Obbligo di auto elettriche? Volvo gioca d’anticipo

Già dal 2030 la Casa svedese punterà all'elettrico puro, con l'obiettivo di eliminare le emissioni di CO2 anche con l’impiego di fonti rinnovabili

di Serena Cappelletti

In fatto di auto elettrica, Volvo è oggi un treno che viaggia con largo anticipo, come testimonia il suo modello più recente, la EX90, maxi SUV iper tecnologica. Per capire di che parliamo, bastano due date. Di recente, l’Unione europea ha stabilito un obbligo preciso per i Gruppi automobilistici: dal 2035, dovranno vendere solo vetture esclusivamente a batteria. Ma, già dal 2030, Volvo darà l’addio ai motori termici. Pertanto, la Casa svedese saluterà per sempre i propulsori a benzina e diesel ben cinque anni prima rispetto alla scadenza imposta dall’Europa.

Volvo punterà solo sull’elettrico puro, al 100%, non prendendo in considerazione vie di mezzo come ibride classiche o ibride plug-in, ricaricabili. Grazie a tecnologie all’avanguardia, che si fonde in un cocktail raffinato con linee futuristiche: il veicolo elettrico come oggetto di design dalle proporzioni perfette.

Volvo EX90
Volvo EX90

Semplice, almeno a dirsi, l’obiettivo sia del Costruttore di Göteborg sia dell’Unione europea: eliminare le emissioni della CO2 (l’anidride carbonica) allo scarico delle auto e dei furgoni, per combattere il surriscaldamento del pianeta e gli sconvolgimenti meteo. E per ridurre l’inquinamento acustico.

Un discorso che abbraccia famiglie, lavoratori, comunità, investitori, con la prospettiva di arrivare alla neutralità climatica entro il 2040, anche con l’impiego di fonti rinnovabili, come l’eolico e il solare. L’impegno di Volvo a favore del miglioramento dell’ecosistema è tale che, a più riprese, la Casa svedese ha invitato tutti i Paesi del mondo a intensificare le proprie iniziative contro l’inquinamento.

Utilizzando una metafora automobilistica, si può dire che il Produttore svedese di proprietà del colosso cinese Geely esorta i Governi ad accelerare al massimo: occorre schiacciare a tavoletta per favorire la transizione verso una mobilità pulita. Volvo è infatti fra i promotori della Accelerating to Zero Coalition. Ossia una piattaforma internazionale che esercita una leadership globale nel settore dei veicoli a zero emissioni inquinanti. Un impegno che vede schierato in prima linea Jim Rowan, CEO di Volvo Cars.

La Casa svedese auspica l’adozione di misure concrete. Per prima cosa, serve sviluppare un’infrastruttura di ricarica capillare ed efficiente. Con colonnine per fare il pieno di elettroni in modo semplice e rapido, così da avvicinarsi il più possibile all’esperienza comoda e veloce di chi fa rifornimento di benzina.

In questo senso, le stazioni moderne di Volvo sono un esempio da imitare: si veda la Portanuova Recharge di Milano, dotata di una colonnina con due prese di ricarica DC. L’energia erogata è prodotta integralmente da centrali idroelettriche, rinnovabile e sostenibile. E proprio all’ombra della Madonnina la Casa ha lanciato il car sharing elettrico di quartiere: la condivisione della mobilità verde.

Portanuova Recharge di Milano
Portanuova Recharge di Milano

Inoltre, i clienti europei di Volvo che hanno acquistato un’elettrica hanno accesso a 270.000 punti di ricarica nel continente, con la possibilità di pagare la ricarica tramite un’app specifica. Mentre è in fase di test il rifornimento wireless, per dire stop ai cavi.

La seconda chiave è la diffusione dell’auto elettrica nelle flotte aziendali, con le società di noleggio a lungo termine che comprano mezzi green da dare in affitto per anni alle aziende e alle partite Iva. Uno strumento prezioso affinché si diffonda velocemente l’idea che l’elettrico è pratico e utile, anche per risparmiare.

Da parte sua, Volvo ha già scatenato un’offensiva elettrica di prodotto: ogni anno, lancerà un nuovo modello di auto a corrente. In fase di decollo, in particolare, la baby SUV EX30. Vetture che, come nella tradizione dell’azienda, oltre che per la sostenibilità, brillano in sicurezza attiva e passiva: ne è una dimostrazione pratica la pagella a 5 stelle (a pieni voti) nei crash test Euro NCAP della C40, che ha meritato 92 punti su 100 nella protezione del guidatore. Un modello storico, se non iconico, visto che è il primo del tutto a batteria della Casa.

In più, il responsabile per la sostenibilità della Casa, Anders Kärrberg, ha esortato la politica a introdurre il carbon pricing, cioè la tariffazione delle emissioni di anidride carbonica: tassare le aziende che inquinano, ossia che generano un costo ambientale, così da innescare un circolo virtuoso di abbattimento delle emissioni.

Ciliegina sulla torta, Polestar: il giovanissimo brand della galassia Geely-Volvo, che con le sue auto elettriche ad alte prestazioni intende sfidare Tesla (e non solo), basandosi su valori fondamentali dell’azienda, come innovazione,  design e sostenibilità ambientale.