La vendita di Villa Certosa, storica residenza estiva di Silvio Berlusconi, è realtà. Il complesso, situato nel cuore della Costa Smeralda, è stato acquisito dagli Al Thani, famiglia reale del Qatar.
L’operazione è stata condotta attraverso la società Constellation Hotels Holding, per una cifra che si aggira intorno ai 350 milioni di euro.
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Quanto è grande Villa Certosa
Villa Certosa non è una semplice residenza ma un vero e proprio complesso immobiliare di dimensioni eccezionali. La proprietà si estende su circa 120 ettari di terreno e comprende un insieme di edifici e strutture che, nel loro insieme, superano i 4.500 metri quadrati coperti.
Il complesso principale conta circa 126 stanze, affiancate da ville secondarie, padiglioni indipendenti, giardini botanici, serre, piscine e aree sportive. Tra le strutture più particolari figurano anche un anfiteatro all’aperto, un percorso di laghetti artificiali e persino un vulcano artificiale, progettato come attrazione scenografica.
Villa Certosa è stata la scenografia della diplomazia informale italiana, avendo accolto Capi di Stato come Vladimir Putin, Tony Blair e George W. Bush.
La villa più costosa o quella dal valore più alto?
La valutazione di circa 350 milioni di euro colloca la transazione nella fascia più alta mai registrata per una contrattazione privata. Attualmente risulta superata in valore stimato da Villa Aurora, una proprietà romana, contenente una serie di affreschi di attribuzione a maestri del Seicento italiano, valutata inizialmente per quasi 500 milioni, fu poi venduta a una cifra significativamente più bassa.
Nonostante il mercato della Costa Smeralda comprenda ville di lusso esclusive che oscillano tra i 10 e i 50 milioni di euro, Villa Certosa con i suoi 350 milioni rappresenta un unicum.
Secondo le stime degli operatori del settore, negli ultimi cinque anni il valore degli immobili ultra-prime nella zona è cresciuto tra il 15% e il 25%, spinto dalla domanda internazionale e dalla scarsità di proprietà comparabili. Tuttavia, nessuna transazione aveva mai raggiunto una dimensione simile.
La strategia del Qatar
L’acquirente, la famiglia Al Thani, attraverso strumenti finanziari legati al proprio patrimonio sovrano, continua a rafforzare la propria presenza in Europa nel settore immobiliare. Negli ultimi dieci anni, il Qatar ha investito miliardi di euro in hotel, resort e asset iconici, con l’obiettivo di diversificare le entrate legate al gas naturale.
Gli analisti ipotizzano che, in caso di conversione in resort o luxury retreat, il valore economico generato nel tempo potrebbe superare ampiamente i 500 milioni di euro.
Quanto ci guadagna lo Stato
Oltre al valore economico per venditori e acquirenti, l’operazione genera effetti diretti per le finanze pubbliche italiane. La compravendita di un asset di questo livello comporta infatti il pagamento di imposte di registro, ipotecarie e catastali che, complessivamente, possono arrivare fino al 9% del valore catastale o del prezzo dichiarato, a seconda della struttura dell’operazione.
Nel caso di una transazione da circa 350 milioni di euro, il gettito per lo Stato può tradursi in più di 30 milioni di euro di entrate immediate.
A questo si aggiunge la componente indiretta qualora la proprietà venisse riconvertita in struttura alberghiera o resort di lusso. A quel punto si attiverebbe un flusso costante di entrate fiscali legate a Iva, imposte sulle attività turistiche e contributi occupazionali.