Amanda Lear accusa Miley Cyrus di plagio: “Accordo o tribunale”. Risarcimento milionario

L'icona degli anni Settanta accusa la popstar di aver copiato The Sphinx nel brano Redlights: i precedenti valgono spesso milioni di dollari

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

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É scoppiato un caso del tutto inatteso nel mondo della musica. Da un lato Amanda Lear, icona degli anni Settanta ed ex musa di Salvador Dalì, dall’altro Miley Cyrus, stella pop odierna che ha più volte reinventato la propria carriera, accumulando enormi successi.

L’accusa è stata lanciata: l’ex stella Disney avrebbe copiato The Sphinx, brano del 1978 della Lear. La canzone nel mirino è Redlights, singolo contenuto nel nuovo disco della popstar americana, Bass Persuades. L’artista non ha usato giri di parole: o si raggiunge un accordo, oppure la questione finirà in tribunale.

Gli appassionati di gossip si sono lanciati subito su questa storia, che ha anche un chiaro ed evidente risvolto economico. Quanto può valere una causa per plagio musicale? Vediamo cos’è successo e cosa può accadere.

L’accusa di Amanda Lear: copiata da Miley Cyrus

Tutto è partito con un post ironico. Amanda Lear ha scritto su Instagram: “Grazie Miley per aver copiato la mia canzone The Sphinx. Ne sono lusingata”. La questione non è però morta lì e si intravedeva già una certa dose di profondo rancore, considerando gli hashtag “#ripoff e #copycat.

Come detto, al centro della questione c’è Redlights, firmata da Cyrus e da Michel Pollack. Stessa melodia e stessa ritmica del brano del ’78, secondo Lear, per quanto in una versione più veloce. In un’intervista a Le Parisien, Amanda ha raccontato d’aver notato la somiglianza dopo le segnalazioni dei fan. Ha poi riferito che anche il produttore e la casa discografica parlerebbero di “plagio totale”.

Accordo o tribunale

La posizione di Amanda Lear è ora molto netta: “O si raggiunge un accordo, o si procede per vie legali”. Al momento, però, la questione resta sospesa. Miley Cyrus non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali e il web si è già diviso tra chi coglie una forte somiglianza melodica e timbrica e chi parla di coincidenze stilistiche.

Non risulta ancora depositata alcuna causa formale, né è stata resa nota una richiesta economica precisa. Per ora c’è solo l’alternativa, netta, tra un’intesa privata (i cui dettagli difficilmente verrebbero svelati) e lo scontro nelle aule di giustizia.

Quanto può valere una causa per plagio

Ed eccoci all’aspetto più interessante e succoso. Per quanto per la vicenda Lear-Cyrus non sia stata comunicata alcuna cifra, i precedenti aiutano a capire la posta in gioco, che è spesso milionaria. Il caso più celebre è quello di Blurred Lines di Robin Thicke e Pharrell Williams.

I due sono stati condannati a versare circa 5 milioni di dollari agli eredi di Marvin Gaye. Che dire poi di Katy Perry con Dark Horse, per la quale le è stato imposto un risarcimento di 2,8 milioni di dollari, poi annullato in appello.

Ciò ci aiuta a delineare i contorni economici di un eventuale scontro in aula. Ci conferma, inoltre, come un accordo privato eviti la pubblicazione delle cifre. È accaduto a Sam Smith, che per Stay With Me ha trovato un’intesa con Tom Petty. In quel caso, però, c’è stata anche l’aggiunta di crediti e la cessione di parte delle royalty.

L’accusa però non vince sempre, come già detto per Katy Perry. Un caso più famoso è quello di Ed Sheeran (oggi alle prese con ben altre polemiche), assolto nella causa su Thinking Out Loud.

I precedenti di plagio per Miley Cyrus

La stessa Amanda Lear ha ricordato che Miley Cyrus non è nuova a controversie del genere. Con Flower, tra i suoi più grandi successi, era finita al centro delle critiche per una presunta somiglianza con I Will Survive di Gloria Gaynor.

È il segno di un fenomeno ricorrente nel pop contemporaneo, dove la linea tra ispirazione, citazione e vero e proprio plagio è sempre più sottile, e dove bastano pochi secondi di melodia familiare per scatenare polemiche e, talvolta, battaglie legali dal valore economico rilevante.