Spese di istruzione: le agevolazioni in 730 dal nido all’università

Tra le tante spese che una famiglia si trova ad affrontare durante l’anno per i propri figli, parte importante è rappresentata dalle spese d’istruzione

Fisco7 Esperto fiscale

Tra le tante spese che una famiglia si trova ad affrontare durante l’anno per i propri figli, parte importante è rappresentata dalle spese d’istruzione. Vediamo insieme quali sono le agevolazioni previste nel modello 730.

Partiamo dai più piccini con le spese per l’asilo nido.

Come recita la Circolare n. 13/2013, quesito 3.3, “sono detraibili, nella misura del 19%, le rette pagate per la frequenza di asili nido, sia pubblici che privati, sostenuti dai genitori con riferimento a figli naturali, addottati, affidati o affiliati. Rientrano tra le spese detraibili anche le rette pagate per le così dette “sezioni primavera” che svolgono la medesima funzione degli asili nido”.

È bene ricordare che non possono essere indicate le spese sostenute nel 2019, se nello stesso periodo si è fruito del bonus asili nido erogato da INPS.

Per le spese d’istruzione non universitaria, spetta la detrazione del 19% su un limite massimo di 800,00 € (l’anno scorso il limite era fissato a 786,00 €) per ciascun alunno o studente, per le spese sostenute per la frequenza di scuole dell’infanzia, scuole primarie e scuole secondarie di primo grado, scuole secondarie di secondo grado sia statali che paritarie private.

Le spese ammesse alla detrazione sono:

  • le tasse a titolo d’ iscrizione e di frequenza;
  • la mensa scolastica, l’assistenza al pasto e il pre e post scuola, il trasporto scolastico (scuolabus) anche se il servizio non è reso direttamente dalla scuola ma tramite comune o soggetti terzi;
  • l’assicurazione della scuola;
  • le gite scolastiche, i corsi di lingua, i corsi di teatro od ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dagli organi d’istituto;
  • le erogazioni liberali finalizzate all’innovazione tecnologica, all’ampliamento dell’offerta formativa, all’edilizia scolastica solo se deliberate dall’istituto stesso.

Su quest’ultimo punto è bene fare un po’ di chiarezza.

Le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici possono essere indicate in due differenti righi, incompatibili fra loro.

Il primo è per l’appunto il rigo E8 codice 12, nel quale inseriamo le spese relative a tasse scolastiche, mensa, gite, erogazioni liberali finalizzate all’offerta formativa, edilizia scolastica e innovazione tecnologica deliberate dall’istituto, e la documentazione può essere intestata al dichiarante o ad un suo familiare a carico.

Il secondo rigo, E8 codice 31, invece, vanta anch’esso una detrazione pari al 19%, ma senza limite massimo.

In questo rigo, però, possono essere inserite le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici non deliberate dalla scuola e rientrano solo quelle sostenute nell’interesse proprio.

È necessario prestare molta attenzione, in quanto i due righi non sono compatibili per lo stesso studente, e il contribuente potrà decidere, se dovessero verificarsi entrambe le situazioni, che rigo compilare sulla base della convenienza.

Restano escluse dalla detrazione le spese sostenute per l’acquisto di materiale di cancelleria e per l’acquisto di testi scolastici.

Per quanto riguarda le spese universitarie, sostenute nell’interesse proprio o per un familiare a carico, la detrazione del 19% spetta per la frequenza di:

  • corsi di istruzione universitaria;
  • corsi universitari di specializzazione;
  • master universitari;
  • corsi di dottorato e ricerca;
  • ITS (istituti tecnici superiori);
  • nuovi corsi presso i conservatori di musica e istituti musicali pareggiati (ai sensi del DPR n 212 del 2005).

In particolare, è possibile inserire in dichiarazione al rigo E8 codice 13, le spese sostenute per:

  • tasse di immatricolazione e iscrizione;
  • sopratasse per esami di profitto e laurea;
  • partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea;
  • frequenza dei Tirocini Formativi Attivi (TFA).

Non sono ammesse alla detrazione le spese sostenute per:

  • acquisto dei libri scolastici;
  • strumenti musicali;
  • materiale di cancelleria.

Per le spese universitarie non vi è un unico limite massimo.

Se l’università è statale la detrazione è pari al 19% sul totale della spesa sostenuta.

Se l’università è privata e accreditata presso il MIUR, il limite massimo è calcolato in base all’area disciplinare del corso frequentato e alla regione in cui ha sede l’Ateneo, come dalla seguente tabella:

Area disciplinare

corsi istruzione

NORD CENTRO SUD E ISOLE
Medica 3.700 € 2.900 € 1.800 €
Sanitaria 2.600 € 2.200 € 1.600 €
Scientifico-Tecnologica 3.500 € 2.400 € 1.600 €
Umanistico-Sociale 2.800 € 2.300 € 1.500 €

Per la frequenza di corsi post-laurea, invece, i limiti sono i seguenti:

Spesa massima

detraibile

NORD CENTRO SUD E ISOLE
Corsi di dottorato,

di specializzazione,

master universitari

di primo e secondo livello

3.700 € 2.900 € 1.800 €

Relativamente alle spese sostenute per la frequenza di corsi universitari all’estero è invece necessario fare riferimento al massimale previsto per la medesima area disciplinare nella zona geografica nella quale lo studente ha il domicilio.

Chi usufruisce della detrazione?

Per rispondere a questa domanda è necessario verificare a chi è intestata la documentazione.

In caso di documentazione intestata allo studente, entrambi i genitori potranno portare in detrazione la spesa al 50%, o uno solo dei due annotando il documento di spesa.

Nel caso in cui la documentazione (il bonifico bancario/postale o l’attestazione rilasciata dall’istituto) sia intestata ad un solo genitore, quest’ultimo dovrà portare in detrazione la spesa al 100%.

Ricordiamoci che tutte le spese d’istruzione, universitaria e non, sostenute nell’anno 2020, quindi le spese che andranno inserite nel 730/2021 dovranno essere pagate con metodi tracciabili quali bancomat, carte di credito e bonifici per non perdere il diritto alla detrazione.

Eva Barbon – Fisco 7

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