Oltre un milione di Alert del Fisco su possibili errori nelle dichiarazioni

Sono comunicazioni con cui l'Agenzia delle Entrate si mette in contatto con i contribuenti su eventuali anomalie

Ammontano a oltre un milione le comunicazioni inviate dal Fisco per avvisare i cittadini di possibili errori nelle dichiarazioni.

Si tratta di “alert preventivi” e sono lo strumento utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per segnalare qualche eventuale problema nelle dichiarazioni. Operazione che ha portato nelle casse del Fisco, da gennaio a giugno 2018, 700 milioni di euro, circa il 250 per cento in più rispetto al 2017, quando nello stesso periodo il Fisco aveva incassato 200 milioni.

Nello specifico sono state inviate 1 milione 200 mila missive ai cittadini nel corso dei primi sei mesi del 2018. Il metodo dell’adempimento spontaneo è una delle strade su cui punta l’Agenzia delle Entrate che ha portato a un aumento degli incassi del 333 per cento. Per capire la crescita basta fare un confronto tra le cifre del 2015 che ammontavano a 300 milioni a quelle del 2017 che invece si attestavano a 1,3 miliardi. Anche il numero di lettere inviate è cambiato, con una crescita del 200 per cento. Da 500 mila a 1,5 milioni, sempre riferite a quegli anni.

Si tratta di semplici comunicazioni attraverso le quali l’Agenzia delle Entrate si mette in contatto con i cittadini le cui dichiarazioni sembrano presentare delle stranezze o delle irregolarità. In questo modo si permette ai contribuenti di sistemare la situazione in maniera veloce e più conveniente infatti le sanzioni sono più basse rispetto a quelle previste quando parte un controllo normale. Così si potrà regolarizzare l’errore prima di una notifica di avviso di accertamento, oppure se si ritiene corretto quanto dichiarato, inviare all’Agenzia eventuali elementi e documenti nuovi.

Per quanto riguarda il fronte controlli, quelli ordinari e automatizzati sono cresciuti nel primo semestre del 2018. Verifiche e accertamenti sono aumentati arrivando a 232 mila circa. Il recupero dell’evasione fiscale del medesimo periodo, grazie anche al quasi nove per cento di crescita dei controlli, ha portato a un buon recupero. Circa il 6 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2017, attestandosi a 6,7 miliardi. Di questa cifra ben 700 milioni non derivano, quindi, da accertamenti fiscali ma da alert preventivi. Molto più veloci e utili alle tasche dei contribuenti.

I controlli sono tra i compiti istituzionali del Fisco per quanto concerne il corretto adempimento degli obblighi fiscali. Ma hanno un limite di decadenza: cinque anni per i compensi non indicati nella dichiarazione dei redditi presentata in maniera regolare, sette anni in caso si tratti, invece, di una mancata dichiarazione dei redditi.

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