Nuovo Codice della Strada, diminuiscono i rinnovi per la Patente B: cosa cambia fino a 65 anni

Con la riforma del Codice della Strada, la Patente B varrà 10 anni fino ai 65 anni d'età. Restano invariati gli altri scaglioni anagrafici.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Tra le varie disposizioni del nuovo Codice della Strada, una di quelle di maggior impatto per la quotidianità degli automobilisti italiani riguarda la revisione delle scadenze per la Patente B.

Il disegno di legge introduce una semplificazione attesa da anni, che andrà a modificare le fasce d’età e i rinnovi periodici. L’effetto sarà quello di ridurre la frequenza dei controlli medici per una vasta platea di guidatori.

La patente sarà valida dieci anni fino ai 65 anni

La novità principale per i titolari di patente B, e in generale per le patenti del gruppo 1, riguarda l’innalzamento dell’età limite entro cui il documento ha la validità di 10 anni.

Il confronto con l’assetto attuale evidenzia la portata del cambiamento:

  • attualmente il rinnovo avviene ogni 10 anni fino al compimento dei 50 anni di età, per poi scendere a 5 anni nella fascia tra i 50 e i 70 anni;
  • con le nuove disposizioni la soglia per la validità decennale viene alzata ufficialmente fino ai 65 anni.

In termini pratici, gli automobilisti di età compresa tra i 50 e i 65 anni non dovranno più sottoporsi alla visita medica di conferma ogni cinque anni, con un risparmio diretto sia in termini di tempo e di costi, sia per le visite ortopediche o medico-legali, sia per la procedura burocratica in sé. E in un Paese in inverno demografico significa rendere felice una fetta di persone piuttosto ampia.

Cosa succede dopo i 65 anni

Superata la soglia dei 65 anni, il calendario dei rinnovi tornerà a contrarsi per garantire la costante verifica dei requisiti psicofisici. Per la fascia tra i 65 e i 70 anni la validità del documento scende a 5 anni, per poi passare a scadenze triennali tra i 70 e gli 80 anni e a cadenza biennale oltre l’ottantesimo anno d’età.

Severo il quadro sanzionatorio per chi circola con il documento scaduto, regolato dall’articolo 126 del Codice della Strada: scattano la sanzione pecuniaria, il ritiro del titolo di guida e il rischio del diritto di rivalsa dell’assicurazione in caso di incidente, come anche per chi causa incidenti per eccesso di velocità.

Tuttavia, non si incorre in alcuna sanzione per mancato possesso del documento fisico qualora si esibisca alle forze dell’ordine la foto della patente o la sua versione digitale certificata sullo smartphone.