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Una storia tutta italiana: da 36 anni Laforgia Bruni & Partners protegge marchi e brevetti

Genio, invenzione, passione: sono soprattutto queste componenti della tecnologia e della conoscenza a essere diventate le coordinate essenziali per la crescita di qualunque sistema economico, del nostro Made in Italy in particolare.

Genio, invenzione, passione: sono soprattutto queste componenti della tecnologia e della conoscenza a essere diventate le coordinate essenziali per la crescita di qualunque sistema economico, del nostro Made in Italy in particolare. L’innovazione, vale a dire l’applicazione della conoscenza per creare processi e prodotti più efficaci e migliori, è alla base della crescita economica.

Perché è così importante difendere la creatività italiana e il Made in Italy?

In questo scenario i diritti di proprietà industriale, i cosiddetti DPI, rivestono un ruolo cruciale perché consentono di proteggere le idee, le opere e i processi frutto dell’innovazione, assicurando un vantaggio competitivo a chi li ha ideati, aprendo la possibilità di valorizzare l’innovazione, acquisendo nuovi mercati e generando altra innovazione.

La buona notizia è che negli ultimi tempi l’Italia sta investendo molto in questo ambito. Nel 2021 è cresciuto il numero di domande di concessione di brevetto per invenzione industriale e di registrazione di marchio depositate all’Ufficio italiano brevetti e marchi del MISE. 186mila le domande presentate lo scorso anno, rispetto alle 172mila del 2020 e alle 169mila del 2019.

In particolare, dei 186mila depositi nel 2021, 48.684 hanno riguardato il marchio d’impresa, 36.197 la traduzione del testo del brevetto europeo, 22.177 il rinnovo del marchio, il 14.202 lo scioglimento di riserve e 11.607 il brevetto per invenzione industriale.

Chi è Laforgia Bruni & Partners e chi sono i soci fondatori

Si tratta però di un labirinto di leggi e regolamenti in cui non è certo facile districarsi. In Italia, fortunatamente, esistono realtà professionali che affiancano le imprese in ogni fase per poter proteggere al meglio la propria invenzione. Da 36 anni, esiste uno studio che ha fatto – possiamo dire – storia.

Si tratta di Laforgia Bruni & Partners, società fondata da due ingegneri abilitati in ambito internazionale in materia di proprietà industriale, Domenico Laforgia e Giovanni Bruni.

Il primo studio con sede a Bari è operativo dal 1986 con il Prof. Laforgia al quale si è aggiunto l’Ing. Bruni dal 1990.

Laforgia, ingegnere, accademico, dal 2007 al 2013 è stato Rettore dell’Università del Salento, dove è stato per sei anni anche Preside della Facoltà di Ingegneria e per tre anni Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione. Bruni, ex manager di Bosch, Fiat-GM Powertrain, Nuvera Fuel Cells e General Motors Powertrain Europe, tra le altre cose ha sviluppato il sistema di iniezione Common Rail, per il quale compare anche come inventore in numerosi brevetti, e i motori a celle combustibili.

Dal 2006 la società ha assunto l’attuale denominazione ed è stato aperto lo studio a Torino. Successivamente, sono state aperte ulteriori sedi operative in modo da presidiare pressoché tutto il territorio nazionale.

In cosa è specializzata la società

Oggi Laforgia Bruni & Partners è una realtà fatta da grandi professionisti specializzati nei vari settori dell’ingegneria, del diritto industriale e del trasferimento tecnologico, specializzata in brevetti, marchi, design, diritto d’autore, protezione di software e app e patent box.

La società fornisce diversi servizi, tra cui consulenza e assistenza per la protezione di nuove invenzioni, marchi, design e opere oggetto di diritto d’autore; preparazione e deposito di domande di brevetto, marchio, ecc. in qualsiasi stato europeo e internazionale; trasferimento di brevetti, marchi e design in Italia e all’estero o concessione in licenza; consulenza in relazione a problemi di validità o contraffazione, e anche in relazione a conflitti tra marchi.

Qui trovate maggiori informazioni sui servizi offerti.

Quali strumenti esistono a protezione delle idee delle imprese

Dicevamo che sono diversi gli strumenti pensati per la protezione delle idee delle imprese. Un brevetto è un diritto, garantito dallo Stato o dall’Unione Europea, che conferisce al titolare di una invenzione un monopolio di sfruttamento su di essa.

Il marchio, invece – spiegano i fondatori di Laforgia Bruni & Partners – secondo il codice della proprietà industriale, è un segno suscettibile di essere rappresentato graficamente mediante parole, comprendendo nomi di persone, disegni, lettere, cifre, suoni, la forma del prodotto, la confezione e altro, pensati per distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa. Uno degli obiettivi principali che porta a tutelare il marchio è creare una fidelizzazione tra i consumatori e i prodotti di un’impresa, perché il brand dà sicurezza, e diventa tendenza.

A identificazione e protezione delle invenzioni di startup e PMI ci sono anche il design e il diritto d’autore. Il deposito di un’opera inedita evita il plagio: presso la SIAE possono essere depositati romanzi, canzoni, soggetti tv, ma anche software, banche dati, opere grafiche.

Nel caso di software o app, che abbiano carattere originale e creativo, è possibile la tutela attraverso il deposito presso il rispettivo Pubblico Registro, esercitandone i diritti esclusivi, in particolare quello di sfruttamento economico.

Infine, c’è il patent box, novità della Legge di Stabilità del 2015: si tratta di un regime opzionale di tassazione agevolata, applicabile proprio ai redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, brevetti industriali e marchi d’impresa equiparabili ai brevetti.