È finita decisamente prima del previsto la storia tra Amadeus e Warner Bros. Discovery, con le parti che hanno trovato l’accordo per la risoluzione consensuale del contratto. Si parla di una separazione amichevole tra l’ex direttore artistico di Sanremo e il Nove. Un’ufficializzazione che pone fine al gran numero di voci in circolo ormai da molti mesi.
Un’avventura durata appena due anni e nata come uno dei colpi di “mercato” più clamorosi della televisione italiana. L’esito non è stato però dei migliori e alle spalle di questo addio, oltre alle ragioni artistiche, ci sono numeri molto precisi. L’esperimento sul canale del gruppo americano non ha replicato i fasti dell’era Rai.
Se da un lato era decisamente difficile pensare di poter concorrere da subito nella stessa categoria della televisione pubblica, dall’altro forse il conduttore non si aspettava di restare relegato per tanto tempo con degli ascolti del genere, mai realmente decollati.
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L’addio di Amadeus al Nove
Il passaggio di Amadeus al Nove, dopo quello di Fabio Fazio, aveva fatto decisamente discutere nel 2024. Rai salutata dopo cinque edizioni di Sanremo da record, per abbracciare una nuova sfida all’interno di una rete più piccola ma in crescita, nella quale poter ricoprire più ruoli e, in teoria, avere maggior controllo artistico.
Un investimento importante da parte di Warner Bros. Discovery, guidata in Sud Europa dall’amministratore delegato Alessandro Araimo. Sul piccolo schermo, però, i suoi programmi non hanno sfondato, scontrandosi inoltre con la rinascita dei game show tra Rai e Mediaset, con Stefano De Martino da un lato e Gerry Scotti dall’altro.
L’access prime time “The Cage” si è concluso il 29 maggio, mentre i titoli in prima serata non hanno garantito lo share sperato, pesando sui conti anche per i mancati introiti pubblicitari.
Passando alle cifre, Amadeus aveva firmato un contratto della durata di quattro anni, per un ingaggio complessivo di circa 10 milioni di euro. In media, dunque, parliamo di circa 2,5 milioni a stagione.
Avendo iniziato nel 2024, al momento della rottura il conduttore aveva ancora due anni di contratto davanti a sé. L’accordo, infatti, sarebbe arrivato a scadenza nel 2028. Con la risoluzione consensuale, Amadeus si libera quindi con ben due stagioni di anticipo, tornando un volto pienamente disponibile sul mercato.
Perché l’esperimento non ha funzionato
Dal punto di vista economico, l’operazione si è rivelata complicata per la rete. Gli ascolti non hanno mai raggiunto i livelli sperati. Stando ai dati circolati negli ultimi mesi, inoltre, l’investimento avrebbe inciso pesantemente sui bilanci, complici proprio le minori entrate pubblicitarie legate a uno share modesto.
In un mercato televisivo dove i ricavi dipendono in larga parte dalla raccolta pubblicitaria, un programma che non porta pubblico diventa rapidamente insostenibile. Da qui la scelta, maturata da entrambe le parti, di chiudere in anticipo.
Il futuro di Amadeus
Ora però si apre il capitolo più interessante. Di certo Amadeus non resterà fermo a lungo e per lui qualcuno paventa già un ritorno in Rai. Sembra però improbabile e, almeno ufficialmente, la via è stata esclusa dall’azienda.
Non manca però la pressione dell’amico Fiorello, anche se piste più concrete sono oggi quelle rappresentate da Mediaset e La7. Ciò che è certo, è che nell’immediato l’ex volto di Affari Tuoi si godrà un po’ di riposo.