Storica azienda italiana venduta ai francesi: le cifre dell’affare

Attiva da quasi un secolo nel settore dell’agroalimentare, una delle società italiane protagoniste dell’export finisce in mani estere: tutti i numeri

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Claudio Garau

Editor esperto in materie giuridiche

Laureato in Giurisprudenza, con esperienza legale, ora redattore web per giornali online. Ha una passione per la scrittura e la tecnologia, con un focus particolare sull'informazione giuridica.

“Dopo 80 anni di storia e di successi che hanno permesso al nostro gruppo di sviluppare le vendite in Italia e nel mondo, con una presenza in oltre 50 paesi, abbiamo scelto di affidarci ad un’altra impresa che, proprio come la nostra, sappia coniugare il rispetto delle tradizioni con lo sviluppo del brand”.

Frasi come questa se ne sono sentite a centinaia negli ultimi anni, in particolare a partire da quel periodo tra il 2007 e il 2008 che vide imprese, aziende e multinazionali di ogni continente finire in ginocchio a causa della più grande crisi finanziaria dal 1929, quella innescata dal default del gruppo bancario statunitense Lehman Brothers.

Le aziende italiane si rivolgono ai grandi gruppi internazionali per affrontare la crisi

La più grande bancarotta della storia americana, che trascinò in un vortice depressivo le economie di alcuni dei più celebri gruppi imprenditoriali del mondo, le cui certezze fino ad allora si erano basate sulle garanzie che venivano date loro dalle banche. Ma si scoprì che questa grande bolla speculativa non aveva basi per nulla solide e la caduta dell’istituto di credito di New York ebbe ripercussioni a tutte le latitudini del globo.

Centinaia di imprese minori – schiacciate dall’incapacità di rientrare dagli investimenti compiuti nella certezza di essere supportate dagli enti bancari – si videro costrette a cedere la propria attività a gruppi più strutturati e resistenti, spesso provenienti dall’estero: è il caso dell’azienda di cui vi stiamo raccontando e che ha visto il proprio amministratore delegato pronunciare le parole di cui sopra.

Un altro gruppo italiano nelle mani della Francia: la scelta del Gruppo Ambrosi

“Questa scelta rappresenta la migliore garanzia di stabilità e successo per i dipendenti del nostro Gruppo e per i nostri prodotti. L’azienda a cui ci affidiamo ha dimostrato di avere una visione del presente e del futuro in linea con quelli che sono i valori professionali ed imprenditoriali che da sempre portiamo avanti”.

A parlare è Giuseppe Ambrosi, dirigente del Gruppo Ambrosi Spa, una delle holding italiane più attive (soprattutto nel Nord Italia e all’estero, in particolare in Francia, Svizzera, Austria, Germania e Olanda) per la produzione e la distribuzione di Parmigiano Reggiano (qui la notizia del microchip anti contraffazione) e Grana Padano (qui la notizia sul cambio di etichetta di questo prodotto) i due formaggi DOP italiani più conosciuti e consumati nel mondo.

Lactalis fa spesa in Italia e acquista un’altra società: le cifre dell’affare

Oltre 430 collaborazioni attive con partner provenienti da ogni angolo del pianeta per esportare e commercializzare le nostre eccellenze casearie. Un fatturato da oltre 420 milioni di euro che entro la fine dell’anno verrà ceduto (tramite un accordo di vendita dell’intero capitale aziendale) al gruppo francese Lactalis: si tratta di una multinazionale con sede a Laval (cittadina della Loira) che opera nel settore dell’agroalimentare e che vede tra le proprie consociate altre aziende italiane del settore, tra cui Parmalat (tuttora con un ruolo di discreto rilievo a livello globale come abbiamo ricordato qui).

Nella nota diffusa dal board della società italiana si legge che “l’accordo prevede la conferma dell’attuale management ad oggi insediato, con l’obiettivo di accelerare ulteriormente la crescita internazionale dell’attività in un periodo di grandi sfide per il nostro comparto”. L’ennesima eccellenza nostrana che da quel lontano 2007-2008 decide di affidarsi a gruppi esteri per non rischiare di imboccare la strada del declino e della stagnazione.