Domani 18 giugno inizieranno gli esami di Maturità per più di 500mila studenti di tutta Italia. Si tratterà dei primi esami su cui si applicherà la cosiddetta riforma anti-diplomifici, la legge emanata lo scorso anno proprio a giugno contro le scuole paritarie che danno accesso troppo semplice a un titolo di studio superiore.
È da due anni scolastici che il numero di diplomati alle scuole paritarie è in calo. Il Governo ha progressivamente aumentato i controlli nelle commissioni d’esame, rendendo più difficile far funzionare un diplomificio. Nel giugno del 2025, una nuova legge aveva rafforzato ulteriormente la sorveglianza.
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Cosa prevede la legge contro i diplomifici
La legge anti-diplomifici è stata introdotta con il decreto 45 del 2025 e ha introdotto alcune regole che rendono più complesso, per le scuole paritarie, creare percorsi per ottenere un diploma che non rispettino alcune regole specifiche di qualità dell’insegnamento e verifica delle competenze degli studenti.
Le misure più importanti contenute nel decreto erano:
- l’abolizione dei percorsi con più anni in uno;
- il limite alle classi quinte “parallele”, per evitare le iscrizioni dell’ultimo minuto;
- l’obbligatorietà del registro elettronico;
- l’aumento dei controlli, con il coinvolgimento della Guardia di Finanza.
L’obiettivo era limitare il numero di studenti che ottenevano diplomi di scuola superiore da istituti privati paritari che non fornivano un’educazione adeguata. Nel 2023, il loro numero era arrivato a più di 51mila, quasi il 10% di tutti i “maturati” di quell’anno.
Gli effetti della legge anti-diplomifici sulla Maturità
Il picco del 2023 e diversi rapporti sulla situazione pubblicati dalla stampa avevano già comportato un aumento dei controlli in questi istituti. Il risultato era stato un calo netto del numero di studenti che avevano ottenuto un diploma negli istituti paritari, sia in termini relativi, sia assoluti:
- nel 2024 i diplomati da istituti paritari erano stati 46.838, il 9,1% del totale, quasi 5mila in meno dell’anno precedente;
- nel 2025 i diplomati agli istituti paritari erano stati 43.200, l’8,5% del totale, più di 3.500 in meno dell’anno precedente.
Anche se la legge è stata approvata l’anno scorso, la sua completa applicazione fin dall’inizio dell’anno scolastico è partita da settembre, quindi l’annata 2025/2026 sarà la prima che subirà gli effetti pieni della nuova normativa. Dovrebbe quindi verificarsi un calo ancora più significativo dei candidati negli istituti paritari alla fine degli esami di Maturità di quest’anno.
Cos’è un diplomificio
Non esiste una definizione legale di diplomificio. È un termine giornalistico che indica le scuole superiori quasi sempre paritarie, quindi private e a pagamento ma convenzionate con il Ministero dell’Istruzione, che permettono di ottenere un diploma molto facilmente. Non tutte le scuole paritarie sono diplomifici ed è anche difficile stimare quale percentuale degli istituti privati aderisca alla definizione, per quanto vaga. Spesso questi istituti si caratterizzano per:
- promozioni molto semplici, in passato anche di più anni in uno;
- poche verifiche sull’effettiva frequenza alle lezioni da parte degli studenti.
Lo Stato vuole evitarne la diffusione perché questi titoli finiscono per svilire la qualità media dei diplomi, rendendo le aziende più restie ad assumere persone con questo titolo di Stato. Inoltre, questi diplomi danno accesso ai concorsi pubblici di determinati livelli e lo Stato vuole assicurarsi che i potenziali dipendenti pubblici abbiano una preparazione adeguata.