Come vendere su Amazon con o senza partita IVA

Scopri con QuiFinanza in che modo vendere su Amazon con partita IVA o senza. Leggi l'articolo!

Negli ultimi anni Amazon, e soprattutto in questo 2020, è diventato forse l’e-commerce più utilizzato al mondo in quanto permette ai venditori che lo utilizzano per le proprie attività commerciali o di semplice compravendita, nel caso dei privati, di ampliare esponenzialmente il numero di potenziali clienti, nonché di concludere le transazioni generate in maniera semplice e veloce. Con Amazon infatti puoi vendere oggetti non solo in tutta Italia, ma addirittura in tutto il mondo. Scopriamo ora tutti i segreti per vendere su Amazon i propri prodotti, analizzando passo passo come fare per mettere un oggetto in vendita, quali costi bisogna sostenere e le regole da rispettare sia come privato, o venditore non professionale, che come soggetto con partita IVA.

Vendere su Amazon: la procedura di registrazione

Il primo passo da compiere per vendere su Amazon è ovviamente quello di creare un account da questa pagina Amazon e cliccando su Registrati Ora. L’attivazione è completamente gratuita, facile e veloce. Dovrai solamente inserire e confermare i tuoi dati tramite il link che riceverai in pochi secondi sulla email inserita in fase di registrazione. Ora avviene un passaggio importante, ovvero quello in cui dovrai decidere se vendere come:

  • Privato senza partita IVA, con un limite massimo di 40 oggetti vendibili al mese;
  • Azienda con partita IVA, senza limiti mensili al numero di oggetti che puoi vendere.

Se hai deciso di vendere come privato, non dovrai sostenere costi mensili e Amazon ti chiederà solamente una piccola fee per ogni oggetto venduto pari a 0,99€. Se invece venderai con la tua partita IVA, pagherai un abbonamento di 39,00€ al mese.

Mettere in vetrina un oggetto su Amazon

Una volta decisa la modalità di vendita, all’interno del tuo nuovo account Amazon potrai iniziare a mettere in vendita i tuoi oggetti. Inizia con il ricercare il nome dell’oggetto da vendere digitandolo sulla barra bianca posta sulla parte superiore della pagina Amazon. Man mano che digiterai il testo, si aprirà un elenco di possibilità dal quale selezionare l’oggetto desiderato. Clicca sul pulsante Vendi qui i tuoi articoli che troverai in basso a destra. Ora non resta che inserire la descrizione e il prezzo dell’oggetto che vuoi vendere.

Vendere su Amazon senza partita IVA

Vendere su Amazon in qualità di venditore non professionale, cioè senza partita IVA, è sempre possibile a patto che, secondo quanto specificato nell’art.55 del TUIR (DPR 917/86), l’attività di vendita su Amazon sia occasionale. Se la tua attività di vendita su Amazon dovesse diventare stabile e continuativa, appena superata la soglia dei 40 oggetti venduti in un mese Amazon ti considererà automaticamente un venditore professionale. Se i tuoi ricavi annui superano i 5.000€ lordi, per la legge italiana sei inoltre obbligato ad aprire una partita IVA, in quanto la tua attività non è più considerata occasionale dallo stato italiano.

Vendere su Amazon con partita IVA: costi, ricavi e obblighi fiscali

Se sei un venditore Amazon con partita IVA, oltre al costo dell’abbonamento mensile di 39,00€, per ogni oggetto venduto Amazon ti applica inoltre due tipi di commissione:

  • sulla segnalazione. Percentuale applicata in base al tipo di oggetto, appartenente però a qualsiasi tipologia;
  • sulla chiusura. Applicata esclusivamente su libri, musica, DVD, video, videogiochi e software.

Vediamo ora un paio di esempi. Se vendi un giubbotto su Amazon a 100€ + 10€ di spese di spedizione (totale 110€), pagherai soltanto la commissione sulla segnalazione, in questo caso pari al 15%. Il 15% di 110€ è pari a 16,50€. Per la vendita del giubbotto, Amazon ti pagherà quindi 98,50€. Se invece vendi un DVD a 10€ + 2€ per la spedizione (totale 12€), pagherai il 15% di commissione sulla segnalazione e 0,81€ di commissione sulla chiusura. Il 15% di 12€ è pari a 1,8€, ai quali dovrai aggiungere 0,81€, per un totale di 2,61€. Per la vendita del DVD, Amazon ti pagherà dunque 9,39€.

Vendere su Amazon con partita IVA: gli obblighi fiscali

Veniamo ora agli obblighi fiscali che i venditori con partita IVA devono sostenere sui ricavi ottenuti tramite Amazon. Se in un anno i tuoi ricavi su Amazon ammontano a 40.000€, se sei in regime forfettario dovrai versare il 15% di tasse sul 40% del totale, ovvero in questo caso 2.400€. Se invece sei in regime ordinario (dal 2020 solo se superi i 100.000€ di ricavi all’anno), oltre a un’aliquota ben più considerevole, dovrai inoltre versare IRPEF, IRAP e IVA. Ci sono infine da considerare i contributi INPS che devi versare per legge ogni anno.

Aprendo un’attività di e-commerce scatta l’iscrizione alla gestione Commercianti, al costo fisso di 3.500€ l’anno anche se non guadagni nulla. Se i tuoi ricavi superano la soglia di 15.000€ all’anno, l’INPS ti chiede contributi pari al 24% sull’eccedenza rispetto alla soglia, in questo caso 25.000€. Se adesso riprendiamo l’esempio di prima e consideriamo un ricavo annuo di 40.000€, occorre considerare circa 9.500€ di contributi INPS da pagare all’anno. Essi vanno sottratti poi al totale dei ricavi, per poi andare successivamente a decurtare le tasse da pagare, in caso di regime forfettario pari, come visto, al 15% sul 40% del totale.

Con 9.500€ di contributi INPS dunque, pagherai di tasse il 15% sul 40% di 31.500€ (40.000-9.500€ di INPS), ovvero 1.890€. Tutto questo vuol dire che di 40.000€ di ricavi su Amazon, te ne rimarranno puliti circa 28.000€ ogni anno. In conclusione, vendere online su Amazon conviene sempre, a patto che si scelga il regime corretto, su consiglio di un commercialista in seguito a una simulazione di calcolo delle tasse. Occorre anche considerare infatti che in regime forfettario si possono scaricare soltanto i contributi INPS, mentre in quello ordinario è possibile scaricare anche tutti costi di acquisto dei beni successivamente venduti.

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