Al via “Ismea investe 2026”: 100 milioni di euro per finanziamenti agevolati nell’agroalimentare

Bando "Ismea Investe" 2026: 100 milioni di euro per lo sviluppo della filiera agroalimentare tra mutui agevolati e interventi nel capitale

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

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Con la pubblicazione del bando “Ismea investe” 2026, prende forma una delle principali misure finanziarie a sostegno degli investimenti nel comparto agroalimentare italiano. L’intervento mette a disposizione una dotazione complessiva di 100 milioni di euro e si rivolge alle società di capitali della filiera, comprese le cooperative, con l’obiettivo di accompagnare progetti di sviluppo lungo tutte le fasi: dalla produzione primaria alla trasformazione, fino alla commercializzazione, alla distribuzione e alla logistica.

A chi si rivolge “Ismea investe” 2026

Il bando è aperto alle società di capitali operanti nella filiera agricola e agroalimentare, incluse le società cooperative. Il perimetro dei beneficiari è dunque ampio e comprende non solo le imprese impegnate nella produzione primaria, ma anche quelle attive nella trasformazione dei prodotti agricoli, nella loro commercializzazione e nella fase distributiva e logistica

La misura si articola in due linee di intervento distinte ma complementari, ciascuna con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro:

  • la prima linea riguarda i finanziamenti ipotecari agevolati. Si tratta di prestiti di importo compreso tra 2 e 20 milioni di euro, con una durata massima di 15 anni e un periodo di preammortamento che può arrivare fino a 5 anni, con un tasso di interesse fissato al 30% di quello di mercato.  Questa linea è particolarmente adatta a sostenere investimenti strutturali, come l’ampliamento o l’ammodernamento di stabilimenti produttivi, l’acquisto di impianti e macchinari, o la realizzazione di infrastrutture logistiche, che richiedono tempi lunghi di ritorno economico;
  • la seconda linea di intervento prevede invece operazioni a condizioni di mercato, sempre per importi compresi tra 2 e 20 milioni di euro. In questo caso, Ismea interviene come finanziatore di minoranza rispetto al fabbisogno complessivo dell’investimento, affiancando altri soggetti finanziari. Le modalità di intervento sono flessibili e possono includere la sottoscrizione di aumenti di capitale, prestiti obbligazionari, mutui o strumenti finanziari partecipativi.

I progetti ammessi

L’edizione 2026 di “Ismea investe” sostiene i progetti capaci di migliorare la competitività del sistema agroalimentare italiano, promuovendo investimenti in efficienza produttiva, qualità, innovazione tecnologica e organizzativa. Un’attenzione particolare è rivolta anche alla sostenibilità, intesa sia in termini ambientali (ad esempio attraverso l’efficientamento energetico e la riduzione degli sprechi) sia in termini economici e sociali, rafforzando la solidità delle imprese e la loro capacità di creare valore lungo la filiera.

A titolo di esempio, sono ammessi investimenti finalizzati all’acquisto di impianti e attrezzature innovative per migliorare produttività, qualità e sicurezza, ma anche per migliorare l’efficienza energetica e l’autoproduzione di energia (es. impianti da fonti rinnovabili a servizio dell’attività). Gli aiuti spettano anche per i progetti di riconversione produttiva, diversificazione colturale o miglioramento delle rese oppure ancora per la realizzazione, l’ampliamento o l’ammodernamento di stabilimenti di trasformazione.

Modalità e tempi di presentazione delle domande

Le domande di partecipazione devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica, attraverso il portale Ismea. Lo sportello rimarrà aperto fino alle ore 12:00 del 15 maggio 2026. Le richieste saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione, nel rispetto delle risorse disponibili.

Come avviene per strumenti di questo tipo, la qualità del progetto di investimento e la solidità economico-finanziaria dell’impresa rappresentano fattori chiave nella valutazione. È quindi fondamentale presentare piani industriali chiari, coerenti e ben documentati, in grado di dimostrare la sostenibilità dell’operazione nel medio-lungo periodo.