L’Inps ha comunicato le variazioni dei contributi per i lavoratori domestici, quindi principalmente colf e badanti, da applicare nel 2026. Un cambiamento che avviene ogni anno e che per i prossimi 12 mesi consisterà in un aumento dell’1,4%.
L’Istituto ha comunicato anche alcuni dettagli sulle norme per regolamentare il lavoro domestico. Rimarranno invariate quelle legate ai contratti a termine, mentre saranno aggiornate le fasce contributive e ci saranno importanti novità per quanto riguarda gli incentivi a ritardare la pensione.
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Contributi dei lavoratori domestici, l’aggiornamento per il 2026
Nella circolare numero nove del 3 febbraio 2026 l’Istat ha comunicato le variazioni annuali che dovranno essere applicate ai contributi pagati ai lavoratori domestici. In Italia, questa categoria raccoglie soprattutto colf e badanti che aiutano le famiglie nell’assistenza alle persone più anziane.
L’aumento dei contributi è calcolato attraverso il tasso di inflazione per le famiglie di operai e impiegati, su cui si determinano anche gli aggiornamenti delle pensioni e degli altri contributi assistenziali e di welfare in Italia. Per il 2026, questo tasso è stato calcolato all’1,4% e sarà quindi questa la maggiorazione che andrà applicata anche ai contributi per i lavoratori domestici.
| Retribuzione oraria | Contributi | Porzione di contributi a carico del lavoratore |
| Fino a 9,61 euro | 1,70 euro | 0,43 euro |
| Tra 9,61 e 11,70 euro | 1,92 euro | 0,48 euro |
| Oltre 11,70 euro | 2,34 euro | 0,59 euro |
In caso di rapporto lavorativo che superi le 24 ore settimanali la retribuzione oraria convenzionale scende a 6,20 euro e i contributi a 1,24 euro.
Come funzioneranno i contratti a tempo determinato e gli esoneri
Per i rapporti che sono regolamentati da contratti a tempo determinato, si applica una maggiorazione ai contributi che comporta un cambiamento nel valore degli stessi.
| Retribuzione oraria | Contributi | Porzione di contributi a carico del lavoratore |
| Fino a 9,61 euro | 1,82 euro | 0,43 euro |
| Tra 9,61 e 11,70 euro | 2,05 euro | 0,48 euro |
| Oltre 11,70 euro | 2,50 euro | 0,59 euro |
Rimangono gli stessi invece gli esoneri contributivi, che riguardano in particolare i rapporti che rientrano nel regime Cuaf. L’Inps stessa spiega:
Il contributo Cuaf non è dovuto solo nel caso di rapporto fra coniugi (ammesso soltanto se il datore di lavoro coniuge è titolare di indennità di accompagnamento) e tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi, ove riconosciuto ai sensi di legge.
L’incentivo a posticipare la pensione per i lavoratori domestici
Un’ultima novità importante introdotta nei rapporti di lavoro domestico prevede l’estensione dell’incentivo al posticipo del pensionamento. La normativa che consentirebbe ai lavoratori che maturano i requisiti per la pensione anticipata di rinunciare all’accredito della quota contributiva a proprio carico scadrebbe.
La comunicazione dell’Inps ne conferma però il prolungamento per tutto il 2026. In questi casi, il datore di lavoro non è più tenuto a versare questa quota all’ente previdenziale e la somma viene riconosciuta direttamente al lavoratore come retribuzione.