Corpi estranei nei Pandori, nuovi lotti richiamati: i marchi coinvolti

Pandori richiamati per rischio fisico: nuovi lotti e marchi coinvolti dopo i controlli dell’Ats Brianza. Tutti i prodotti da non consumare

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Il richiamo di pandori per possibile rischio fisico si estende ulteriormente e coinvolge nuovi prodotti immessi sul mercato da una stessa azienda produttrice. Dopo il ritiro di diversi lotti di pandoro classico venduto a marchio Vergani, il Ministero della Salute ha comunicato ulteriori richiami relativi a pandori commercializzati con altri marchi, ma realizzati nello stesso stabilimento.

I prodotti interessati sono stati fabbricati dalla società ZERO+4 Srl nello stabilimento di Desio, in provincia di Monza e Brianza. Si tratta di pandori tipici natalizi, alcuni dei quali farciti, distribuiti con i marchi Piaceri Mediterranei e Novaldo. L’estensione del richiamo è legata alla medesima criticità riscontrata nei primi controlli ufficiali.

Il motivo del richiamo

Come indicato negli avvisi pubblicati dalle autorità competenti, il richiamo è stato disposto per la possibile presenza di corpi estranei all’interno dell’impasto. In particolare, sono stati individuati residui del rivestimento in PTFE (teflon) degli stampi di cottura utilizzati nella fase produttiva.

Secondo quanto spiegato dall’Ats Brianza, durante la fase di cottura alcuni stampini da forno non idonei si sarebbero deteriorati a causa delle alte temperature. Il rivestimento antiaderente avrebbe quindi rilasciato frammenti che sono rimasti aderenti al prodotto finito, determinando un concreto rischio per la sicurezza dei consumatori.

I controlli nello stabilimento di Desio

L’origine del richiamo è collegata a un’ispezione effettuata il 31 dicembre dagli ispettori della Struttura sicurezza alimentare dell’Ats Brianza in uno stabilimento dolciario lombardo che produce per diversi marchi e per la grande distribuzione.

Nel corso delle verifiche sono emerse criticità legate agli strumenti di cottura, in particolare agli stampi utilizzati per la produzione dei pandori. Gli accertamenti successivi hanno portato all’attivazione delle procedure di ritiro dei prodotti già distribuiti e al sequestro dei lotti interessati, in applicazione delle norme previste dal sistema di sicurezza alimentare.

Marche e tipologie di pandoro richiamate

L’elenco dei prodotti oggetto di richiamo comprende diverse varianti di pandoro, sia classiche sia farcite, con differenti pesi e termini minimi di conservazione. In particolare risultano interessati:

  • Pandoro al pistacchio Piaceri Mediterranei da 700 grammi, con TMC dal 29 gennaio 2026 al 26 febbraio 2026
  • Pandoro al caramello salato Piaceri Mediterranei da 700 grammi, con TMC dal 29 gennaio 2026 al 26 febbraio 2026
  • Pandoro alla crema di limone Piaceri Mediterranei da 700 grammi, con TMC dal 18 febbraio 2026 al 13 aprile 2026
  • Pandoro senza lattosio Piaceri Mediterranei da 650 grammi, con TMC dal 12 febbraio 2026 al 26 febbraio 2026
  • Pandoro alla crema di cioccolato Piaceri Mediterranei da 700 grammi, con TMC dal 18 febbraio 2026 al 18 aprile 2026
  • Apromé pandoro dolce di Natale Piaceri Mediterranei da 650 grammi, con TMC 5 aprile 2026
  • Pandoro farcito al pistacchio Novaldo da 600 grammi, con TMC 5 marzo 2026
  • Pandoro farcito al cioccolato Novaldo da 600 grammi, con TMC 5 marzo 2026
  • Pandoro classico senza lattosio Novaldo da 500 grammi, con TMC 5 marzo 2026

I consumatori in possesso di uno dei prodotti indicati sono invitati a non consumarli e a restituirli al punto vendita dove sono stati acquistati, secondo le modalità previste dai singoli rivenditori.

Il rischio fisico per i consumatori

Il richiamo è classificato come rischio fisico, una delle categorie previste dal sistema di allerta alimentare europeo. In questo caso il pericolo non riguarda contaminazioni microbiologiche o chimiche, ma la possibile presenza di frammenti solidi all’interno dell’alimento.

I residui individuati provengono dal rivestimento degli stampi di cottura, che non avrebbe mantenuto le caratteristiche di resistenza previste. La presenza di tali frammenti rende il prodotto non conforme ai requisiti di sicurezza alimentare e giustifica l’intervento immediato delle autorità.

Le indicazioni per i consumatori

Il Ministero della Salute raccomanda di verificare con attenzione il marchio, il peso e il termine minimo di conservazione dei pandori acquistati. In caso di corrispondenza con i lotti richiamati, il prodotto non deve essere consumato.

I richiami rientrano nelle normali attività di controllo e prevenzione finalizzate alla tutela della salute pubblica e alla rimozione tempestiva dal mercato di alimenti potenzialmente non sicuri.