Lavoro, opportunità nella logistica-trasporti: le figure più richieste

Le aziende cercano professionisti che possano aiutarle la vincere le sfide della transizione energetica

La pandemia ha cambiato notevolmente anche il settore della logistica e dei trasporti, che ha dovuto affrontare una serie di sfide molto complesse e reagire in tempi decisamente molto ristretti. I cambiamenti nel comportamento dei consumatori hanno spinto gli operatori ad adeguare i flussi di trasporto delle merci, gli approvvigionamenti nei magazzini e, quando possibile, a digitalizzare ed automatizzare alcune operazioni.

“Non si tratta – spiega Orazio Stella, senior partner di Loriga&Associati, società di ricerca e selezione – semplicemente di portare le merci da un punto ad un altro. Negli ultimi anni, il settore è cambiato notevolmente e, di conseguenza, anche le aziende hanno dovuto adattarsi, implementando ad esempio supply chain sempre più flessibili e garantendo un servizio post vendita sempre più efficiente, capace di risolvere problemi complessi e in tempi rapidi. E questo richiede, inevitabilmente, competenze specifiche e specialistiche”.

Attenzione a qualità prodotti e servizi offerti 

Le aziende hanno capito che non basta più competere sul prezzo, ma è indispensabile puntare sulla qualità. Fino a poco tempo fa, i grandi centri servizi logistici erano in Estremo Oriente (Indonesia, India o Filippine) ma piano piano ci si sta sempre più rendendo conto che questo modello di business non è più sostenibile al fine di garantire qualità ed efficienza ai propri clienti. “La qualità del servizio –sottolinea Stella – sarà il vero fattore di vantaggio competitivo e le aziende che saranno in grado, nei prossimi 36 mesi, di riportare i propri centri in Italia (o comunque riavvicinarli a dove risiedono ed operano i propri clienti) potranno competere in un mercato sempre più complesso che richiede ottimizzazione dei costi, standardizzazione dei processi ed elevata qualità. Le figure chiave di questo cambiamento saranno sostanzialmente tre: commerciali, amministrativi e operations manager”.

Le maggiori opportunità di lavoro in ambito logistica e trasporti

Le figure più richieste saranno sales manager, operations manager e addetti amministrazione/contabilità. Nei prossimi 12 mesi – secondo i dati elaborati da Loriga&Associati – registreremo una crescita superiore al 35% del numero di opportunità che si renderanno disponibili sul mercato con riferimento a queste tre figure chiave. Per questi professionisti ci sono ottime opportunità di carriera e, conseguentemente, di guadagno.

Sales Manager: è una figura strategica per ogni tipologia di azienda. È responsabile dello sviluppo commerciale e dell’aumento del giro d’affari. Si occupa, quindi, dell’identificazione di nuovi mercati, della fidelizzazione dei clienti già acquisiti e del coordinamento delle reti di vendita.

Operations Manager: è responsabile dei processi legati alla produzione e consegna di un prodotto. Si occupa inoltre di organizzare tutte le attività utili per assicurare una perfetta operatività del flusso delle merci, in entrata e in uscita.

Professional Amministrazione/Contabilità: gestisce il processo di contabilità aziendale e si assicura che vengano rispettati le procedure e gli adempimenti fiscali. Sono sempre più gradite competenze (anche se non specialistiche) in ambito controllo di gestione e analisi di bilancio.

Le opportunità di lavoro nella logistica sostenibile

Il settore della logistica sostenibile è alla continua ricerca di personale da inserire in percorsi di carriera sempre più innovativi in ambito supply chain, informatico e mobility. Secondo le stime di Hunters Group, nel corso dei prossimi mesi, assisteremo ad un aumento della richiesta di personale nel settore di circa il 10% rispetto al 2021.

