Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha aperto alla possibilità di innalzare la soglia del regime forfettario dagli attuali 85.000 euro a 100.000 euro. Si tratta, al momento, di un’ipotesi politica e fiscale ancora da trasformare in una misura concreta. Il percorso della manovra 2027 è infatti in una fase preliminare e molto dipenderà dalle risorse disponibili e dai vincoli europei. L’obiettivo sarebbe ampliare il numero di autonomi e professionisti che possono applicare l’imposta sostitutiva del 15%, prevista dal regime forfettario per chi rispetta i requisiti richiesti.
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Cosa significa alzare la soglia della flat tax
Oggi il regime forfettario permette alle partite Iva di applicare una tassazione agevolata fino a 85.000 euro di ricavi o compensi. L’ipotesi rilanciata nel dibattito sulla manovra punta ad alzare questo limite a 100.000 euro. In pratica, se la misura venisse approvata, una partita Iva con ricavi superiori a 85.000 euro ma entro 100.000 euro potrebbe continuare a restare nel regime agevolato, evitando il passaggio al sistema ordinario. Il vantaggio principale riguarderebbe la tassazione. Il forfettario prevede infatti un’imposta sostitutiva del 15%, che può scendere al 5% per i primi anni di attività in presenza dei requisiti previsti.
Perché il limite europeo è un ostacolo
La proposta non è però semplice da realizzare. Il ministro Giorgetti ha spiegato che per estendere la soglia del regime forfettario bisogna negoziare con l’Europa. Il nodo riguarda le regole comunitarie sull’Iva per le piccole imprese. La direttiva Ue 2020/285 ha fissato un limite massimo di 85.000 euro per le operazioni interne, rendendo più complicato un aumento deciso autonomamente dai singoli Stati.
Secondo il ministro, l’attuale limite è “astruso e ingiustificato”. Senza una revisione o un confronto con Bruxelles, il passaggio a 100.000 euro resta un percorso difficile, soprattutto nei tempi stretti della Legge di Bilancio 2027.
Chi potrebbe essere interessato
L’eventuale innalzamento della soglia riguarderebbe soprattutto professionisti, autonomi e piccoli imprenditori che oggi si trovano vicino al limite degli 85.000 euro. Per questi contribuenti, superare la soglia attuale può comportare l’uscita dal regime forfettario e il passaggio a un sistema fiscale più complesso, con Iva, Irpef ordinaria, addizionali e maggiori adempimenti.
Portare il limite a 100.000 euro darebbe quindi più margine a chi cresce nei ricavi ma vuole restare nel regime semplificato. L’effetto dipenderebbe però dalle regole finali, dai requisiti di accesso e da eventuali correttivi inseriti nella manovra.
L’ipotesi sugli stipendi dei giovani e pensione a 64
Accanto alla flat tax per le partite Iva, Giorgetti ha richiamato anche l’idea di una tassazione agevolata per gli stipendi dei giovani. La proposta prevede una tassa più bassa rispetto alle aliquote Irpef ordinarie per rendere più alti gli stipendi netti in ingresso dei neoassunti. L’intervento dovrebbe però accompagnarsi a un impegno delle imprese a riconoscere retribuzioni più adeguate. Si tratterebbe quindi di un vantaggio fiscale collegato al tema dell’emergenza salariale, soprattutto per i lavoratori più giovani. Anche questa ipotesi è ancora in fase iniziale e dovrà essere valutata in base alle coperture.
Un’altra ipotesi è quella di ampliare la possibilità di estendere la pensione anticipata a 64 anni anche ai lavoratori del sistema misto. Sulla carta, quindi, un’uscita anticipata rispetto alla pensione di vecchiaia. Ma l’accesso non sarebbe automatico
I tempi della Manovra 2027
Il 22 settembre l’Istat pubblicherà i dati ufficiali su Pil, deficit e debito, elementi fondamentali per definire lo spazio finanziario della prossima manovra. Dopo questo passaggio, il Governo dovrà approvare il disegno di legge di Bilancio, atteso entro la prima metà di ottobre. La discussione si sposterà poi in Parlamento, con il via libera definitivo previsto entro la fine dell’anno. Per la flat tax a 100.000 euro, quindi, la partita resta aperta ma complessa. La misura è politicamente rilevante, soprattutto per la platea delle partite Iva, ma dovrà superare il doppio vincolo delle coperture interne e delle regole europee.