Cos’è e come funziona il Bonus per la raccolta differenziata

Il bonus raccolta differenziata è stato inserito nella legge di Bilancio 2023 e riguarda i crediti di imposta al 36% per chi utilizza prodotti riciclati

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Matteo Paolini

Giornalista pubblicista

Nel 2012 ottiene l’iscrizione all’Albo dei giornalisti pubblicisti. Dal 2015 lavora come giornalista freelance occupandosi di tematiche ambientali.

La legge di Bilancio 2023, nonostante gli ostacoli e i ritardi, ha ottenuto l’approvazione del Senato negli ultimi giorni, evitando così l’esercizio provvisorio. Tuttavia, il tempo a disposizione per discutere il provvedimento è stato limitato. Con l’approvazione definitiva della manovra da parte del Consiglio dei ministri del 21 novembre, l’iter di approvazione da parte del Parlamento è ora completo e la legge è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre.

Il bonus raccolta differenziata

La legge di Bilancio 2023 contiene molti elementi interessanti, ma vogliamo sottolineare in particolare una specifica agevolazione: il bonus per la raccolta differenziata, che consiste in un credito d’imposta per favorire la protezione dell’ambiente. Non è una novità assoluta, poiché era già presente negli anni 2019 e 2020. Ci sono ora nuovi fondi per il 2023 e 2024, per un totale di circa 10 milioni di euro, a sostegno della volontà del Governo attuale.

In sintesi, lo Stato intende premiare le imprese che dimostrano di essere impegnate nella protezione dell’ambiente e che mirano a produrre imballaggi utilizzando rifiuti invece di nuove risorse.

I dettagli

Il bonus per la raccolta differenziata, come menzionato in precedenza, non è una novità assoluta. In passato, è già stato in vigore con l’obiettivo di aumentare il riciclaggio delle plastiche miste e degli scarti non pericolosi, in alternativa al recupero energetico.

Sin dal suo lancio, questa agevolazione è stata specificamente progettata per diminuire l’impatto ambientale degli imballaggi e il quantitativo di rifiuti non riciclabili generati da questi materiali. In particolare, nel 2023 questo bonus:

  • si rivolge a tutte le aziende che usano imballaggi riciclati per i propri prodotti
  • ha lo scopo di ridurre l’impatto ambientale ma anche la quantità di rifiuti non riciclabili e provenienti da distinte tipologie di materiale usato per l’imballaggio
  • consiste in un credito d’imposta, che infatti il Governo garantisce a favore delle aziende ‘virtuose’ sul piano dell’acquisto e dell’utilizzo dei prodotti riciclati che giungono direttamente dalla raccolta differenziata

Come funziona

In quanto credito d’imposta e non bonus, è necessario dimostrare attraverso documentazione delle spese delle imprese per l’acquisto di prodotti riciclati.

Le aziende che acquistano prodotti realizzati con materiali riciclati come gli imballaggi in plastica biodegradabili e compostabili, conformi alla normativa UNI EN 3432:2002, o derivati dalla raccolta differenziata della carta, dell’alluminio e del vetro, potranno beneficiare per gli anni 2023 e 2024 di un credito d’imposta del 36% delle spese documentate per tali acquisti.

La norma tecnica UNI EN 13432:2002, intitolata “Imballaggi – Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione”, specifica i requisiti e i procedimenti per determinare le possibilità di compostaggio e di trattamento anaerobico degli imballaggi e dei materiali di imballaggio. È la versione ufficiale in lingua italiana della norma tecnica europea EN 13432 (del settembre 2000.

Per ottenere il credito d’imposta, le imprese devono utilizzare il modello F24 per presentare la domanda attraverso il sistema dell’Agenzia delle entrate. Come indicato nel testo, per richiedere il credito d’imposta, deve essere specificato nella dichiarazione dei redditi e presentato attraverso l’Agenzia delle entrate, altrimenti la richiesta verrà rifiutata.

Chi può richiedere il bonus

Come già menzionato, il bonus per la raccolta differenziata è un incentivo per le imprese che decidono di utilizzare materiali e prodotti provenienti dalla lavorazione della raccolta differenziata, per contribuire a proteggere l’ambiente nello svolgimento delle loro attività.

Perciò, è importante sottolineare che questo incentivo, che sarebbe più correttamente chiamato credito d’imposta per la raccolta differenziata, non è utilizzabile dai singoli cittadini e non può essere richiesto da loro, ma è destinato esclusivamente alle imprese.

Le imprese potranno beneficiare del bonus per la raccolta differenziata attraverso la compilazione di un modello F24 e l’utilizzo dei meccanismi legati all’operatività dell’Amministrazione Finanziaria. In sostanza, per ottenere il credito d’imposta, questo dovrà essere inserito nella dichiarazione dei redditi e fatto valere attraverso l’Agenzia delle Entrate. In caso contrario, non sarà possibile ottenere l’agevolazione per i prodotti riciclati e gli imballaggi. Il modello F24 è disponibile sul sito web dell’Agenzia delle Entrate.

In conclusione, ricordiamo che i criteri per l’applicazione e l’utilizzo del credito d’imposta saranno presto definiti in dettaglio. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero dell’Economia e delle Finanze dovranno infatti elaborare un decreto apposito, per chiarire sia i requisiti tecnici che le certificazioni necessarie per dimostrare l’effettiva eco-sostenibilità dei prodotti utilizzati.