In una comunicazione, il portale per i lavoratori della pubblica amministrazione NoiPa ha specificato alcuni dettagli per quanto riguarda la liquidazione degli arretrati del rinnovo del contratto collettivo nazionale del settore della scuola, che coinvolge sia il personale docente, sia quello Ata.
Le nuove disposizioni sono volte a fare chiarezza principalmente sull’ordine in cui gli arretrati saranno liquidati, dopo le lamentele di molti lavoratori, secondo cui questi metodi non erano mai stati resi pubblici. I sindacati denunciano però che, anche a seguito di questo intervento, continua a mancare precisione e un criterio unico per la liquidazione degli arretrati.
Indice
Il messaggio di NoiPa sul Ccnl della scuola
Il contenuto della comunicazione del 3 febbraio scorso con cui NoiPa ha cercato di chiarire i criteri di liquidazione degli arretrati della scuola contiene in realtà tre diversi temi:
- la liquidazione degli arretrati;
- l’aggiornamento degli importi tabellari;
- il pagamento una tantum.
Per quanto riguarda gli importi tabellari, vale a dire la retribuzione minima che ogni lavoratore riceve stando a quanto riportato all’interno del contratto collettivo nazionale, NoiPa comunica che:
Con decorrenza economica dal 1° di gennaio del 2026 sono stati aggiornati gli importi degli stipendi tabellari; pertanto, il cedolino ordinario del mese di gennaio 2026 risulta adeguato alle disposizioni economiche contenute nel Ccnl.
Sul pagamento una tantum, invece, le indicazioni di NoiPa indicano l’emissione ordinaria di febbraio 2026 come quella in cui sarà contenuto il bonus previsto dal contratto nazionale appena rinnovato. Confermati anche gli importi: 111,70 euro per il personale docente e 270,70 euro per il personale Ata. Il comunicato specifica però che:
Il riconoscimento dell’una tantum è subordinato alla condizione che il rapporto di lavoro sia iniziato entro il 31 dicembre 2023 e non sia cessato anticipatamente rispetto alla scadenza prevista. Inoltre, al personale con rapporto di lavoro a tempo parziale, l’emolumento è corrisposto in proporzione alla percentuale di part-time in godimento. Infine, il completamento delle lavorazioni relative all’applicazione del CCNL avverrà con l’emissione speciale di febbraio 2026, esigibile entro lo stesso mese.
La liquidazione degli arretrati della scuola
La comunicazione più corposa, e anche quella più attesa, è però quella che riguarda le liquidazioni degli arretrati del Ccnl, vale a dire del denaro che insegnanti e personale Ata non hanno ricevuto nei tre anni, tra il 2022 e il 2024, durante i quali il contratto collettivo nazionale era scaduto.
NoiPa comunica che le somme sono già state erogate attraverso un’emissione speciale con esigibilità 23 gennaio 2026. Al denaro dovuto è già stata sottratta l’indennità di vacanza contrattuale che era stata versata ai dipendenti tra il 2022 e il 2024. In coda al comunicato, NoiPa aggiunge:
Si precisa che, nel calcolo degli arretrati, si è tenuto conto delle aspettative non retribuite, dei congedi biennali, delle assenze con impatto economico, dei part-time, assoggettando l’Irpef con aliquota media personale.
La reazione dei sindacati
I sindacati sono però stati molto critici di questo messaggio. Secondo le sigle che rappresentano insegnanti e lavoratori della scuola, tra cui la Flc Cgil, ci sarebbero ancora dei dubbi su dei dettagli riguardanti la liquidazione del contratto:
Permangono zone d’ombra, in particolare riguardo ai criteri di calcolo delle competenze depurate dalle ritenute previdenziali e assistenziali (11,50%), che non risultano esplicitati nel dettaglio all’interno del cedolino degli arretrati.
Il sindacato accusa NoiPa di dare per scontato che tutti i dipendenti pubblici abbiano competenze “pari a quelle di tecnici del Mef“, e siano in grado di dedurre anche dettagli molto precisi dalle indicazioni generali date.