Il robot granchio che ripulisce gli oceani dalla plastica, il primo in Italia

Italia, a Livorno il primo robot mangia plastica per ripulire gli oceani e salvare i pianeti. L'esperimento

Foto di Alessandro Mariani

Alessandro Mariani

Giornalista green

Nato a Spoleto, dopo una laurea in Storia e una parentesi in Germania, si è stabilito a Milano. Ha avuto esperienze in radio e in TV locali e Nazionali. Racconta la società, con un focus sulle tematiche ambientali.

Si chiama Crab Robot, il granchio robot progettato per catturare e “mangiare” la plastica che si deposita sui fondi degli oceani. Il suo primo tuffo in mare è avvenuto al largo della costa italiana, presso la Meloria, a Livorno, l’8 giugno 2019. Durante il World Oceans Day è stato presentato il primo robot mangia plastica che, in maniera automatizzata, ha lo scopo di ripulire gli oceani da rifiuti e residui di plastica, altamente inquinanti e dannosi per l’ecosistema. Si tratta di un vero e proprio ripulitore del mare, a forma di granchio, programmato per analizzare la acque e andare alla ricerca di microplastiche.

L’idea che sta dietro il Crab Robot SILVER 2, così come il suo stesso funzionamento, è stata sviluppata dai ricercatori dell’Istituto di Robotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che, sostenuti dalla National Geographic Society e Arbi Dario Spa, si sono impegnati nella realizzazione di questo progetto rivoluzionario.

Come funziona il “granchio robot”

Il robot, che presto sarà dotato di un braccio che raccoglie sacchetti di plastica, bottiglie e altre forme di inquinamento plastico, ha la capacità di muoversi, camminare e correre sul fondo del mare.

Il prototipo mandato ad esplorare le coste livornesi è dotato di sei gambe (che ricordano la forma delle zampe di un granchio), dei veri e propri sostegni in grado di adattarsi al terreno, aggirare gli ostacoli e rimbalzare a terra senza creare danni all’intelaiatura del robot.

Come hanno sottolineato i responsabili del progetto, inoltre, il robot granchio può esplorare i fondali marini senza creare danni all’ecosistema, poiché il modo in cui si muove e salta da una superficie all’altra non è per niente invasivo.

Inquinamento dei mari problema improcrastinabile

L’interesse verso progetti che puntino alla salvaguardia dell’ambiente e al problema dell’inquinamento dei mari e degli oceani lascia sperare che un mondo migliore, e meno inquinato, sia possibile.

Basti pensare che, secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite, 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici va a finire ogni anno negli oceani.

Molti residui plastici, inoltre, vengono inghiottiti dagli animali che popolano i fondali marini e dai pesci che li scambiano per cibo. Questo vuol dire che, alla fine, questi rifiuti finiscono nelle nostre tavole.

Quella del robot mangia plastica, che a molti potrebbe sembrare solo un’invenzione bizzarra e simpatica, è dunque oggi una grande conquista, che ci aiuterà nella lotta per salvare il Pianeta.