Trasferirsi all’estero resta una scelta presa in considerazione da molte persone, non solo giovani. A incidere sono il mercato del lavoro, il costo della vita, l’inflazione e il desiderio di ricominciare in un Paese con condizioni considerate più favorevoli. A indicare le destinazioni più apprezzate è la nuova classifica Expat Insider 2026, realizzata da InterNations, network globale dedicato agli espatriati. L’indagine valuta l’esperienza di chi vive fuori dal proprio Paese d’origine prendendo in considerazione diversi aspetti: qualità della vita, facilità di integrazione, situazione economica, lavoro, burocrazia, costo della vita e soddisfazione personale.
Indice
Trasferirsi all’estero, il Paese migliore per farlo
Secondo la classifica, il miglior Paese al mondo per gli expat nel 2026 è Panama, seguito da Messico e Thailandia. Le prime posizioni confermano il peso di fattori come accoglienza, clima, sostenibilità economica e facilità di ambientamento.
Per Panama si tratta del terzo anno consecutivo al primo posto di questa particolare classifica. Il Paese dell’America Centrale viene premiato per la combinazione tra clima tropicale, opportunità economiche, facilità nel trovare casa e percezione positiva dell’accoglienza da parte della popolazione locale. Secondo la ricerca, l’87% degli espatriati a Panama dichiara di essere soddisfatto della propria vita all’estero. La media globale è del 70%.
Panama ottiene risultati molto alti anche sul fronte delle finanze personali. Il 90% degli expat ritiene sufficiente il proprio reddito disponibile per vivere comodamente nel Paese. Il dato economico è uno degli elementi più rilevanti della classifica, perché mostra che non sempre le mete più apprezzate sono quelle con gli stipendi più alti. Spesso conta di più l’equilibrio tra entrate, spese quotidiane e qualità della vita.
Al secondo posto c’è il Messico, indicato come una delle destinazioni più accoglienti per gli stranieri. Il 73% degli espatriati afferma che nel Paese è facile creare amicizie con persone del posto. Questo elemento pesa molto nella valutazione finale, perché la capacità di costruire relazioni incide direttamente sull’esperienza di chi si trasferisce. La Thailandia occupa il terzo posto e si distingue per il livello di soddisfazione degli expat. Secondo la classifica, l’86% dei residenti stranieri si dichiara soddisfatto della propria esperienza all’estero.
La classifica dei migliori Paesi per trasferirsi all’estero nel 2026
L’analisi di Expat Insider 2026 comprende 31 Paesi, questa la classifica per capire dove trasferirsi all’estero nel 2026:
| Posizione | Paese |
|---|---|
| 1 | Panama |
| 2 | Messico |
| 3 | Thailandia |
| 4 | Emirati Arabi Uniti |
| 5 | Brasile |
| 6 | Spagna |
| 7 | Singapore |
| 8 | Portogallo |
| 9 | Malesia |
| 10 | Lussemburgo |
| 11 | Indonesia |
| 12 | Vietnam |
| 13 | Oman |
| 14 | Qatar |
| 15 | Costa Rica |
| 16 | Colombia |
| 17 | Filippine |
| 18 | Grecia |
| 19 | Paesi Bassi |
| 20 | Australia |
| 21 | Nuova Zelanda |
| 22 | Finlandia |
| 23 | Irlanda |
| 24 | Francia |
| 25 | Giappone |
| 26 | Svizzera |
| 27 | Canada |
| 28 | Regno Unito |
| 29 | Turchia |
| 30 | Germania |
| 31 | Norvegia |
Tra le destinazioni europee, le migliori posizioni sono occupate da Spagna e Portogallo, rispettivamente al sesto e all’ottavo posto. Entrambi i Paesi confermano il proprio appeal per chi cerca un trasferimento in Europa con buona qualità della vita e condizioni percepite come più accessibili.
Perché l’Europa perde terreno
Molti Stati europei continuano a offrire sicurezza, servizi pubblici e qualità ambientale. Diversi però finiscono nella parte bassa della graduatoria per motivi legati soprattutto all’integrazione sociale, alla burocrazia e alla difficoltà di ambientamento. La Norvegia chiude la classifica al 31° posto. Meno della metà degli espatriati, il 46%, si dichiara soddisfatta della propria vita nel Paese, contro una media mondiale del 70%. Il problema principale riguarda le relazioni sociali: il 72% degli expat considera complicato fare amicizia con persone locali.
Secondo l’indagine, pesa soprattutto la burocrazia. Il 61% degli espatriati giudica complicato affrontare le procedure amministrative. A questo si aggiunge la barriera linguistica, indicata come una delle principali preoccupazioni prima del trasferimento da oltre la metà degli intervistati, pari al 55%. La Turchia, al 29° posto, viene penalizzata soprattutto dalla situazione economica e lavorativa. Il 61% degli expat valuta negativamente lo stato dell’economia del Paese, contribuendo al risultato più basso nella categoria legata al lavoro all’estero.