Perché l’Italia cresce più di Francia e Germania

Nel primo trimestre del 2023, l'Italia ha registrato una crescita del Pil superiore rispetto ad altri paesi europei come Francia e Germania,

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Alessandro Mariani

Giornalista professionista

Nato a Spoleto, dopo una laurea in Storia e una parentesi in Germania, si è stabilito a Milano. Ha avuto esperienze in radio e in TV locali e Nazionali. Racconta la società, con un focus sulle tematiche ambientali.

Nel primo trimestre del 2023, l’Italia ha registrato una crescita del Pil superiore rispetto ad altri paesi europei come Francia e Germania – quest’ultima rischia la recessione tecnica che hanno subito una contrazione rispettivamente dello 0,2% e dello 0,3%, e anche rispetto agli Stati Uniti, che hanno registrato un modesto aumento dello 0,3%. Secondo l’Istat, il Pil italiano è cresciuto dello 0,6%, superando di 0,1 punti percentuali l’indicazione preliminare.

Rispetto al trimestre precedente, tutti i principali dati relativi alla domanda interna sono in aumento, con una crescita dello 0,7% dei consumi finali nazionali e dello 0,8% degli investimenti fissi lordi. Tuttavia, sia le importazioni che le esportazioni sono diminuite, rispettivamente, dell’1% e dell’1,4%. Nel settore dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti e delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie è aumentata dello 0,5%, mentre quella delle amministrazioni pubbliche è cresciuta dell’1,2%.

In quali settori aumentano gli investimenti

L’aumento totale degli investimenti è stato trainato dagli investimenti in impianti, macchinari e armamenti, che sono cresciuti dello 0,8%. È stato registrato un aumento del 6,8% nella componente dei mezzi di trasporto, dello 0,7% nelle abitazioni e dei fabbricati non residenziali, e dell’1,5% in altre opere. Gli investimenti in prodotti di proprietà intellettuale sono cresciuti dello 0,3%.

Tuttavia, la spesa in risorse biologiche coltivate è diminuita dell’0,8%. Gli acquisti di beni durevoli sono aumentati del 2%, quelli di beni non durevoli dell’1,4%, mentre quelli di servizi sono aumentati dello 0,1%, ma gli acquisti di beni semidurevoli sono diminuiti del 3,1%.

L’Istat prevede una crescita per l’economia italiana

La stima completa dei conti economici trimestrali conferma la ripresa dell’economia italiana nel primo trimestre del 2023, dopo il rallentamento alla fine del 2022. A inizio anno, il Pil è cresciuto dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e dell’1,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Entrambe le misure hanno subito un’ulteriore revisione al rialzo del 0,1% rispetto alla stima preliminare di fine aprile. Inoltre, la crescita acquisita per il 2023 è positiva, pari allo 0,9%. La ripresa è stata guidata dalla domanda interna, con un contributo positivo dei consumi privati, cresciuti dello 0,3%, e dei consumi pubblici e degli investimenti entrambi con una crescita positiva dello 0,2%.

Crescita economica dell’area Euro

Secondo una stima di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, nel primo trimestre del 2023 il Pil destagionalizzato è aumentato dello 0,1% nell’area euro e dello 0,2% nell’UE rispetto al trimestre precedente. Nel quarto trimestre del 2022, il Pil si era mantenuto stabile nell’area euro e aveva registrato una diminuzione dello 0,1% nell’UE. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il Pil destagionalizzato è cresciuto dell’1,3% nell’area euro e dell’1,2% nell’UE, dopo un aumento dell’1,8% nell’area euro e dell’1,7% nell’UE nel trimestre precedente.

Le stime indicano anche un aumento dell’occupazione nel primo trimestre del 2023, con un incremento dello 0,6% sia nell’area euro che nell’UE rispetto al trimestre precedente. Nel quarto trimestre del 2022, l’occupazione era aumentata dello 0,3% sia nell’area euro che nell’UE. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, l’occupazione è aumentata dell’1,7% nell’area euro e dell’1,6% nell’UE nel primo trimestre del 2023, dopo un incremento dell’1,5% nell’area euro e dell’1,3% nell’UE nel quarto trimestre del 2022.