In epoca ESG, la logistica sostenibile rappresenta, infatti, uno dei settori più stimolanti nella creazione di nuove opportunità di sviluppo per le aziende, di nuovi modelli di business e di nuove figure professionali che possano affrontare la sfida della transizione da un modello industriale che sfrutta e consuma risorse a un modello che, invece, le trasforma. Ridurre al minimo l’impatto ambientale, anche grazie alla logistica sostenibile, è una delle priorità delle imprese.

“La logistica sostenibile – afferma Claudia Meazza, manager divisione Banking & Real Estate di Hunters, brand di Hunters Group – si pone l’obiettivo di legare la supply chain al territorio, in modo tale da risolvere i problemi di mobilità all’insegna della sostenibilità e della compatibilità ambientale, per offrire una più economica e performante catena del valore, riducendo i costi, ottimizzando i consumi e promuovendo il riciclo, in ottica zero waste. Una missione indicata a chiare lettere anche nel PNRR che, non dimentichiamolo, spinge anche ad investire fortemente nell’istruzione per colmare quel gap di competenze tecnologiche che diventeranno sempre più determinanti per vincere le sfide future. Negli ultimi tempi – aggiunge  Meazza – le aziende tendono a prediligere supply chain più corte, più responsabili nei confronti dei territori dove operano, ma anche più sicure e remunerative. Le imprese che vantano un rapporto più solido con il territorio e che fanno del rispetto ambientale uno dei punti chiave della loro attività corrono minori rischi sul piano della reputazione e sono certamente più performanti, anche in termini economici. La logistica sostenibile, dunque, è la più vantaggiosa per le aziende poiché riduce le probabilità di contenziosi, migliora il processo di credit risk, limita il rischio di danni, evita rallentamenti nelle attività produttive, migliora il rapporto con fornitori e partner, crea supply chain più corte e sicure ed aumenta la reputazione aziendale”.

Per approfondire le tematiche relative alle nuove opportunità di lavoro vedi anche la gallery Lavori green per battere la crisi: quali sono e quanto pagano.

Le figure più richieste per la transizione energetica

Sustainable Supply Chain Manager: ha il compito di ridurre gli impatti ambientali della supply chain e attuare strategie di economia circolare, salvaguardando al contempo i margini e la qualità della customer experience. Gestione energetica, riciclo e valorizzazione dei rifiuti, riutilizzo degli imballaggi, trasporti verdi, recupero dei prodotti usati sono tutti ambiti in cui il Sustainable Supply Chain Manager deve muoversi. La retribuzione annua lorda si aggira intorno ai 65mila euro.

Mobility Manager: sviluppa ed implementa strategie volte ad assicurare il trasporto delle persone in modo efficiente, sotto l’aspetto sociale, ambientale e di risparmio energetico. Le pubbliche amministrazioni e le aziende private con più di 100 dipendenti e con sede in una città metropolitana, in un capoluogo di provincia o in un comune con almeno 50mila abitanti sono obbligate ad assumere questo professionista, ma anche aziende di più piccole dimensioni stanno iniziando a tenere sempre in maggiore considerazione il trasporto efficiente delle persone. Il Mobility Manager analizza la domanda di mobilità e i principali fattori che ne determinano i comportamenti ed applica le competenze di economia e management dei trasporti all’analisi delle esigenze degli utenti/clienti e alla pianificazione e gestione di servizi di trasporto pubblico locale sia tradizionale che innovativo. La sua retribuzione può variate tra i 40mila euro e i 100mila euro lordi all’anno, a seconda degli anni di esperienza e delle dimensioni dell’aziende e/o dell’Ente.

Data Analyst Supply Chain: analizza grossi volumi di dati non utilizzati e flussi di informazione interni ed esterni della supply chain per elaborare report e sviluppare modelli predittivi e formulare raccomandazioni di ottimizzazione per l’azienda. Supporta, inoltre, i Demand & Supply Planner o il reparto commerciale nell’elaborazione delle previsioni dei volumi di vendita grazie alle analisi in tempo reale delle transazioni effettuate dai clienti, così da poter adeguare gli stock presenti in magazzino. La sua retribuzione annua lorda si aggira intorno ai 35mila euro.