Come si compilano gli assegni con Poste e cosa cambia con la dematerializzazione

Come compilare un assegno BancoPosta senza errori: i dati obbligatori, il cancelletto di sicurezza e i tempi esatti per l'incasso del titolo

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Alessandra Di Bartolomeo

Giornalista di economia

Giornalista esperta di risparmio, ha maturato una vasta esperienza nella divulgazione di questioni economiche.

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Per i privati e le aziende, gli assegni continuano a essere uno strumento di pagamento importante, soprattutto nei casi in cui le somme in gioco sono di importo elevato. Per chi possiede un conto BancoPosta è possibile chiedere un libretto di assegni e utilizzarlo per effettuare pagamenti in sicurezza, evitando di portare con sé grandi quantità di denaro contante. Ma come si utilizzano correttamente questi strumenti, come si compilano e cosa cambia con la dematerializzazione?

A che servono gli assegni BancoPosta?

Gli assegni BancoPosta sono degli strumenti di pagamento che permettono di trasferire una somma di denaro da un conto corrente a un beneficiario senza utilizzare contanti. Mediante l’emissione di un assegno, infatti, il titolare del conto autorizza Poste Italiane ad addebitare la somma indicata e a versarla a chi incassa il titolo.

Questo sistema viene utilizzato in particolar modo per operazioni di importo significativo come l’acquisto di beni, il pagamento di prestazioni professionali o semplicemente per transazioni commerciali. L’assegno garantisce inoltre la tracciabilità dell’operazione e consente di documentare l’avvenuto pagamento mediante la registrazione dell’addebito sul conto corrente.

Da chi può essere richiesto il libretto di assegni

Il libretto di assegni può essere richiesto da coloro che possiedono un conto BancoPosta dotato della specifica convenzione per gli assegni. La richiesta può essere effettuata presso l’ufficio postale dove è stato aperto il conto oppure presso qualsiasi altro ufficio utilizzando la carta di debito associata al rapporto.

Una volta completata la procedura, il cliente riceve il carnet contenente gli assegni utilizzabili per i pagamenti. Prima di richiederli, il suggerimento è quello di valutare se siano veramente necessari, considerando che oggi esistono molte alternative più rapide come i bonifici o i pagamenti elettronici.

Quanto costa utilizzare gli assegni

Secondo le condizioni riportate da Poste Italiane, il prezzo dei carnet di assegni parte da 3 euro. È importante comunque verificare sempre le condizioni aggiornate del proprio conto BancoPosta in quanto potrebbero essere previste ulteriori spese e commissioni legate alla gestione del rapporto bancario.

Rispetto ad altri strumenti di pagamento, però, gli assegni di solito mantengono dei costi contenuti, soprattutto per chi li utilizza occasionalmente per operazioni specifiche.

Perché conviene controllare il saldo disponibile

Prima di emettere un assegno è fondamentale accertarsi che sul conto corrente siano presenti fondi sufficienti per coprire l’intero importo. Quest’ultimo non viene addebitato subito ma solo quando il beneficiario lo presenta all’incasso per cui ciò può portare a sottovalutare il controllo del saldo.

Nel caso in cui il beneficiario presenti l’assegno e sul conto non ci siano fondi sufficienti, potrebbero verificarsi delle conseguenze anche serie come segnalazioni e sanzioni previste dalla normativa.

Il consiglio è quindi quello di mantenere la disponibilità necessaria fino al momento dell’effettivo incasso.

Come compilare un assegno

Quando si compila un assegno è importante prestare attenzione ed essere precisi. Alcuni errori potrebbero infatti compromettere la validità o rallentarne l’incasso. Tra i dati da inserire ci sono il luogo e la data di emissione che devono essere riportati negli spazi presenti sul modulo.

È poi necessario indicare l’importo sia in cifre che in lettere. Per la cifra numerica bisogna sempre riportare i centesimi dopo la virgola. Nel caso di importi senza decimali, bisogna indicare due zeri.

Ad esempio se un assegno è da 125 euro, deve essere compilato scrivendo 125,00 euro. Nella parte in lettere l’importo va scritto con i centesimi separati da una barra ovvero “centoventicinque/00” per evitare ambiguità.

Se invece un assegno è da 125 euro e 56 centesimi, bisogna inserire per la parte numerica 125,56 mentre per quella a lettere “centoventicinque/56”. In ogni caso sono accettate anche altre varianti purché risultino chiare.

Nella compilazione di un assegno è consigliato spesso di inserire il simbolo del cancelletto prima e dopo l’importo numerico riportato sull’assegno. Nel caso di 125,56 euro è possibile scrivere #125,56#. In questo modo si impediscono eventuali modifiche successive alla cifra indicata e si contribuisce a rendere più sicuro il documento.

Come funziona il versamento e l’incasso

Gli assegni postali sono equiparati a quelli bancari sia per le modalità di incasso che per la disciplina del protesto, procedura che si attiva quando l’assegno è irregolare o senza fondi.

Sul conto BancoPosta si possono versare sia gli assegni postali che quelli emessi da altri istituti di credito. Dopo il deposito del titolo, l’intermediario avvia poi i controlli necessari e procede con le operazioni di accredito sul conto del beneficiario.

Per quanto riguarda i tempi di lavorazione, essi possono variare in base alla tipologia di assegno e ai controlli richiesti dagli intermediari coinvolti. La procedura in ogni caso è simile a quella utilizzata presso qualsiasi banca tradizionale.

Cos’è la dematerializzazione degli assegni

La dematerializzazione degli assegni è stata introdotta con il Decreto Legge numero 70 del 12 maggio 2011.

La principale novità è che i vaglia, gli assegni bancari, quelli circolari e gli assegni postali vengono trasmessi in forma elettronica tra gli intermediari. Inoltre, anche le procedure di protesto o le constatazioni equivalenti vengono svolte in modalità digitale.

Quando un assegno cartaceo viene depositato, l’intermediario crea inoltre una copia informatica firmata digitalmente che ha lo stesso valore legale dell’originale nei rapporti tra intermediari. Queste regole non cambiano il comportamento dell’utente: chi riceve un assegno, infatti, può portarlo fisicamente in banca o in posta. Sarà poi l’intermediario a convertirlo in formato digitale per le operazioni successive. Questo significa che ogni assegno viene convertito in un’unica immagine elettronica con valore legale.

Nel caso di mancato pagamento, infine viene restituita una copia conforme all’originale informatico conservato negli archivi della banca.

La tempistica per incassare l’assegno

Ricordiamo infine che per incassare un assegno postale o bancario si ha un termine per presentarlo all’incasso che è di 8 giorni su piazza e di 15 giorni fuori piazza per non perdere il diritto di regresso, anche se il titolo si può riscuotere successivamente.

Nel caso in cui entro tale periodo l’assegno non venga pagato, il beneficiario può attivare le azioni previste dalla legge nei confronti del soggetto che lo ha emesso e degli eventuali obbligati.

Passati i termini, il beneficiario rischia di perdere la possibilità di utilizzare gli strumenti più rapidi e diretti per farsi pagare o di trovare il conto privo di soldi o estinto. Ciò non significa che il debito sparisce. In alcuni casi, infatti, si può ancora chiedere il pagamento facendo riferimento al rapporto originale, come ad esempio una vendita o un accordo.