Heineken licenzia 6.000 lavoratori, crisi delle bevande alcoliche tra i giovani

La grande azienda produttrice di birra Heineken ha annunciato tagli al personale per 6.000 lavoratori nei prossimi due anni a causa di una crisi generale del settore

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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La multinazionale olandese della birra Heineken ha annunciato che nei prossimi due anni ridurrà il proprio personale di 5.000 o 6.000 unità a causa della crisi che sta colpendo l’intero settore delle bevande alcoliche. In Italia Heineken dà lavoro a circa 2.000 persone.

La crisi di Heineken è causata da un generale allontanamento delle nuove generazioni dalle bevande alcoliche. Il consumo di birra, vino e superalcolici si è ridotto fortemente tra i più giovani e la ricerca di alternative a gradazione zero sta richiedendo grossi investimenti alle aziende del segmento.

Heineken taglierà 6.000 posti di lavoro

L’amministratore delegato di Heineken Dolf van den Brink ha annunciato il piano per licenziare tra le 5.000 e le 6.000 persone durante la presentazione dei risultati finanziari del 2025. La riduzione del personale sarà attuata nei prossimi 2 anni e avrà un occhio di riguardo soltanto per il quartier generale della società, che si trova nei Paesi Bassi.

Tutti gli stabilimenti che l’azienda controlla nel resto del mondo, che danno lavoro a 87.000 persone potrebbero essere colpiti dai licenziamenti del colosso della birra. In Italia Heineken è presente con quattro stabilimenti:

  • Assemini, in provincia di Cagliari;
  • Comun Nuovo, in provincia di Bergamo;
  • Massafra, in provincia di Taranto;
  • Pollein, in provincia di Aosta.

In tutto questi impianti danno lavoro a 2.000 persone. Heineken Italia controlla anche diversi marchi, tra cui:

  • Birra Moretti;
  • Ichnusa, prodotta ad Assemini;
  • Dreher, prodotta a Massafra;
  • Birra Messina.

I risultati di Heineken nel 2025

L’annuncio dei licenziamenti è arrivato nonostante i risultati del 2025 di Heineken non appaiano negativi. L’azienda ha chiuso l’esercizio con ricavi netti per 29 miliardi di euro e un utile operativo superiore alle aspettative di mercato. Un segnale allarmante però c’è: la riduzione dei volumi di vendita dell’1,2%.

La Borsa ha reagito bene alla notizia dei tagli dei costi. Le azioni di Heineken sono cresciute di valore alla Borsa di Amsterdam del, 3,9%, raggiungendo il valore di 77,50 euro. Gli investitori premiano il piano, che prevede oltre ai licenziamenti una crescita degli utili tra il 2% e il 6%.

Questi dati nascondono però un problema. La riduzione del personale non è soltanto un modo per adattarsi a un periodo di calo delle vendite. Non è la concorrenza di altri marchi ad aver determinato il calo dei volumi, ma un trend globale che sta preoccupando un intero settore.

I giovani non bevono più

Le generazioni più giovani, da sempre la demografica principale per il settore dell’alcol, si stanno progressivamente allontanando da birra, vino e superalcolici. La coscienza dei danni che l’alcool come sostanza può causare, specialmente se assunto in giovane età, è diventata molto un fattore determinante nelle scelte di chi ha meno di 30 anni.

Negli Stati Uniti, uno dei mercati più importanti per i colossi dell’alcool, solo il 20% dei nati dopo il 1995 beve regolarmente, contro una media del 30% delle generazioni precedenti. Per questa ragione, Heineken e altri marchi stanno investendo in ricerca per prodotti privi di alcool, in modo da non perdere quote di mercato e consumatori.