovrebbe essere necessariamente il cliente a conoscere questo diritto e a chiedere il prodotto. Quando il conto di base è la soluzione più adatta, soprattutto se ci sono le condizioni per averlo gratuitamente, l’intermediario è chiamato a proporlo attivamente.

È il passaggio più rilevante degli Orientamenti di Vigilanza sul conto di base pubblicati dalla Banca d’Italia. Via Nazionale chiede a banche, Poste Italiane e agli altri prestatori di servizi di pagamento di intervenire su regole, procedure e prassi per eliminare gli ostacoli all’accesso a questo strumento, dopo aver rilevato casi nei quali l’apertura è stata scoraggiata o ostacolata senza una giustificazione adeguata.

A fine 2025 in Italia risultavano attivi appena 180mila conti di base, mentre secondo la stima richiamata dalla Banca d’Italia oltre 7 milioni di residenti potrebbero ottenerlo gratuitamente.

Bankitalia alle banche: il conto di base va proposto, non soltanto messo a catalogo

L’intervento della Banca d’Italia parte da problemi emersi sia attraverso l’attività di Vigilanza sia dalle segnalazioni di cittadini e associazioni.

In alcuni casi il conto di base non risultava neppure inserito nel catalogo dei prodotti; in altri non comprendeva tutti i servizi richiesti dalla legge. Sono state rilevate anche informazioni insufficienti alla clientela, scarsa conoscenza del prodotto da parte del personale e procedure informatiche incapaci di gestire alcuni documenti legittimi, come un codice fiscale provvisorio o la ricevuta della domanda di permesso di soggiorno.

La richiesta agli intermediari è, quindi, quella di eliminare ogni barriera commerciale, organizzativa o tecnologica e di rendere il conto di base realmente accessibile agli aventi diritto. Banca d’Italia chiede anche maggiore visibilità del prodotto sui siti internet, sulle app e nei locali aperti al pubblico.

Il conto di base non deve essere prospettato soltanto a chi lo richiede esplicitamente. Le banche sono chiamate ad assumere un ruolo proattivo e a proporlo quando risulta adeguato alle esigenze del consumatore, in particolare quando emerge una condizione economica che potrebbe dargli diritto alla gratuità.

Conto corrente gratis con ISEE sotto 11.600 euro: chi ne ha diritto

Il conto di base è un conto corrente o di pagamento pensato per le esigenze essenziali di gestione del denaro. Nella sua comunicazione, Banca d’Italia ricorda che si tratta di uno strumento nato con una finalità precisa di inclusione finanziaria.

La gratuità dipende dalla situazione economica. Con ISEE inferiore a 11.600 euro, il conto di base è gratuito e non si paga neppure l’imposta di bollo.

Per i pensionati con un reddito annuo lordo inferiore a 18.000 euro è prevista la gratuità del canone, ma resta dovuta l’imposta di bollo da 34,20 euro l’anno. Inoltre, il numero e la tipologia delle operazioni comprese non coincidono necessariamente con quelli previsti per il conto gratuito legato all’ISEE.

Anche quando il conto è gratuito bisogna però verificare quante operazioni sono comprese.

Chi ha già un conto a pagamento può passare a quello gratuito

Banca d’Italia ritiene che gli intermediari dovrebbero valutare attivamente l’opportunità di proporre ai clienti che ne hanno diritto il passaggio al conto di base gratuito, senza costi aggiuntivi e spiegando chiaramente le caratteristiche del nuovo rapporto e le conseguenze del cambiamento.

La ragione è semplice: una persona che si trova in una situazione di vulnerabilità economica potrebbe continuare a utilizzare e pagare un conto tradizionale pur avendo diritto a una soluzione gratuita o più conveniente.

Chi ha già un conto può trasferire sul nuovo rapporto i servizi di pagamento attivi sul vecchio, come bonifici e addebiti. La procedura di trasferimento è gratuita e può essere completata entro un massimo di 12 giorni.

Cosa comprende il conto di base e cosa non si può fare

Con il conto di base è possibile svolgere le operazioni più comuni: ricevere ed effettuare bonifici, accreditare stipendio o pensione, utilizzare una carta di debito, pagare e prelevare agli sportelli automatici, domiciliare le utenze e versare contanti o assegni. Può essere previsto anche l’internet banking.

Ci sono, però, limiti importanti. Non è possibile ottenere un fido o andare in rosso, né avere un libretto degli assegni o collegare un conto titoli per investire.

Inoltre, alcune operazioni sono comprese senza limiti, mentre altre hanno un numero massimo oltre il quale si paga un costo aggiuntivo.

Questo significa che conto di base gratuito e normale conto online a zero canone non sono la stessa cosa.

La banca può rifiutare l’apertura del conto di base?

Non sulla base di una generica valutazione economica del richiedente.

Gli intermediari obbligati a offrire il conto non possono respingere la richiesta per ragioni legate alla storia creditizia o alla situazione economica e patrimoniale, salvo le verifiche strettamente necessarie a stabilire il diritto alla gratuità.

Il rifiuto è possibile quando mancano i requisiti previsti dalla legge. È il caso, per esempio, di chi possiede già un altro conto corrente o conto di pagamento in Italia e non intende chiuderlo, di chi vuole utilizzare il rapporto per un’attività imprenditoriale o professionale o di chi non soggiorna legalmente nell’Unione europea.

Restano, inoltre, gli obblighi antiriciclaggio e antiterrorismo.

Se la banca rifiuta il conto deve spiegare il motivo entro 10 giorni

Se la richiesta viene respinta, l’operatore deve informare il cliente immediatamente e, comunque, entro dieci giorni lavorativi, per iscritto e senza costi, indicando le motivazioni specifiche del rifiuto. Fanno eccezione i casi in cui comunicarle possa ostacolare gli obiettivi della normativa antiriciclaggio e antiterrorismo oppure esigenze di ordine pubblico e sicurezza.

Chi considera il rifiuto ingiustificato può presentare prima un reclamo all’intermediario. Se la risposta non risolve il problema, può rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario oppure presentare un esposto alla Banca d’Italia. Il ricorso all’ABF costa 20 euro, che vengono restituiti in caso di esito favorevole.

QuiFinanza ha una guida specifica su come presentare un esposto alla Banca d’Italia e quando rivolgersi all’ABF.