Flat tax al 15% fino a 90mila euro. Il piano del governo per le Partite Iva

Flat tax, soglia detrazioni e superbonus: le ipotesi allo studio del governo. E il problema dell'evasione in crescita.

Il governo Meloni è pronto a passare ai fatti sull’estensione della flat tax per gli autonomi. Non nella forma con cui Matteo Salvini ha fatto campagna elettorale, ovviamente, ma nella versione più soft pensata da FdI. In sede di legge di bilancio si partirà da autonomi e partite IVA, con l’innalzamento della soglia da 65 fino a circa 90mila euro.

“Nella nuova legge di bilancio si dimostrerà finalmente che la flat tax non era uno slogan ma un programma strutturato che si fa in 5 anni. Cominciamo assolutamente con autonomi e partite IVA, cominciamo con innalzare la soglia da 65 fino a 100mila euro, forse qualcosina meno, potremmo fare 85/90 mila, dipenderà anche da alcune variabili macroeconomiche un po’ meno dipendenti da noi, ma certamente sì, certamente in legge di bilancio troveremo il passaggio da 65mila ad almeno 85mila euro”. Lo ha detto Federico Freni, sottosegretario all’Economia, a 24 Mattino su Radio 24.

Fin qui le intenzioni: poi c’è da passare ai fatti, e torna sempre a galla il problema delle coperture finanziarie con cui operare sui temi in questione. c’è un’urgente necessità di aiutare milioni di famiglie e migliaia di imprese a superare l’emergenza energetica. Questo comporterà, per forza di cose, un’inevitabile slittamento in avanti delle misure bandiera che la premier ha elencato durante la scorsa campagna elettorale, compreso l’allargamento della platea della flat tax, che probabilmente verrà posticipato alla primavera.

Soglia detrazioni

Sull’ipotesi di ridurre la soglia dalla quale scatta la riduzione di detrazioni e deduzioni, il sottosegretario Freni ha spiegato: “È un’ipotesi allo studio, non c’è nulla di certo, ho qualche perplessità sulla soglia. Noi già sappiamo che da 120.000 euro le detrazioni oggi vengono sostanzialmente azzerate, ho qualche perplessità personale che sia corretta la soglia di 60.000 euro. Secondo me dovrebbe essere un pochettino più alta, ma comunque improntata ad un corretto principio di progressività cui la composizione della fiscalità italiana deve e vuole improntarsi”.

Il problema evasione e ‘falsi minimi’

Una mina da disinnescare lungo questo percorso è quello dell’evasione dell’Irpef. Il tax gap, cioè la distanza fra il gettito potenziale e quello reale, è salita nel 2020 al massimo storico del 68,7% fra i lavoratori autonomi e le imprese, e ha sottratto alle casse dello Stato 27,65 miliardi di euro. Per spiegare il trend per quel che riguarda il lavoro autonomo, la relazione sull’evasione fiscale e contributiva allegata alla Nadef ha individuato la categoria dei “falsi minimi”, cioè quella formata da “contribuenti che hanno potuto beneficiare dell’agevolazione solo grazie alla sotto-dichiarazione del fatturato”. Si tratta di partite IVA che hanno scelto di non dichiarare più di 65mila euro per sfruttare la super agevolazione rappresentata dalla flat tax del 15%.

Taglio cuneo

“Stiamo valutando sul taglio del cuneo – ha detto Freni – Il taglio del cuneo si può fare in tanti modi, non c’è un solo modo per fare il taglio del cuneo, si sta valutando con una premessa, che l’obiettivo principale di tutto è il fabbisogno energetico. Quindi una volta colmato il fabbisogno energetico, con quello che resterà valuteremo cosa fare e come fare. Certamente il taglio del cuneo è una delle priorità”.

“Confindustria ci dice che due terzi al lavoratore e un terzo alle imprese è soddisfacente. I sindacati ci dicono la stessa cosa, quindi l’assetto soddisfacente potrebbe essere due terzi e un terzo”, ha osservato. “Poi se i sindacati dopo che incontreranno il Presidente Meloni mercoledì daranno un indirizzo diverso ne terremo conto”. ha concluso.