Blocco stipendi contro aumento dei carburanti, la prima compagnia apre tavolo di crisi

Ryanair stima 2 miliardi in più per il carburante e valuta il congelamento degli stipendi dopo aprile 2027, oltre a biglietti aerei più cari

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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Il caro carburanti rischia di mettere nuovamente sotto pressione il settore del trasporto aereo europeo e di far salire il prezzo dei biglietti nel 2027. A lanciare l’allarme è Ryanair, che prevede un aumento significativo dei costi del carburante per i prossimi mesi e sta valutando una serie di interventi per contenere l’impatto sui conti. Tra le misure allo studio spunta anche il possibile congelamento degli stipendi dei dipendenti.

Perché Ryanair sta valutando il blocco degli stipendi dei dipendenti

La situazione è legata soprattutto alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che continuano a condizionare il mercato internazionale dell’energia e le quotazioni del jet fuel. Secondo le previsioni dell’amministratore delegato Michael O’Leary, se il conflitto non dovesse risolversi rapidamente, i prezzi del carburante per gli aerei potrebbero rimanere elevati per buona parte del 2027, fino a tradursi in rincari a doppia cifra per i voli europei.

Per Ryanair, in particolare, il conto del carburante potrebbe aumentare di circa 2 miliardi di euro nell’esercizio finanziario che terminerà a marzo 2028. Per compensare interamente questa maggiore spesa, sarebbe necessario un incremento delle tariffe aeree nell’ordine del 20% e, se necessario, un taglio dei costi, a partire appunto da quelli per il personale.

Quando potrebbe scattare il blocco

Per affrontare la nuova fase di aumento dei costi, il congelamento temporaneo degli stipendi del personale potrebbe essere preso in considerazione dopo la scadenza degli accordi pluriennali sulle retribuzioni sottoscritti con i sindacati, prevista per aprile 2027. Una volta conclusa l’attuale fase contrattuale, Ryanair potrebbe quindi avviare nuove trattative per ridefinire le condizioni economiche applicate ai lavoratori.

La compagnia irlandese tra luglio e settembre ha comunicato un utile netto di 1,61 miliardi di euro. Tuttavia, anche se positivo, si tratta di un risultato economico inferiore del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anche per via del raddoppio del costo di acquisto del carburante (non precedentemente coperto da contratti di protezione dalle oscillazioni dei prezzi).

In che situazione si trova Ryanair

Attualmente Ryanair ha coperto circa l’80% del proprio fabbisogno di carburante fino alla fine di marzo 2027, a un prezzo di circa 67 dollari al barile. Per i dodici mesi seguenti, la compagnia ha infatti coperto soltanto il 25% del fabbisogno, a un prezzo medio di circa 95 dollari al barile.

Con la progressiva scadenza degli accordi più vantaggiosi, una quota crescente del carburante dovrà essere acquistata a prezzi maggiormente esposti alle condizioni del mercato. Se le quotazioni dovessero rimanere elevate a causa del conflitto in Medio Oriente, l’impatto sui bilanci potrebbe essere particolarmente gravoso. È proprio questo scenario che ha spinto il management a rivedere le strategie aziendali e a prendere in considerazione ulteriori risparmi.

Altre strategie di riduzione dei costi al vaglio della compagnia

Il possibile congelamento degli stipendi non è l’unica misura allo studio. Ryanair, infatti, ha dichiarato di voler intervenire su diverse voci di spesa, cercando di ridurre i costi operativi senza compromettere la propria capacità di mantenere tariffe competitive.

Uno dei principali fronti riguarda gli aeroporti. Le compagnie aeree devono sostenere tariffe per utilizzare le infrastrutture, gestire i servizi a terra e garantire le operazioni necessarie alla partenza e all’arrivo degli aeromobili. Ryanair punta pertanto a negoziare condizioni economiche più favorevoli con gli scali, chiedendo una riduzione delle tariffe applicate. Per esempio, già alla fine di ottobre, la compagnia aveva sollecitato il governo ungherese a intervenire per ridurre i costi applicati all’aeroporto di Budapest.

Un altro ambito di intervento riguarda l’organizzazione del personale. Ryanair sta valutando una riorganizzazione dei turni di lavoro per contenere le spese.

Infine, si sta valutando anche di aumentare il ricorso all’intelligenza artificiale nelle attività amministrative e nelle funzioni di supporto. L’automazione di alcune procedure di back office potrebbe contribuire a ridurre i tempi di gestione e i costi delle attività interne.